Scuole riaperte dal 31 agosto, altre due regioni ci pensano
Ci sono due regioni italiane che guardano con interesse alla sperimentazione dell'Emilia Romagna, che riaprirà alcune scuole primarie dal 31 agosto
Due regioni italiane guardano con interesse alla sperimentazione dell’Emilia-Romagna, che riaprirà alcune scuole primarie il 31 agosto, in anticipo rispetto all’avvio ufficiale dell’anno scolastico fissato al 15 settembre. Il progetto emiliano romagnolo nasce per aiutare le famiglie nella conciliazione dei tempi vita-lavoro e per offrire ai bambini un servizio educativo pubblico nelle settimane che precedono il rientro in classe. Mentre due regioni stanno valutando l’ipotesi di anticipare l’apertura, un’altra sta pensando di far partire la scuola a ottobre.
Scuole riaperte dal 31 agosto: Campania e Puglia guardano all’Emilia Romagna
L’Emilia-Romagna avvierà dall’anno scolastico 2026-2027 una sperimentazione di apertura anticipata delle scuole primarie. Dal 31 agosto al 14 settembre, in 42 Comuni del territorio, gli istituti potranno aprire offrendo attività extrascolastiche mattutine, come laboratori creativi, sport, musica, gioco e servizi di assistenza. La partecipazione degli alunni non sarà obbligatoria.
Questo progetto, che ha generato non poche polemiche, sta però suscitando grande interesse in Campania e in Puglia.
"Non ne abbiamo ancora parlato, ma è un tema vero, che riguarda la conciliazione dei tempi per la famiglie, tenendo conto che in Italia le vacanze estive sono molto lunghe", ha dichiarato all’Adnkronos Andrea Morniroli, assessore regionale alle Politiche sociali e alla Scuola della Campania.
Secondo l’assessore, aumentare il tempo-scuola, anche in forma non obbligatoria, "può essere fondamentale per contrastare i percorsi che portano ad abbandoni precoci". Morniroli ha però sottolineato che resta il nodo del caldo, che richiede un confronto tra istituzioni, sindacati, scuola e famiglie: "Si deve riflettere assieme, senza semplificazioni, ma il tema ha un senso, in una regione dove ci sono poche alternative pubbliche alla scuola".
Secondo Silvia Miglietta, assessora alla Cultura e alla Conoscenza della Regione Puglia, la sperimentazione avviata dall’Emilia Romagna va nella direzione giusta: "Aiutare le famiglie nella conciliazione dei tempi vita-lavoro è una priorità condivisa e aprire le scuole in anticipo con attività educative, sportive e culturali è una risposta concreta a un bisogno reale".
Anche la Puglia sta guardando "alla possibilità di costruire un’offerta di attività a sostegno delle famiglie nei periodi di transizione, in raccordo con l’Ufficio scolastico regionale", ha aggiunto l’assessora Miglietta, ricordando che alcune scuole pugliesi offrono servizi simili a giugno, alla fine dell’anno scolastico.
La Sardegna vuole allungare le vacanze estive fino a ottobre
Se Campania e Puglia valutano l’ipotesi di anticipare l’apertura delle scuole, la Sardegna va nella direzione opposta: "Per ragioni climatiche qui sarebbe impossibile l’anticipo e le istanze sono per uno slittamento a ottobre. Ma non si è ritenuto opportuno procedere in tal senso per evitare lo slittamento della fine dell’anno scolastico a fine giugno", ha spiegato Ilaria Portas, assessora regionale alla Pubblica istruzione.
Per sostenere le famiglie durante le vacanze estive, "la Regione ha appena approvato una legge sui centri estivi", che prevede contributi modulati in base all’Isee.
A chiedere lo slittamento a ottobre è anche il sindacato Anief, che ha criticato duramente la scelta dell’Emilia Romagna definendola "sbagliata" e "per certi versi quasi scellerata". Il presidente Marcello Pacifico ha ricordato che "gli istituti scolastici non sono certo dei parchi-giochi dove passare il tempo a 40 gradi" e ha richiamato anche la "legittima protesta" del settore turistico, contrario alla sperimentazione.