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Scuole aperte dal 31 agosto in Emilia Romagna, è protesta

In Emilia Romagna alcune scuole primarie potranno essere aperte già dal 31 agosto e scoppia la protesta degli operatori turistici: cosa sta succedendo

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

La decisione della Regione Emilia Romagna di avviare una sperimentazione che prevede la riapertura di alcune scuole primarie già il 31 agosto per il prossimo anno scolastico ha acceso il dibattito. L’iniziativa, pensata per offrire un supporto alle famiglie nelle settimane che precedono l’inizio delle lezioni, ha infatti scatenato la protesta degli operatori del turismo. Vediamo cosa sta succedendo.

Il progetto dell’Emilia Romagna sulle scuole aperte dal 31 agosto

L’Emilia Romagna avvierà dall’anno scolastico 2026-2027 una nuova sperimentazione con l’obiettivo di sostenere la conciliazione vita-lavoro delle famiglie e ampliare le opportunità educative dei più piccoli. Dal 31 agosto al 14 settembre, in 42 Comuni del territorio, le scuole primarie potranno riaprire in anticipo rispetto all’avvio ufficiale delle lezioni fissato per il 15 settembre. L’iniziativa è resa possibile grazie a progetti realizzati dagli enti locali e finanziati dalla Regione con un investimento di 3 milioni di euro.

Non si tratta di anticipare l’anno scolastico, ma di offrire un servizio pubblico di attività extrascolastiche durante la mattinata, come laboratori creativi, sport, musica, gioco, assistenza. L’obiettivo è quello di rendere la misura strutturale e diffusa su tutto il territorio regionale a partire dall’anno scolastico 2027-2028.

"Sostenere i genitori nei momenti di maggiore difficoltà nella gestione familiare è un impegno preciso che vogliamo assumerci attraverso la proposta di un modello educativo innovativo e inclusivo", hanno spiegato il presidente dell’Emilia Romagna Michele de Pascale e l’assessora regionale alla Scuola Isabella Conti.

"È proprio a partire dagli spazi dell’apprendimento, anche attraverso attività capaci di stimolare interessi e relazioni nei più piccoli, che vogliamo dare risposte qualitative alle famiglie, convinti che anche questi servizi siano fondamentali per costruire opportunità, benessere e futuro per le nuove generazioni", hanno concluso.

Dunque, niente lezioni, ma attività educative per accompagnare i più piccoli verso l’inizio dell’anno scolastico. È importante sottolineare che non si tratta di un obbligo: le famiglie potranno decidere liberamente se portare o meno i propri figli a scuola già dal 31 agosto. Il progetto, dunque, non modifica il calendario scolastico, ma amplia l’offerta di servizi in un periodo dell’anno in cui molte famiglie faticano a conciliare lavoro e cura dei figli.

La protesta di bagnini e albergatori sulle scuole aperte ad agosto

Se da un lato il progetto è stato accolto positivamente dalle famiglie, dall’altro ha provocato la polemica degli operatori del turismo, che da tempo chiedono di posticipare il rientro in classe e allungare la stagione estiva.

"Stavolta la Regione sta commettendo un grave errore", ha commentato a Il Resto del Carlino Mauro Vanni, presidente delle Cooperative bagnini di Rimini e delle imprese balneari di Confartigianato.

"Capisco che si tratti di un progetto sperimentale, solo alle elementari, senza obbligo per le famiglie – ha proseguito -. Ma così passa comunque il messaggio che in Emilia-Romagna le scuole riaprono dal 31 agosto. E questo rischia di far perdere quasi un mese di lavoro agli stabilimenti balneari e alle altre attività del turismo".

Vanni ha bollato l’iniziativa della Regione come "una follia": "A noi bagnini chiedono di allungare la stagione e destagionalizzare. Che senso ha, se poi si decide di riaprire la scuola già il 31 agosto?".

Critica anche Patrizia Rinaldis, presidente di Federalberghi Rimini: "Voglio augurarmi che questa sia solo una sperimentazione, un’operazione speciale. Che dal punto di vista sociale può essere anche utile: dare, alle famiglie dove entrambi i genitori lavorano, l’opportunità di gestire meglio i figli. Ma deve essere chiaro lo spirito dell’iniziativa e soprattutto che non si tratta di un obbligo. Noi lottiamo per posticipare l’inizio della scuola", ha concluso.