Scuole chiuse per cinghiali ad Ancona, le proteste dei genitori
In una città italiana è stato deciso di chiudere alcune scuole a causa dei cinghiali: troppi gli avvistamenti negli ultimi giorni vicino ai plessi
Le autorità hanno deciso di chiudere le scuole a causa degli avvistamenti dei cinghiali in zona: i genitori degli alunni e delle alunne che frequentano quegli istituti hanno protestato, per una situazione che secondo le famiglie non è più sostenibile. La presenza di questi animali selvatici, visti più volte in pochi giorni in una zona frequentata da bambini e bambine, ha messo in allarme i residenti, che non si sentono più sicuri.
Dove la scuola è stata chiusa per cinghiali
Questa notizia ci arriva da Ancona. In una settimana i cinghiali sono stati avvistati per ben tre volte davanti all’ingresso della scuola dell’infanzia "Gramsci" che si trova in via Brodolini. Il branco era composto da animali adulti e da cuccioli, che in tutta tranquillità "passeggiavano" davanti all’istituto scolastico. Per questo motivo è stato deciso di chiudere in via precauzionale la sede centrale della scuola "Gramsci" di Ancona da giovedì 21 maggio 2026.
Guido Vettorel, presidente del consiglio d’istituto dell’Istituto comprensivo Posatora Piano Archi, parlando a nome dei genitori delle due scuole coinvolte ha spiegato, come riportato da Il Resto del Carlino, che "la situazione riguarda potenzialmente anche la primaria Frank e la sede distaccata della Gramsci, al piano terra dello stesso edificio". Nell’altro plesso scolastico dove i cinghiali sono stati visti negli ultimi giorni ci sono la sede centrale dell’istituto e il centro cottura che fornisce anche altre scuole del quartiere di Ancona. Proprio la cucina, i contenitori della spazzatura che si trovano fuori e le aree verdi (utilizzate anche a scopo educativo e scolastico) sarebbero il motivo per cui gli ungulati frequentano quelle zone.
In via precauzionale nei giorni scorsi la scuola aveva vietato di utilizzare gli spazi esterni, che ospitano l’aula verde, il laboratorio didattico all’aperto (che fa parte del progetto "Fuori classe in movimento") e un orto rialzato che viene usato dagli insegnanti per fare attività legate all’ambiente. Poi è stata presa la decisione di chiudere le scuole.
Perché le famiglie hanno protestato per la chiusura
Da un giorno all’altro e senza preavviso le famiglie si sono trovate a dover gestire la chiusura delle scuole. I genitori lavorano durante il giorno e hanno dovuto organizzarsi per trovare qualcuno che si potesse prendere cura dei bambini e delle bambine rimasti a casa a causa dei cinghiali. Il problema è che la situazione non è assolutamente nuova.
Come riportato dal quotidiano, da tempo la direzione scolastica ha segnalato ai Carabinieri forestali, al Comune di Ancona e ad altre Autorità questo potenziale pericolo. Ma nessuno è mai intervenuto per porre rimedio. Tra l’altro in alcune zone del plesso scolastico, adiacenti il canneto che sorge lungo il corso d’acqua vicino alla scuola, mancherebbero parti della rete di recinzione che potrebbero proteggere meglio la scuola.
I genitori hanno chiesto che si intervenga il prima possibile, pulendo il canneto e completando la recinzione, per la sicurezza di studenti e studentesse e di tutto il personale scolastico. Vettorel ha, infatti, sottolineato che "è inaccettabile che dopo mesi di segnalazioni nulla sia cambiato e che oggi a pagarne il prezzo siano i bambini e le loro famiglie".