Semestre aperto e posti vuoti a Medicina: accolto il ricorso
La nuova ordinanza del Consiglio di Stato sui posti rimasti vuoti dopo la graduatoria del semestre aperto 2025 2026: ok al ricorso di una studentessa
Il semestre aperto, il nuovo sistema di accesso al corso di laurea in Medicina introdotto lo scorso anno dalla riforma Bernini detto anche semestre filtro, continua a far discutere. Il meccanismo, che ha sostituito il tradizionale test d’ingresso con una selezione basata sui risultati ottenuti durante il primo semestre di studi, è finito al centro dell’ennesimo ricorso che, questa volta, è stato accolto dal Consiglio di Stato. La questione riguarda i posti rimasti vuoti dopo le immatricolazioni, che non sono stati riassegnati automaticamente ad altri candidati in base alla graduatoria.
Accolto un ricorso contro la graduatoria del semestre filtro di Medicina
Con l’ordinanza 3347/2026 della Sezione settima, pubblicata il 4 agosto, il Consiglio di Stato ha accolto l’appello cautelare di una studentessa esclusa dall’accesso al corso di laurea in Medicina e Chirurgia, ribaltando la decisione del Tar Lazio che aveva respinto il ricorso.
Nell’ordinanza si legge che l’attuale disciplina del semestre filtro "non sembra prevedere, fermo l’approfondimento del merito, un meccanismo rispettoso del principio meritocratico, in quanto non consente di riassegnare, secondo l’ordine di graduatoria, i posti lasciati liberi dagli studenti che hanno rinunciato ad immatricolarsi", che nell’anno accademico 2025 2026 sono stati circa 200 in totale.
I giudici hanno sottolineato che "mentre nel sistema previgente lo studente rimaneva inserito in graduatoria nazionale, potendo risultare ‘prenotato’ e beneficiando degli scorrimenti successivi in base al punteggio conseguito, il modello attuale prevede la pubblicazione di una prima graduatoria e stabilisce un brevissimo termine per l’immatricolazione o iscrizione". E per chi non si immatricola c’è "la definitiva esclusione dagli scorrimenti".
Ne consegue che "lo studente, costretto a una scelta immediata e irreversibile, perde ogni possibilità di ripescaggio anche in presenza di punteggi elevati e di posti che si renderanno successivamente disponibili", hanno aggiunto i giudici.
Infine, l’ordinanza definisce "illogica" la scelta di riservare i posti residui alle richieste di cambio sede per gravi motivi o alle iscrizioni ad anni successivi al primo, invece di assegnarli ai candidati utilmente collocati nella graduatoria nazionale.
Cosa prevede l’ordinanza del Consiglio di Stato sui posti vuoti a Medicina
La studentessa aveva impugnato la graduatoria nazionale sostenendo che il nuovo sistema non le aveva dato la possibilità di ottenere uno dei posti lasciati liberi da altri candidati che avevano rinunciato all’immatricolazione. In un primo momento il Tar del Lazio aveva respinto la richiesta, ma il Consiglio di Stato ha ribaltato quella decisione, ritenendo che la questione meriti un approfondimento.
Secondo i giudici, il meccanismo previsto presenta una possibile criticità. In pratica, quando uno studente rinuncia al posto ottenuto, quel posto non viene automaticamente assegnato al candidato successivo in graduatoria. E ciò ha portato a circa 200 posti rimasti vacanti in svariati atenei.
Il Consiglio di Stato ha perciò accolto parte della domanda cautelare della studentessa e ha ordinato al ministero dell’Istruzione e della Ricerca di effettuare gli scorrimenti per coprire i posti vacanti. Successivamente sarà necessario verificare se la giovane ha un punteggio che consenta l’assegnazione di un posto nelle sedi universitarie che aveva scelto. In caso positivo, si dovrà procedere all’assegnazione del posto secondo l’ordine delle preferenze da lei espresse.