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Bonus paritarie 2026 da 1500 euro, cos'è e a chi spetta

Via libera al decreto bonus scuole paritarie 2026, che prevede contributi fino a 1500 euro per studente: cos'è, a chi spetta e come funziona

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

Il Garante per la protezione dei dati personali ha dato parere positivo al decreto attuativo del ministero dell’Istruzione e del Merito e del ministero dell’Economia e delle Finanze relativo al contributo per gli studenti che frequentano le scuole paritarie. Il provvedimento, firmato dal ministro Giuseppe Valditara il 2 luglio, introduce il bonus paritarie, una misura pensata per sostenere le famiglie con redditi medio-bassi che scelgono di iscrivere i propri figli ad una scuola paritaria. Vediamo come funziona e cosa cambia.

Bonus paritarie 2026 da 1500 euro, domande online

Con il via libera del Garante, il decreto attuativo sul bonus paritarie entra nella sua fase operativa. La misura, prevista dalla legge di Bilancio 2026 (legge 199/2025) che ha stanziato complessivamente 20 milioni di euro per finanziarlo, consiste in un voucher annuale fino a 1.500 euro per studente, pensato per coprire parte delle rette scolastiche degli istituti paritari.

Il bonus è destinato alle famiglie con Isee inferiore a 30mila euro ed è rivolto agli studenti delle scuole secondarie di primo grado (medie) e del primo biennio delle scuole secondarie di secondo grado (superiori). L’obiettivo è sostenere chi, pur con redditi medio-bassi, desidera iscrivere i figli a una scuola paritaria.

Il provvedimento nazionale si affianca alle misure già attive in alcune regioni, come la Lombardia, che già prevedono contributi dedicati alle paritarie. Il decreto introduce inoltre la possibilità di cumulare il voucher con i sostegni regionali, fino a un tetto massimo complessivo di 5mila euro. In questo modo, le famiglie che già ricevono contributi regionali potranno integrarli con il nuovo bonus statale, aumentando la copertura delle spese scolastiche.

I genitori o i titolari della responsabilità genitoriale potranno richiedere il contributo online tramite il servizio digitale dedicato che sarà attivato sulla piattaforma Unica.

In vista dell’apertura del servizio, è necessario avere pronti alcuni documenti: l’Isee aggiornato al 2026, le credenziali per accedere ai servizi digitali (Spid, Cie o Cns), i dati dello studente e della scuola paritaria frequentata, l’Iban per l’accredito del contributo e l’eventuale documentazione relativa a bonus regionali già ottenuti o richiesti.

Il bonifico sarà effettuato dall’Ufficio scolastico regionale competente per territorio, sulla base delle informazioni trasmesse dall’Inps al sistema Unica, che consentono di verificare la situazione economica del nucleo familiare. In caso di esito positivo, si procede anche alla conferma dello status di genitore o titolare della responsabilità genitoriale tramite l’Anagrafe nazionale della popolazione residente (Anpr).

Spetta invece al richiedente dichiarare, in fase di domanda, l’eventuale percezione di contributi regionali e il relativo importo. Il ministero potrà effettuare controlli, anche a campione, per verificare la correttezza delle informazioni fornite.

Il commento del ministro Valditara sul bonus per la scuola paritaria

Questa misura "rappresenta un risultato molto importante per le nostre studentesse e i nostri studenti, contribuendo a rendere effettiva la libertà di scelta educativa anche per le famiglie meno abbienti", ha commentato il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, come riportato da Avvenire.

Il ministro ha ringraziato la senatrice Maria Stella Gelmini, ex ministra dell’Istruzione e promotrice dell’iniziativa, e "tutte le forze della maggioranza per aver sostenuto convintamente in Parlamento questa misura che rappresenta un obiettivo significativo dell’azione di questo Governo".

"Una famiglia dovrebbe poter scegliere la scuola migliore per i propri figli non quella che riesce semplicemente a permettersi", ha commentato Gelmini in un video pubblicato sui suoi profili social, in cui parla del bonus come un "aiuto concreto".

"Parliamo di famiglie che chiedono più libertà di scelta, ma anche di tante scuole che svolgono un ruolo importante nei quartieri e nelle periferie. Libertà di scelta, più opportunità per le famiglie, pluralismo educativo: per noi questa è una misura di libertà e di civiltà", ha concluso Maria Stella Gelmini.

La misura è stata accolta con favore dalla Fidae, la Federazione istituti di attività educative, perché "rappresenta un segnale importante di attenzione verso le famiglie e verso l’intero sistema delle scuole paritarie", ha affermato la presidente Virginia Kaladich.

Secondo Kaladich si tratta di "un passo concreto nella direzione di una più piena valorizzazione della libertà di scelta educativa, un principio che non può restare solo formale ma deve tradursi in strumenti reali di sostegno alle famiglie".

Le scuole paritarie, ha aggiunto la presidente Fidae, "svolgono una funzione pubblica essenziale: contribuiscono alla crescita culturale, educativa e sociale del Paese, garantendo qualità formativa, attenzione alla persona e pluralismo educativo. Sostenere le famiglie che scelgono queste scuole significa investire nel futuro dell’Italia".