Scuole riaperte da oggi lunedì 31 agosto: il caso Emilia-Romagna
Al via il progetto che apre le scuole in anticipo in Emilia Romagna: dal 31 agosto migliaia di studenti tornano dietro ai banchi, come funziona
È finito il conto alla rovescia per l’inizio anticipato delle scuole in Emilia-Romagna: oltre 150 scuole primarie, statali e paritarie, distribuite in 42 Comuni, aprono le porte lunedì 31 agosto a più di 8mila studenti.
Un’iniziativa che mira ad aiutare le famiglie nelle due settimane più difficili, che coincidono con la fine delle ferie, il rientro al lavoro dei genitori e la chiusura dei centri estivi per i bambini. Ma non solo: come ha spiegato l’assessora regionale al Welfare e alla Scuola Isabella Conti, si vuole sperimentare un nuovo modello di welfare, che potrebbe diventare strutturale.
Perché alcune scuole riaprono il 31 agosto
La sperimentazione in Emilia-Romagna durerà dal 31 agosto al 14 settembre, mentre il 15 settembre inizierà ufficialmente il nuovo anno scolastico. Coinvolgerà 42 Comuni e unioni di Comuni, compresi tutti i capoluoghi di provincia, e riguarderà bambini tra i 6 e gli 11 anni.
La partecipazione, come già spiegato, è volontaria e gratuita: le famiglie hanno potuto scegliere se iscrivere i propri figli per una sola settimana oppure per entrambe. Non si tratta, però, di tornare sui banchi di scuola in anticipo: le lezioni partiranno solo con l’inizio dell’anno scolastico, e gli spazi delle scuole saranno utilizzati per svolgere laboratori, attività sportive, musica, teatro, robotica, educazione digitale e progetti dedicati all’ambiente. A disposizione ci saranno inoltre palestre, cortili, laboratori, aree esterne e, dove necessario, anche le aule.
In alcune scuole saranno coinvolti anche gli insegnanti, mentre in altre le attività saranno affidate a educatori e operatori esterni. Per rendere possibile il progetto, la Regione ha stanziato 3 milioni di euro, destinati anche alle pulizie straordinarie degli istituti.
Le iscrizioni dimostrano il bisogno di un cambiamento
L’iniziativa, che appartiene al progetto "La scuola che parte insieme", nasce da un’esigenza molto concreta: quella di sostenere le famiglie in quel periodo dell’anno in cui i genitori sono già tornati al lavoro, ma le scuole non sono ancora iniziate e i centri estivi hanno spesso chiuso.
"Le iscrizioni, superiori alle previsioni iniziali, confermano quanto sia sentita questa necessità tra le famiglie. Alla Regione sono arrivate richieste anche da Comuni rimasti fuori dalla prima sperimentazione e alcuni genitori hanno chiesto di estendere in futuro le attività anche al pomeriggio.
"Il bisogno esiste", ha spiegato l’assessora Isabella Conti, secondo cui non si può chiedere alle famiglie di affrontare da sole la difficoltà di conciliare lavoro e genitorialità. L’obiettivo, infatti, non è soltanto coprire queste due settimane, ma sperimentare un nuovo modello di welfare che punti a far diventare gli edifici scolastici degli spazi a disposizione della comunità anche oltre il tradizionale calendario delle lezioni.
La Regione sta già pensando di rendere strutturale il progetto, se l’esperimento darà risultati positivi. Saranno infatti da valutare diversi fattori: il numero di presenze, il gradimento delle famiglie, le esperienze dei singoli territori e anche le opinioni dei bambini che avranno partecipato. Già dal prossimo anno scolastico, le scuole potrebbero quindi aprire in anticipo anche nel resto dell’Emilia-Romagna, con un investimento stimato compreso tra 10 e 15 milioni di euro.