Secondo appello Medicina, la protesta: "Trattati come bestiame"
"Trattati come bestiame": la nuova protesta degli studenti che hanno partecipato al secondo appello del semestre filtro di Medicina a Torino
Il secondo appello del semestre filtro di Medicina ha scatenato una nuova protesta a Torino. Gli studenti hanno denunciato condizioni di svolgimento ritenute inadeguate, arrivando a dire di essere stati “trattati come bestiame”.
- Protesta degli studenti al secondo appello a Torino
- Quanti sono i promossi al primo appello di Medicina a Torino
- Cos'ha detto la prof Cassoni sul semestre filtro di Medicina
Protesta degli studenti al secondo appello a Torino
Continuano le polemiche contro il semestre filtro, il nuovo sistema di accesso a Medicina introdotto dalla riforma Bernini. Oltre a varie segnalazioni di irregolarità arrivate da tutta Italia e agli errori nel test di Fisica ammessi dal ministero, a Torino gli studenti hanno denunciato disagi durante lo svolgimento delle prove, che si sono svolte il 10 dicembre al Lingotto.
Una 19enne ha raccontato al Corriere Torino di essersi sentita trattata come “bestiame”. La giovane ha spiegato che, durante la pausa di 15 minuti tra il primo e il secondo test, “non si poteva andare in bagno da soli“, ma “bisognava essere accompagnati”. Per questo, “decine di persone sono rimaste con la mano alzata per minuti interminabili”. La studentessa ha aggiunto che qualcuno del personale universitario in aula ha esclamato: “I chirurghi stanno sei ore senza andare in bagno”. Un paragone che la ragazza ha giudicato “inadeguato”. Inoltre, ha evidenziato che “faceva un freddo insostenibile, non c’erano i termosifoni”.
Tra gli studenti, c’è inoltre chi ha lamentato il rischio di restare fuori dalla graduatoria per aver rifiutato i voti del primo appello: “26 in Biologia, 21 in Fisica e 20 in Chimica. Temevo però che i voti più bassi non bastassero, anche perché non era uscita una graduatoria nazionale e quindi potevo basarmi solo sui miei risultati“, ha dichiarato un ragazzo, spiegando di aver accettato solo il 26 a Biologia e di aver ritentato Chimica e Fisica. “Poi, nei giorni successivi, sono circolate le medie dei voti del primo appello e ho capito che sarei entrato comunque”, ha aggiunto. Ma “ora sono a rischio – ha ammesso -, anche perché Fisica era molto più difficile rispetto al 20 novembre“.
Queste polemiche si aggiungono a quelle innescate dalle parole rivolte dalla ministra Anna Maria Bernini agli studenti che l’hanno contestata ad Atreju, definendoli dei “poveri comunisti“.
Quanti sono i promossi al primo appello di Medicina a Torino
Solo il 3,6% degli iscritti al semestre filtro di Medicina, Odontoiatria e Veterinaria dell’Università di Torino ha superato tutti e tre gli esami (Fisica, Chimica e Biologia) al primo appello. Si tratta di 108 studenti su 2.954 (alla prima sessione hanno partecipato circa 2.600). Superare tutte e tre le prove è, stando alle regole attuali, una condizione necessaria per entrare in graduatoria e sperare di ottenere un posto nelle facoltà mediche italiane.
I posti a disposizione all’UniTo sono 715 tra Medicina, Odontoiatria e Veterinaria. Al momento, dunque, solo 108 studenti entrerebbero in graduatoria (tra questi, però, ci sono anche coloro che potrebbero aver rifiutato uno o più voti).
Il primo appello del semestre filtro ha visto un elevato numero di bocciati in tutta Italia. Per Medicina, si stima che solo tra il 10 e il 15% degli studenti abbia ottenuto almeno 18 in tutte e tre le prove (si parla di stime perché ancora il ministero dell’Università e della Ricerca non ha pubblicato dati ufficiali).
In attesa dei risultati del secondo appello, il ministero starebbe valutando l’opzione “sanatoria” per evitare posti vacanti nelle università. Il piano sarebbe quello di aprire la graduatoria a tutti gli studenti, anche a quelli che non hanno ottenuto la sufficienza in tutte e tre le materie, con l’obbligo di recuperare i crediti mancanti entro fine febbraio.
Cos’ha detto la prof Cassoni sul semestre filtro di Medicina
Anche la direttrice della Scuola di Medicina dell’Università di Torino, Paola Cassoni, ha ammesso che al Lingotto, durante il secondo appello, c’è stato “un po’ di trambusto“. La docente ha spiegato che in aula c’è chi ha provato a copiare con il cellulare, cosa che non era successa nella prima sessione d’esame. A questi, ha precisato, è stato annullato il compito.
La professoressa si è detta comunque ottimista per i risultati del secondo appello, visto che “i ragazzi avevano più tempo per prepararsi, 20 giorni in più”.
E mentre piovono critiche sul semestre filtro, tra mobilitazioni nazionali e ricorsi, Cassoni ha aggiunto: “Questo sistema andrà rivisto, è stata una prova generale e va migliorata”.
Resta sempre aggiornato: iscriviti al nostro canale WhatsApp!