Semestre filtro Medicina, protesta contro il Tg1: cos'è successo
Contro il semestre filtro a Medicina è scattata una protesta contro il Tg1, che ha mandato in onda un servizio che ha tagliato le voci contrarie
Il primo settembre 2025 è iniziato ufficialmente il cosiddetto “semestre filtro” di Medicina, dopo la riforma introdotta dalla ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, che ha cambiato le modalità di accesso al corso di laurea. Alcune voci si sono levate contro un servizio andato in onda sul Tg1: sarebbero state tolte le testimonianze critiche contro questa manovra, mantenendo solo le parole di chi è favorevole alla riforma.
Protesta contro il Tg1 per il servizio sul semestre filtro di Medicina
A denunciare quanto accaduto sono stati Più Europa, NumeroGiusto e dal Comitato Domani in Salute con un post pubblicato su Instagram. Il telegiornale di Rai 1 ha mandato in onda un servizio che ha sollevato molte critiche e polemiche. Nel video “Quello che il Tg1 non ti ha fatto vedere“, postato online, infatti, sono stati mostrati gli interventi tagliati con le parole degli studenti sfavorevoli alla riforma del ministero.
Grazie al montaggio della Rai, nel servizio del telegiornale del servizio pubblico andato in onda sono state proposte solo le voci degli studenti favorevoli a tale manovra. Sono state censurate, invece, quelle degli studenti che hanno spiegato i motivi per cui disapprovano la riforma Bernini.
Cosa dicono gli studenti nelle parti tagliate dal telegiornale
“Sono angosciata da questa novità. Ho la sensazione che non ci siano le capacità per gestire una riforma di questo tipo. Non credo che faccia il bene degli studenti, non credo che faccia bene alla classe dei medici, credo che finisca solo per arricchire le strutture private che in questa maniera aumenteranno moltissimo l’afflusso degli studenti, spingendo le famiglie a tirare fuori somme di denaro importanti”, ha spiegato una studentessa iscritta alla facoltà di Medicina, aggiungendo poi: “Mi spaventa anche il fatto che tra sei mesi non so se rimarrò nella mia città o se mi dovrò spostare e cercare casa da un giorno all’altro in un’altra regione”.
I promotori di questa protesta si sono chiesti cosa ci sia “davvero dietro al semestre filtro. Le impressioni reali degli studenti parlano chiaro: ansia, incertezza, frustrazione. Quali sono le impressioni reali, quelle che non trovate nei Tg e nelle conferenze stampa?”.
Nel post su Instagram, poi, si specifica che “questa riforma non piace a nessuno: non agli studenti che la vivono, non ai medici e ai professori che la giudicano inutile, e nemmeno ai pazienti che continueranno a trovare reparti scoperti. Le voci raccolte raccontano una verità semplice: il semestre filtro è vissuto come un inganno, non come una soluzione”.
Com’è andato il primo giorno del semestre filtro di Medicina
Lunedì 1° settembre è iniziato il semestre filtro nelle università italiane di Medicina: 54.313 gli studenti hanno seguito la prima lezione, in presenza oppure online. Gli studenti sono apparsi emozionati, ma anche impauriti.
La Repubblica ha riportato alcune delle testimonianze degli aspiranti camici bianchi, dopo la riforma di Medicina: “L’apertura? Da una parte è stata un’ottima idea applicare questo tipo di scrematura, in quanto tratteremo principalmente materie che ci serviranno nel nostro percorso. Dall’altra preferivo il test che c’era prima perché la selezione c’era prima e si evitava questa attesa“, ha detto una studentessa. Un’altra ragazza, invece, ha detto: “Io credo che il semestre aperto sia migliore del test precedente. Le lezioni da remoto? Credo siano meglio in presenza con un decente con cui confrontarsi dal vivo”.
Polemiche, invece, sono arrivate dalle associazioni studentesche, che ritengono il semestre filtro è “l’ennesima presa in giro per migliaia di studentз e il loro diritto allo studio. Lo avevamo previsto mesi fa: la riforma non funziona! Il governo continua a ignorarci e a calpestare il futuro della nostra generazione”, ha scritto l’Unione degli Universitari (Udu), mentre Link Coordinamento universitario definisce la riforma “scellerata e piena di falle”.
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