Scuole chiuse e centri estivi, l'allarme (e l'appello) di Novara
Il pedagogista Daniele Novara ha lanciato l'allarme e un appello sulle scuole chiuse in estate e sui costi troppo elevati dei centri estivi in Italia
Quando si avvicina la bella stagione, le famiglie italiane devono iniziare a fare i conti con le scuole chiuse e i costi dei centri estivi, che non tutti possono permettersi di affrontare. Di fronte a questa situazione, c’è chi chiede soluzioni: il pedagogista Daniele Novara ha lanciato un allarme e un appello in vista della fine dell’anno scolastico 2025/2026, per poter aiutare tutti quei genitori che non sanno come gestire la lunga pausa estiva dei loro figli.
La critica di Novara sui costi elevati dei centri estivi
Il pedagogista Novara, fondatore della prima scuola senza voti, che sorge a Piacenza, su Facebook ha riflettuto sulla lunga pausa estiva della scuola italiana e sui costi spesso troppo onerosi dei centri estivi. "Anche quest’anno, con l’avvicinarsi dell’estate, i genitori italiani si apprestano a subire l’ennesima mazzata economica. Escluse rare eccezioni di contributi erogati dagli enti locali, i centri estivi restano totalmente a carico delle famiglie".
Per Novara è "una situazione semplicemente inammissibile", sulla quale lui interviene ogni anno "senza che le istituzioni si premurino di risolvere questa incredibile trascuratezza che porta i genitori, specialmente quelli meno abbienti, ad avere seri problemi nell’affrontare i mesi estivi. Se una famiglia ha tre figli, per mandarli tutti e tre i centri estivi deve pagare ogni settimana una cifra che rischia di sfiorare i 500 €. Vi sembra normale?", si è domandato il pedagogista.
Perché per Novara i centri estivi sono fondamentali
Per il pedagogista piacentino la situazione che vivono le famiglie oggi è ‘un’anomalia che le generazioni precedenti non avevano conosciuto visto che ogni azienda, pubblica o privata, metteva a disposizione dei figli dei dipendenti, proposte estive gratuite o con prezzi fortemente calmierati".
Il calo demografico dipende anche da questi aspetti: "Quando, in studio, chiedo ai genitori come mai il figlio è rimasto unico, mi guardano come se un marziano li avessi avvicinati: non ci sono le condizioni educative ma soprattutto economiche per pensare di fare un fratellino o una sorellina".
Per Daniele Novara, "insieme alle scuole dell’infanzia, obbligatorie in molti paesi europei, i centri estivi sono assolutamente necessari, perché tre mesi di vacanza sono tanti e la vita dei bambini non è più quella nel cortile. Non c’è più il gioco in strada o con i gruppi di coetanei e la comunità educante è sempre più impalpabile".
L’appello di Novara sulle scuole chiuse in estate e i centri estivi
Di cosa c’è bisogno secondo il pedagogista? "Bisogna organizzarsi e per farlo occorrono coperture economiche", ha ammesso Daniele Novara, chiedendosi perché non sono stati messi dei soldi PNRR per risolvere questo problema, "invece di usarli per una fantomatica e inutile digitalizzazione scolastica e creare così ambienti tecnologici che rimarranno senza gli alunni". L’esperto ricorda, infatti, che "nel 2026 il calo demografico raggiungerà un apice particolarmente significativo".
È assolutamente necessario che istituzioni, politica e opinione pubblica inizino "a considerare il problema delle nuove generazioni come un compito collettivo a cui dare una priorità assoluta, e in questa ottica i centri estivi possono essere un segnale inequivocabile. Altrimenti rischiamo che la situazione vada fuori controllo, con proiezioni sul calo demografico al 2040 davvero inquietanti".
Per Daniele Novara è indispensabile invertire "la tendenza: chiediamo con forza che la politica utilizzi risorse per i centri estivi. Servono segnali di sostegno ai genitori nei loro compiti educativi".