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Scuole chiuse, il 25 aprile e il 1° maggio 2026 si fa ponte?

Oltre al 25 aprile e al 1° maggio, le scuole resteranno chiuse anche nei giorni precedenti e successivi? Vediamo dove si farà ponte in Italia

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA SOCIO-CULTURALE

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

La primavera è una stagione ricca di festività che, nelle scuole, si traduce spesso in qualche giorno di pausa in più dalle consuete attività didattiche. Dopo le vacanze di Pasqua arrivano infatti la Festa della Liberazione, la Festa del lavoro e, a chiudere il calendario, la Festa della Repubblica. Ebbene, si farà ponte per il 25 aprile e il 1° maggio 2026?

Nessun ponte il 25 aprile per la maggioranza degli studenti

Brutte notizie per la maggior parte degli studenti italiani. La Festa della Liberazione, celebrata il 25 aprile, nel 2026 cadrà di sabato. Questo significa che tutti gli istituti che seguono la settimana corta, con le lezioni che si svolgono dal lunedì al venerdì, sabato 25 aprile saranno chiusi a prescindere dalla festività. In questo caso, dunque, non ci sarà nessun giorno aggiuntivo di pausa.

Discorso diverso per le scuole con settimana lunga (dal lunedì al sabato). Qui gli studenti potranno godere di un weekend lungo, potendo contare su un giorno di chiusura aggiuntivo sabato 25 aprile.

Dove si farà ponte a scuola per il 1° maggio 2026

Nella maggior parte dei casi, invece, per il 1° maggio è previsto un vero e proprio ponte scolastico. La Festa del Lavoro, infatti, quest’anno cadrà di venerdì, offrendo automaticamente tre giorni consecutivi di pausa agli studenti degli istituti che adottano la settimana corta.

Anche per le scuole con settimana lunga, però, non tutto è perduto. Ben undici regioni (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Umbria, Valle d’Aosta e Veneto) e le due province autonome di Trento e Bolzano hanno deliberato la sospensione delle attività didattiche per sabato 2 maggio. In questo modo il ponte si estende a tutte le scuole presenti nei territori interessati, indipendentemente dall’organizzazione settimanale.

Va inoltre ricordato che, grazie all’autonomia scolastica, anche alcuni istituti situati al di fuori delle regioni e delle province citate potrebbero aver scelto di sospendere le lezioni sabato 2 maggio, inserendo la data nel proprio calendario interno.

Stessa cosa vale per il 2 giugno, la Festa della Repubblica, che quest’anno sarà un martedì. Dieci regioni (Abruzzo, Basilicata, Piemonte, Liguria, Marche, Molise, Puglia, Umbria, Veneto e Valle d’Aosta) e le province autonome di Trento e Bolzano hanno scelto di estendere la sospensione delle lezioni anche a lunedì 1° giugno. Questa decisione permette agli studenti di beneficiare di un fine settimana particolarmente lungo, che può arrivare a tre o addirittura quattro giorni consecutivi di pausa, a seconda dell’organizzazione settimanale adottata dal proprio istituto.

Come funziona l’autonomia degli istituti sul calendario scolastico

In Italia, l’autonomia scolastica si manifesta anche nella gestione del calendario scolastico. Il ministero dell’Istruzione e del Merito stabilisce il calendario delle festività nazionali, valide per tutte le scuole del territorio nazionale, ovvero le principali ricorrenze civili e religiose. Queste sono:

  • tutte le domeniche;
  • 4 ottobre, san Francesco;
  • 1° novembre, Festa di tutti i santi;
  • 8 dicembre, Immacolata concezione;
  • 25 dicembre, Natale;
  • 26 dicembre, santo Stefano;
  • 1 gennaio,, Capodanno;
  • 6 gennaio, Epifania;
  • Pasqua e Pasquetta;
  • 25 aprile, Festa della Liberazione;
  • 1° maggio, Festa del Lavoro;
  • 2 giugno, Festa della Repubblica;
  • Festa del santo patrono (che varia di comune in comune).

Le Regioni, invece, hanno la competenza di definire annualmente il calendario scolastico regionale, fissando le date di inizio e fine delle lezioni e i periodi di sospensione didattica (come vacanze natalizie e pasquali), nel rispetto delle festività nazionali.

All’interno di questo quadro, le singole istituzioni scolastiche possono adattare il calendario alle esigenze del territorio o del proprio piano dell’offerta formativa, introducendo ulteriori giorni di sospensione delle lezioni. Tale flessibilità è però subordinata al rispetto del requisito minimo dei 200 giorni effettivi di lezione, previsto dalla normativa nazionale.