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Secondo appello Medicina, errori nelle domande: rischio ricorsi

Spuntano degli errori nelle domande dei test del secondo appello di Medicina, che si è svolto il 10 dicembre: aumenta il rischio dei ricorsi

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA SOCIO-CULTURALE

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

Il secondo appello del semestre filtro di Medicina si è svolto in un clima di forte tensione dopo la valanga di bocciature registrata nella prima sessione. Anche questa volta non sono mancate le polemiche: tra errori nelle domande e segnalazioni di irregolarità durante lo svolgimento dei test, cresce il rischio di ricorsi da parte degli studenti.

Gli errori nelle domande del secondo appello di Medicina

Il 10 dicembre si è tenuto il tanto atteso secondo appello di Medicina, ultima occasione per gli studenti di accedere alle facoltà mediche dopo la prima sessione del 20 novembre. In seguito al boom di bocciati del primo turno, oltre 40mila studenti hanno sostenuto uno o più esami tra i tre propedeutici per l’ingresso a Medicina (Fisica, Chimica e Biologia).

Chi sperava in prove più semplici è rimasto deluso. Il ministero dell’Università e della Ricerca aveva già chiarito che i test erano stati predisposti in estate, prima ancora di conoscere i risultati del primo appello.

Sul fronte delle domande, insegnanti e studenti hanno segnalato vari errori (QUI tutti i quesiti e le soluzioni delle prove). La professoressa Francesca Ballarini, docente di Fisica all’Università di Pavia, ha evidenziato due “sviste gravi” nella domanda 28 del test di Fisica sulla zattera di legno che galleggia, come riportato dal Corriere della Sera. “La densità del legno e dell’acqua – ha spiegato – non è di 800 e 1000 kg per cm cubo ma per metro cubo. Altrimenti hai voglia a portare le bottiglie dal supermercato”, ha ironizzato.

La professoressa ha individuato anche un’altra imprecisione: nella domanda 10 di Fisica, due delle cinque risposte sarebbero uguali (la B e la D).

Secondo Ballarini, “i quesiti di per sé non erano difficili, ma c’era troppo poco tempo. Alcuni richiedevano anche 5 minuti per lo svolgimento, ma gli studenti avevano in tutto 45 minuti”.

Gli studenti hanno notato anche un altro errore in una domanda sull’impianto elettrico, dove “mancava una preposizione”.

Possibili irregolarità anche al secondo appello e rischio ricorsi

Gli errori nelle domande aumentano il rischio di ricorsi, molti dei quali sono già stati predisposti. È il caso del reclamo collettivo dell’Unione degli studenti, che per la giornata di oggi, 11 dicembre, ha organizzato una mobilitazione nazionale contro il semestre filtro.

Anche il comitato Medicina senza filtri, che prima del secondo appello aveva simbolicamente consegnato un metal detector alla ministra Anna Maria Bernini, è pronto a fare ricorso. L’organizzazione ha segnalato irregolarità nello svolgimento della seconda sessione d’esame, con le domande dei test che sarebbero circolate su WhatsApp prima della fine delle prove, come era successo anche il 20 novembre.

Cosa succede se il secondo appello va male

I risultati del secondo appello saranno pubblicati su Universitaly il 23 dicembre, mentre la graduatoria nazionale definitiva è attesa per il 12 gennaio 2026. Secondo le regole attuali, per accedere alla graduatoria è necessario ottenere almeno 18/30 in ciascuna prova, ma il punteggio minimo non garantisce automaticamente un posto nelle facoltà di Medicina. L’assegnazione dipende dai posti disponibili nei singoli atenei.

Se anche questa seconda tornata dovesse registrare una percentuale di promossi molto bassa, il rischio è che restino posti vacanti tra i 24.026 disponibili per l’anno accademico 2025/2026 (19.707 nelle università statali). In tal caso, il ministero sta valutando una sanatoria per inserire in graduatoria anche chi non ha raggiunto la sufficienza in tutte le prove, con l’obbligo di recuperare i crediti mancanti entro fine febbraio.

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