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Rientro a scuola dopo le vacanze estive iStock

Scuole riaperte il 31 agosto in una regione italiana: la svolta

In Emilia Romagna la Regione ha deciso di riaprire le scuole primarie a partire dal 31 agosto 2026, per venire incontro alle esigenze delle famiglie

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

In una regione italiana la campanella scolastica suonerà un po’ prima per l’anno scolastico 2026/2027. Per molti bambini e bambine, infatti, la scuola non comincerà a settembre, ma con qualche giorno di anticipo rispetto al solito e rispetto ai calendari delle altre regioni del bel Paese. Nel dettaglio le scuole saranno riaperte a partire dal 31 agosto 2026, ma solo in una regione italiana: si tratta, infatti, di un progetto sperimentale dell’Emilia Romagna che è stato pensato per venire incontro alle esigenze delle famiglie.

Perché in Emilia-Romagna le scuole riaprono il 31 agosto 2026

In Emilia Romagna per l’anno scolastico 2026/2027 la scuola inizierà prima rispetto al solito, per aiutare le famiglie italiane. La campanella suonerà il 31 agosto 2026 e fino al 14 settembre accoglierà bambine e bambini dai 6 agli 11 anni che saranno impegnati in attività extrascolastiche.

L’annuncio è stato fatto dal Presidente della Regione Michele de Pascale e dall’assessora alla scuola Isabella Conti. Si tratta di un’iniziativa portata avanti all’interno del progetto di modifica del calendario scolastico. "Dopo esserci interrogati per oltre un anno su questo tema sentito abbiamo deciso di inventare una nuova soluzione", ha detto l’assessora, specificando che non si tratterà di "giornate di lezione". Alunni e alunne saranno impegnati in altre attività in attesa che il vero anno di scuola inizi, come di consuetudine, a metà settembre.

In questo modo le famiglie italiane non dovranno impazzire per trovare un centro estivo, una baby sitter, un parente o un amico che si occupi dei più piccoli negli ultimi giorni di vacanze estive. Anche perché spesso i costi delle strutture o delle tate sono insostenibili per molti genitori.

Il servizio sarà ad adesione volontaria: orari e costi saranno stabiliti dai Comuni. L’assessora ha spiegato: "I genitori fanno gli equilibristi, soprattutto nel periodo estivo. Con questa misura, le famiglie potranno avere la certezza che nelle prime due settimane di settembre troveranno conforto nelle proprie scuole e nei propri territori".

L’apertura anticipata delle scuole è un progetto sperimentale

Per l’Emilia Romagna si tratta di un progetto sperimentale, che può contare nel primo anno su un finanziamento di 3 milioni di euro di risorse regionali. L’iniziativa è dedicata a una platea di 100mila bambini della scuola primaria ed è volta a occupare "il periodo più critico per molte famiglie, per trovare delle soluzioni sul fronte dell’accudimento dei figli, anche in termini economici", come ha spiegato il Presidente della Regione sottolineando che spesso i centri estivi dopo il mese di agosto non riaprono più.

Il progetto riguarderà in questa prima fase 42 Comuni del territorio, tra i quali i capoluoghi e numerose unioni montane e interne. Entrerà in seguito a far parte della nuova leggere regionale, per estendere l’idea in tutti i comuni dell’Emilia Romagna a partire dall’anno scolastico 2027/2028. Si stima un investimento di circa 10 milioni di euro l’anno per poter coprire tutte le città e cercare di soddisfare le necessità di più famiglie.

Quali sono le attività in programma alla scuola primaria

Cosa faranno i bambini e le bambine a scuola in attesa dell’inizio dell’anno scolastico? Non si farà lezione in classe con i propri insegnanti, ma si faranno attività extra-scolastiche.

A tenere impegnati alunni e alunne saranno educatori professionali esterni e del terzo settore, un po’ come avviene già nel pre e post scuola. Ci saranno momenti di supporto alla didattica, anche magari per fare i compiti delle vacanze,, ma saranno proposte anche attività di tipo sportivo o culturale.