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Semestre filtro Medicina, perché sono calate le iscrizioni

I posti nelle facoltà di Medicina delle università italiane sono aumentati, ma gli iscritti al semestre filtro sono meno: perché calano le iscrizioni?

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

L’1 settembre gli aspiranti camici bianchi varcheranno la soglia delle università per iniziare il loro percorso di studio, con la speranza di ottenere un posto utile in graduatoria per accedere ai corsi di laurea in Medicina, Odontoiatria e Veterinaria. C’è però un dato che salta subito all’occhio: rispetto allo scorso anno, quando il semestre filtro è stato inaugurato, le iscrizioni risultano in calo nonostante l’aumento dei posti messi a bando. Una tendenza che accomuna diversi atenei statali. Cos’è successo?

Di quanto sono diminuiti gli iscritti al semestre filtro 2026

Partiamo dai dati nazionali. Per l’anno accademico 2026 2027, sono 62.200 gli studenti iscritti al semestre filtro, di cui oltre 52.300 ai corsi di Medicina e Chirurgia, 4.300 a Odontoiatria e protesi dentaria e 5.550 a Medicina veterinaria.

Lo scorso anno gli scritti erano 64.825, rispettivamente:

  • 54.313 a Medicina;
  • 4.473 a Odontoiatria;
  • 6.039 a Veterinaria.

Si tratta di un calo generale di oltre il 4%. E questo a fronte di un aumento dei posti disponibili, 30.225 in totale. Nel dettaglio:

  • 27.001 per Medicina (di questi 18.830 sono destinati al semestre filtro, gli altri ai corsi in inglese e agli atenei privati);
  • 1.825 per Odontoiatria;
  • 1.399 per Veterinaria.

Guardando al solo corso di laurea in Medicina e Chirurgia, l’incremento è di circa 3mila posti, anche se solo 1.552 di questi sono effettivamente riservati al semestre filtro.

Perché le iscrizioni al semestre filtro di Medicina sono in calo da Roma a Torino

Vediamo adesso alcuni dati relativi ai singoli atenei, considerando il solo corso di laurea in Medicina e Chirurgia.

A La Sapienza di Roma, l’ateneo con più iscritti, si registra un calo di circa il 3,9%: 4.300 iscritti per 1.832 posti nelle varie sedi, contro i 5.967 del 2025. A Tor Vergata la diminuzione è ancora più evidente: sono poco più di mille gli aspiranti medici per 580 posti, mentre l’anno scorso erano 2.100.

All’Università di Padova ci sono 3.476 iscritti al semestre filtro di Medicina, 126 in meno rispetto al 2025. All’Università del Piemonte Orientale si registrano 687 iscrizioni, una sessantina in meno dello scorso anno, a fronte di 40 posti in più (da 280 a 320).

All’Università di Torino, gli iscritti sono 2.147, mentre un anno fa erano 2.345 (-198). I posti, anche nell’ateneo piemontese, sono aumentati: sono 575 contro i 547 dello scorso anno.

Paola Cassoni, direttrice della Scuola di Medicina dell’Università di Torino, ha spiegato a La Repubblica che si aspettava una riduzione delle iscrizioni. "È risultato un po’ disincentivante fare tre mesi con il rischio doversi poi reinventare in altri percorsi", ha commentato.

Nell’ateneo torinese, considerando il rapporto tra iscritti e posti disponibili, potrebbe entrare circa uno studente su quattro (il 26,8% degli iscritti).

Insomma, ora che il nuovo sistema di accesso alle facoltà mediche è entrato a regime, il semestre filtro sembra incutere un po’ più timore. Dal ministero, come riportato dal quotidiano, parlano di una flessione del tutto naturale, legata soprattutto al fatto che lo scorso anno il semestre filtro era una novità assoluta. Non era chiaro quale sarebbe stato l’impegno richiesto, e questo aveva spinto molte persone a iscriversi per mettersi alla prova.

Nel 2025, inoltre, tra i candidati figuravano numerosi studenti adulti, compresi diversi over 40, che in passato avevano tentato senza successo i test di ingresso e nel frattempo avevano intrapreso altri percorsi. Una componente che quest’anno risulta meno presente, contribuendo al calo complessivo delle iscrizioni.