Salta al contenuto
Il ministro Anna Maria Bernini Ansa

Sentenza Tar su semestre filtro Medicina: la risposta di Bernini

La ministra Bernini ha risposto alle polemiche nate in seguito alla pubblicazione della sentenza del Tar sui ricorsi del semestre filtro di Medicina

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

Il ministro dell’Università e della Ricerca ha risposto alle polemiche che sono emerse dopo la pubblicazione della sentenza del Tar sui ricorsi presentati dopo l’annuncio dei risultati degli esami previsti per il semestre filtro della Facoltà di Medicina. Anna Maria Bernini ha difeso la riforma portata avanti dal suo ministero, che ha modificato le modalità di accesso per gli aspiranti camici bianchi.

La replica di Bernini alle polemiche sulla sentenza del Tar

Anna Maria Bernini ha deciso di rispondere alle polemiche nate dopo la sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale, che ha respinto i ricorsi presentati contro il semestre filtro di Medicina. Lo ha fatto in occasione del Question Time, difendendo la riforma del sistema di ammissione a questa facoltà.

"È una riforma che ‘nasce per includere’, quella del semestre aperto di Medicina", ha spiegato la titolare del dicastero, aggiungendo che il Tar ha considerato il nuovo impianto normativo come "privo di vizi di illegittimità", assicurando che "il nuovo meccanismo è pienamente valido e le prove sono regolari".

Anna Maria Bernini ha sottolineato che dopo aver respinto i ricorsi, i giudici hanno "osservato che il nuovo sistema si basa su esami universitari veri, non più su test", riconoscendo "la maggiore efficienza del nuovo sistema". Ha poi ricordato che nel 2026 "abbiamo chiuso la graduatoria di Medicina a febbraio con una copertura di oltre il 99% dei posti disponibili": si tratta di "numeri certificati, tempi certi e regole chiare. A chi ha obiettato che avessimo cambiato le regole in corsa, il giudice amministrativo, anche nel grado d’appello, ha risposto che la regola è stata integrata con ragionevolezza, nel rispetto della parità di chance e per dare più opportunità anche agli studenti che non avevano superato le prime prove d’esame".

Secondo la ministra, con il vecchio "test d’ingresso, su 100 studenti 20 entravano nell’università e 80 rimanevano fuori". Con il nuovo sistema, invece, "la proporzione è rovesciata, con l’80% dentro". Bernini ha poi ribadito che la riforma è stata fatta "per includere, per accompagnare gli studenti dentro l’università ed orientarli dentro l’università, non per selezionarli in maniera acritica fuori dai cancelli dell’università".

Perché il Tar ha respinto i ricorsi contro il semestre filtro

La ministra nel suo intervento ha fatto riferimento alla sentenza del Tar del Lazio che ha bocciato i ricorsi presentati contro il nuovo sistema di accesso alle facoltà mediche. Al centro del dibattito erano finiti diversi aspetti della riforma, come la formazione della graduatoria, modificata dalla ministra in corso d’opera.

Dopo il Tar del Lazio, è intervenuto anche il Consiglio di Stato, confermando che il nuovo semestre filtro di Medicina è pienamente legittimo: rimane, dunque, in vigore la riforma Bernini, che ha mandato in pensione il vecchio sistema di accesso all’università per gli aspiranti camici bianchi, introducendo gli esami del semestre filtro.

Sulla questione è anche intervenuto l’infettivologo Matteo Bassetti, che ha lanciato una provocazione sui ricorsi presentati: "Se il tempo e i soldi dedicati ai ricorsi fossero stati dedicati allo studio, sarebbe stato meglio per tutti", ha sottolineato il medico sulla sua pagina Facebook.