Salta al contenuto
bassetti ANSA

Semestre filtro Medicina, i "problemi" secondo Bassetti

Bassetti parla del semestre filtro di Medicina e individua i "veri problemi": l'appello dell'infettivologo ai critici del nuovo sistema d'accesso

3 min di lettura

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

L’infettivologo Matteo Bassetti, direttore della Clinica Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova, torna a intervenire sul semestre filtro di Medicina sostenendo che il dibattito non dovrebbe concentrarsi sull’abolizione del numero programmato ma su altri "problemi", a partire dalla scarsa attrattività di alcune specialità mediche di cui l’Italia ha più bisogno.

Perché per Bassetti il "problema" di Medicina non è il semestre filtro

Con l’avvio del semestre filtro, il percorso universitario propedeutico per accedere alle facoltà di Medicina che ha sostituito il vecchio test d’ingresso, sono tornate anche le polemiche sul numero programmato. Il nuovo sistema, infatti, non lo ha abolito, ma ha spostato la selezione alla fine di un primo semestre aperto a tutti gli aspiranti medici.

Con queste polemiche non è d’accordo l’infettivologo Matteo Bassetti, che in un video pubblicato sui social ha invitato i critici a concentrarsi su altri "problemi".

"Il problema non è aprire o chiudere il numero", ha detto il medico, che ha ribadito il suo favore al semestre filtro definendolo "un’ottima soluzione tra la programmazione del numero e la necessità di fare un certo tipo di selezione in entrata". Per lui, "quello che è importante è chiedersi: cosa diamo a questi ragazzi come sbocco futuro?".

Da un lato, Bassetti ha evidenziato che "servono posti adeguati nei corsi, strutture formative e tirocini sufficienti, docenti e risorse, oltre a una programmazione coerente con le reali esigenze del Servizio sanitario nazionale".

Dall’altro, ha richiamato l’attenzione sulle "specialità meno scelte, alcune delle quali sono particolarmente necessarie per garantire la continuità e la qualità dell’assistenza".

L’infettivologo ha proseguito elencando alcune delle specialità mediche che hanno registrato una carenza di specializzandi: "Perché i giovani non vanno a fare i medici di pronto soccorso? Non vanno a fare gli anestesisti? Non vanno a fare i chirurghi? Non vanno a fare i medici che si occupano degli anziani, di cui abbiamo un gran bisogno? Perché sono specialità poco attrattive", ha osservato.

Secondo i dati pubblicati dai sindacati Anaao Assomed e Als relativi al 2025, oltre alla Medicina d’emergenza urgenza e la Chirurgia toracica, le specializzazioni meno "attrattive" sono Virologia, Farmacologia, Radioterapia, Statistica sanitaria e Medicina nucleare.

Per questo, ha aggiunto, "noi dobbiamo far diventare più attrattive quelle specialità". Come? "Intervenendo sulle condizioni di lavoro, sulla formazione, sulle prospettive professionali e sugli incentivi".

Da dove dovrebbe partire il confronto sul semestre filtro per Bassetti

Secondo Bassetti, dunque, "la domanda non dovrebbe essere soltanto ‘numero chiuso sì o no’, ma: come garantire a chi vuole diventare medico un percorso equo e, allo stesso tempo, formare professionisti nelle aree in cui il sistema sanitario ne ha maggiormente bisogno?".

A suo avviso, il confronto sul semestre filtro dovrebbe partire da qui: "Più opportunità di accesso, qualità della formazione e una programmazione capace di rispondere concretamente alle necessità della sanità pubblica".

Sul nuovo sistema di ingresso a Medicina, voluto dalla ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, Matteo Bassetti ha infine lanciato un appello ai detrattori: "Non andate ad attaccare il semestre filtro, perché è una delle cose buone che sono state fatte nel nostro Paese negli ultimi anni".