Semestre filtro Medicina "annullato dal Tar": scatta l'allarme
Gli avvocati del comitato Medicina senza filtri lanciano l'allarme sul semestre filtro di Medicina: "Con molta probabilità sarà annullato dal Tar"
Il semestre filtro di Medicina potrebbe essere annullato dal Tar del Lazio. A lanciare l’allarme è lo studio legale Leone & Fell, che sta seguendo diversi ricorsi contro la riforma Bernini. In una conferenza stampa alla Camera, gli avvocati hanno evidenziato i punti critici del nuovo sistema d’accesso alle facoltà mediche che discuteranno davanti al giudice.
- Perché il semestre filtro di Medicina potrebbe essere annullato dal Tar
- L'allarme degli avvocati sui controlli ai test di Medicina
- Cos'è il problema anonimato nelle prove di Medicina citato dagli avvocati
Perché il semestre filtro di Medicina potrebbe essere annullato dal Tar
Ci sono “prove inequivocabili che il semestre filtro, con buona probabilità, sarà annullato dal Tar del Lazio tra qualche settimana”. Lo ha detto l’avvocato Francesco Leone dello studio Leone-Fell, membro del comitato Medicina senza filtri, durante la conferenza del 13 gennaio alla Camera.
Secondo Leone, il semestre filtro introdotto dalla riforma della ministra Anna Maria Bernini “è stata una grande fake news dall’inizio alla fine”. L’avvocato ha spiegato che la riforma era stata presentata come “l’abolizione del numero chiuso”, che “invece è rimasto”. E come “il superamento dei test a crocetta”, che “sono rimasti” con l’aggiunta “di altri 16 quiz per materia a completamento” che “hanno causato un disastro” per “tutta la faccenda delle risposte con i sinonimi, i refusi e quant’altro”.
I numeri del semestre filtro, poi, sono stati “impietosi”, ha aggiunto: “Su 55.000 persone, solo 7.000 raggiungono la sufficienza nelle tre prove. Significa che la formazione è andata a gambe all’aria, perché è stata ridicola, e che le prove non erano idonee a selezionare alcunché. Anche perché 45 minuti, 31 domande… tranne Burioni, che sarà un genio solitario, sfido chiunque a risolverle”.
Per evitare posti vacanti nelle università statali (in totale 17.278), nella notte tra il 22 e il 23 dicembre il ministero ha emanato un decreto (1115/2025) aprendo le porte della graduatoria anche a chi non aveva superato uno o due esami tra i tre obbligatori (Fisica, Chimica e Biologia).
“Se dopo tanti anni di esperienza in questo settore affermiamo che il rischio che il Tar del Lazio annulli l’intera procedura è altissimo, è perché quello che è accaduto quest’anno non è mai accaduto negli ultimi 15 anni – ha aggiunto Francesco Leone -. Le illegittimità, le violazioni di legge, le irregolarità sono state talmente tante, anche da un punto di vista normativo, che l’ultimo decreto ministeriale, quello della cosiddetta sanatoria, è stato una pezza peggiore del buco. Una follia che credo in nessun altro posto sarebbe potuta accadere”.
L’allarme degli avvocati sui controlli ai test di Medicina
L’avvocato Leone ha poi parlato dei “punti deboli” del semestre filtro. “Innanzitutto i controlli“, ha spiegato. “Noi abbiamo chiesto più volte, prima dell’inizio delle prove del semestre filtro, di far mettere i metal detector. Perché? Perché è assolutamente assurdo pensare che nel 2025, oggi 2026, dei ragazzi messi come polli in batteria a provare a fare l’esame della vita non avrebbero portato con sé cellulari e altro”.
Il legale ha ricordato che il suo studio ha raccolto “prove scottanti” sia per l’appello del 20 novembre che quello del 10 dicembre: “Foto, video e testimonianze chiare e inequivocabili che tantissime persone hanno copiato, hanno portato i cellulari” e persino “microauricolari”.
A questo si aggiunge uno studio statistico commissionato da Leone & Fell, secondo cui in alcune sedi universitarie si registrerebbero “anomalie statisticamente incomprensibili”, con “concentrazioni anomale” di punteggi molto alti. Il caso più evidente sarebbe quello di Catanzaro, seguito da Bari, Catania e Napoli Federico II.
Cos’è il problema anonimato nelle prove di Medicina citato dagli avvocati
“Ma la cosa ancora più incredibile riguarda la modulistica“, ha ripreso Leone. “I ragazzi si sono ritrovati il 20 novembre e il 10 dicembre con una modulistica che riportava un codice numerico sulla scheda anagrafica e sulla griglia delle risposte. A cosa serve questo codice? A ricondurre la prova alla sua paternità dopo la correzione. Ma in un concorso pubblico, e il semestre filtro è un concorso pubblico non un corso universitario, le prove devono essere anonime“, ha specificato.
L’avvocato ha poi fatto un esempio pratico: “Se io commissario ho una lista di raccomandati e posso riconoscere il compito, posso completare domande, sostituire fogli, o qualcuno mi sta antipatico posso fare un segno di riconoscimento e annullargli la prova”. Con il sistema dei codici “posso fare tutti gli imbrogli del mondo”.
Per questo “l’anonimato è essenziale”, ha ribadito Francesco Leone. “Lo dicono i principi delle selezioni pubbliche, lo dice il Consiglio di Stato”, secondo cui, “quando ci sono questi codici, c’è violazione dell’anonimato“.
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