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Scuole chiuse per il Referendum ma non in un Comune: la decisione

La decisione di un Comune della Città metropolitana di Bologna che ha scelto di tenere aperte le scuole in occasione del Referendum sulla Giustizia

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA SOCIO-CULTURALE

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

Quando si tengono le elezioni molte scuole, in generale le primarie e le secondarie di primo grado, vengono chiuse perché trasformate in seggi elettorali. Ma per il Referendum sulla Giustizia del 22 e 23 marzo, un Comune della Città metropolitana di Bologna ha preso una decisione diversa: lasciare gli istituti aperti.

Dove restano aperte le scuole per il Referendum

In occasione del Referendum costituzionale sulla Giustizia di domenica 22 e lunedì 23 marzo, il Comune di Argelato ha avviato una sperimentazione organizzativa dei seggi elettorali che consente di mantenere le scuole aperte.

La decisione, autorizzata dalla Prefettura di Bologna e condivisa con l’istituto comprensivo della cittadina, permette di garantire il regolare svolgimento delle lezioni adottando alcune misure logistiche che assicurano al tempo stesso gli spazi necessari alle operazioni di voto.

I seggi sono stati allestiti al piano terra della scuola primaria Borsellino di Argelato, invece che nella vicina scuola secondaria, e come di consueto alla scuola primaria Falcone a Funo. In entrambi i plessi scolastici sono stati predisposti accessi e percorsi completamente separati rispetto a quelli utilizzati dagli alunni. Confermato il seggio di Voltareno nelle modalità abituali.

Perché nel Comune di Argelato le scuole non sono state chiuse per il Referendum

La questione delle scuole chiuse per le elezioni torna puntualmente a ogni tornata elettorale, alimentando il dibattito sulla necessità di individuare sedi alternative per l’allestimento dei seggi ed evitare la sospensione delle lezioni. Per questo il Comune di Argelato ha scelto di avviare una sperimentazione in occasione del Referendum del 22 e 23 marzo.

"Da anni cerco di capire come svincolare l’attività dei seggi da quella scolastica, per far sì che le scuole non debbano essere interrotte a ogni tornata elettorale", ha spiegato la sindaca di Argelato Claudia Muzic a Il Resto del Carlino.

Il modello, adottato in via sperimentale per la prima volta, prevede percorsi e accessi separati e una diversa organizzazione interna, resa possibile grazie a un lavoro congiunto tra amministrazione comunale, dirigenza scolastica, insegnanti e personale ATA. In questo modo le attività didattiche possono proseguire senza interruzioni mentre si svolgono le operazioni di voto.

Ad oggi, questa è risultata "l’unica via percorribile, su cui quindi abbiamo subito lavorato", ha aggiunto la prima cittadina, ribadendo che si tratta di una sperimentazione: "Terminate le operazioni di voto e il conteggio valuteremo con i tecnici se questa modalità può funzionare ed essere ripetuta".

La scelta, ha precisato Muzic, nasce sì dalla volontà di dare "un aiuto alle famiglie", spesso messe in difficoltà di fronte alla chiusura degli istituti scolastici, ma soprattutto come "forma di rispetto nei confronti della scuola".

L’iniziativa del Comune di Argelato si inserisce all’interno del più ampio dibattito nazionale sulle sedi alternative alle scuole per i seggi elettorali, offrendo un modello organizzativo che tutela contemporaneamente il diritto allo studio e quello di voto e che potrebbe stimolare nuove riflessioni anche in altri territori.

In caso di buona riuscita, la sperimentazione potrebbe diventare un precedente utile, potenzialmente replicabile da altri Comuni interessati a evitare la chiusura degli istituti scolastici durante le consultazioni elettorali in assenza di altre sedi disponibili.