Scuole chiuse a Niscemi, appello di un 11enne. Interviene Meloni
A Niscemi la situazione è critica dopo la frana che ha colpito la città siciliana: l'appello di un alunno di 11 anni dopo la chiusura delle scuole
A Niscemi, in Sicilia, la situazione è seria. Una frana ha duramente colpito il Paese, che si trova in provincia di Caltanissetta. Molti gli sfollati che non potranno più tornare nelle loro case, mentre la stima dei danni non ancora stata fatta. Nella zona rossa, considerata maggiormente a rischio, le scuole sono state chiuse a Niscemi. Giuseppe è un ragazzino di 11 anni che ha lanciato un appello per raccontare quello che lui e altri bambini e ragazzi stanno vivendo. Sul caso è intervenuta anche la premier Giorgia Meloni.
L’appello dell’alunno 11enne dopo la chiusura delle scuole a Niscemi
L’Ansa ha riportato le parole di Giuseppe, un ragazzino di 11 anni che insieme a tre compagni di classe si è presentato in piazza del Municipio a Niscemi, dove è stato aperto il centro operativo comunale per l’emergenza. “Da quattro giorni la scuola è chiusa, mi manca la classe, mi mancano gli insegnanti. Spero di ritornare al più presto” ha detto lo studente, che frequenta la seconda media presso l’Istituto Verga.
“La mia città sta affrontando un momento davvero molto brutto, soffriamo tanto per quello che sta accadendo e abbiamo paura“, ha spiegato l’11enne ai giornalisti: “Nessuno tra i miei compagni di classe è stato costretto a lasciare l’abitazione, ma conosco qualche amico che invece ha dovuto abbandonare la casa perché si trova in zona rossa e ora vive con i parenti. È una brutta situazione”.
Giuseppe confessa che questa condizione non è facile per lui e per i suoi coetanei. “Sto in casa, non esco quasi mai anche perché non posso incontrare i miei amici in centro, è pericoloso ed è vietato”.
Quali scuole sono state chiuse a Niscemi e perché
Tutte le scuole di Niscemi dopo la frana sono state chiuse. Tre si trovano in zona rossa e non si sa quando riapriranno, mentre due sono a ridosso (si tratta degli istituti Belvedere, Don Bosco, San Giuseppe, Collodi e Pirandello). Gli altri plessi, invece, non hanno aperto i cancelli per i danneggiamenti alle tubature del gas metano provocati dalla frana: impossibile far andare in classe gli studenti senza i riscaldamenti. Solo due scuole elementari si trovano in aree non a rischio (Mario Gori e Don Milani). Secondo quanto riferito dal vice sindaco sono 200 gli alunni della primaria che frequentano istituti che forse non apriranno più.
Il Comune ha deciso di fermare le lezioni fino a quando non saranno presi provvedimenti per garantire la sicurezza. La speranza è quella di far ritornare in aula al più presto possibile i 5mila ragazzi rimasti a casa: le autorità non hanno certezze, ma auspicano di riuscire a risolvere i problemi entro il fine settimana.
Le sezioni degli istituti in zone a rischio saranno dislocate in altri plessi fuori dalla zona rossa. Il sindaco Massimiliano Conti ha assicurato che “non ci saranno doppi turni”. La dirigente scolastica Licia Salerno ha spiegato che “ripartire per noi sarebbe molto importante. Si tratta di riattivare la quotidianità e dare una speranza in più anche a chi ha perso la casa o non può ritornarci”.
Le parole della premier Meloni sulla situazione a Niscemi
Dopo la frana che ha devastato Niscemi, la premier Giorgia Meloni ha sorvolato in elicottero le zone colpita dal maltempo in Sicilia, raggiungendo la cittadina in provincia di Caltanissetta per incontrare le autorità locali. La Presidente del Consiglio ha assicurato che il governo agirà in maniera celere”.
Durante una successiva riunione a Catania per affrontare l’emergenza maltempo, in merito alla situazione di Niscemi, dove “la situazione è particolarmente complessa”, Giorgia Meloni ha promesso di “dare risposte immediate: voi sapete meglio di me che Niscemi non è nuova a questi disastri e quello che è accaduto nel 1997, con indennizzi che sono arrivati dopo 14 anni e definitivamente anche dopo 28 anni. Mi piacerebbe che insieme disegnassimo una storia completamente diversa e quindi il mio obiettivo è lavorare in velocità e dare risposte in velocità“.
Nella cittadina siciliana, ha continuato la premier, “le emergenze sono chiaramente le persone sfollate e la viabilità, che lì è particolarmente compromessa perché due strade provinciali su tre sono sostanzialmente inagibili. Ci sono poi tre scuole nella zona rossa, tra elementari e asilo: vorremmo tentare anche qui di dare risposte immediate per cercare il prima possibile di restituire alla cittadinanza una normalità e anche la possibilità dei bambini di andare a scuola. C’è il problema della rete energetica, particolarmente del gas, sulla quale pure si sta lavorando da subito”.
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