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Il secondo appello del semestre filtro Ansa

Semestre filtro Medicina "salvo": Tar respinge ricorso dei prof

Il Tar del Lazio ha respinto il ricorso sul semestre aperto della facoltà di Medicina proposto da alcuni prof universitari: cos'hanno detto i giudici

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

Il Tar del Lazio ha respinto il ricorso presentato da alcuni professori universitari in merito al nuovo semestre filtro, introdotto dalla riforma del ministero dell’Università e della Ricerca per l’accesso alla facoltà di Medicina e Chirurgia. Secondo quanto riferito dai giudici nella loro sentenza, le obiezioni dei docenti non trovano fondamento. Gli insegnanti si erano rivolti al Tribunale accusando il nuovo sistema di ledere l’autonomia degli atenei e la libertà di insegnamento.

Respinto il ricorso dei prof sul semestre filtro di Medicina

Il Tar del Lazio ha respinto il ricorso che alcuni docenti universitari avevano presentato contro il semestre filtro, introdotto dalla ministra Anna Maria Bernini per l’accesso a Medicina. Secondo la sentenza dei giudici, il nuovo sistema adottato garantisce che siano soddisfatte le esigenze di uniformità della selezione nazionale e le prerogative che sono garantite dalla Costituzione ad atenei e professori.

Nel testo della sentenza 10959/2026 viene sottolineato che "la riforma non realizza una sostituzione dell’autonomia universitaria con un modello centralizzato di formazione, ma individua un limitato segmento formativo comune – il semestre filtro, pari a 18 Cfu su 360 – funzionale alla selezione nazionale e presidiato da garanzie di uniformità. Per la restante e preponderante parte del percorso di studi, le prerogative costituzionalmente garantite delle Università e dei docenti – l’autonomia didattica, scientifica e organizzativa degli atenei, la libertà di insegnamento nei suoi plurimi contenuti – permangono integre e pienamente esercitabili".

Per i giudici il semestre filtro non rappresenta un semestre universitario come gli altri, perché è sia un’attività didattica sia una procedura selettiva nazionale. La sua duplice natura rende necessaria una modalità di verifica uguale in tutto il territorio nazionale. Con queste sentenza i giudici del Tar del Lazio hanno di fatto "salvato" il nuovo sistema per accedere alla facoltà di Medicina, confermando quanto previsto dalla riforma che ha mandato in pensione il vecchio test d’ingresso a numero chiuso.

Perché i docenti universitari hanno fatto ricorso sul semestre aperto

Sono quattro i punti su cui si fondava il ricorso contro il semestre filtro: secondo i firmatari del ricorso la scelta di centralizzare gli insegnamenti del semestre filtro, l’uso di syllabus nazionali e la creazione di prove uniformi avrebbero potuto limitare l’autonomia universitaria e la libertà di insegnamento che nel nostro Paese sono garantite dall’articolo 33 della Costituzione.

Nel dettaglio, i docenti universitari le nuove modalità di accesso a Medicina (previste dalla riforma, illustrata nel decreto ministeriale n. 418 del 2025) , denunciando una presunta limitazione della libertà di insegnamento e dell’autonomia universitaria, hanno sostenuto che con questo nuovo sistema sarebbe venuta meno la sostenibilità organizzativa del semestre filtro. Hanno anche contestato in merito al mancato coinvolgimento dei docenti nel procedimento di adozione del decreto.

I giudici hanno risposto punto per punto, sottolineando che il semestre aperto della facoltà di Medicina e Chirurgia è strettamente collegato a una funzione selettiva che è uguale a livello nazionale e necessita, dunque, di criteri di valutazione e contenuti formativi comuni e comparabili. Il Tar ha evidenziato che il ministero ha adottato tutta una serie di misure per riuscire a gestire l’aumento degli iscritti.