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Sfogo social di Prof Coluzzi, "conoscenza non conta più niente” Instagram Coluzzi Daniele/ iStock

Sfogo social di Prof Coluzzi: "Conoscenza non conta più niente”

L'insegnante influencer si è lasciato andare a una riflessione su chi esprime opinioni sui social senza avere esperienza di ciò che critica

Stefania Bernardini

Stefania Bernardini

GIORNALISTA

Giornalista professionista dal 2012, ha collaborato con le principali testate nazionali. Ha scritto e realizzato servizi Tv di cronaca, politica, scuola, economia e spettacolo. Ha esperienze nella redazione di testate giornalistiche online e Tv e lavora anche nell’ambito social

Gli insegnanti sono spesso oggetto di critiche da parte di genitori o di persone che nulla hanno a che fare con il mondo della scuola. Esprimere la propria opinione è lecito, ovviamente, ma appare meno opportuno tacciare di incompetenza chi ha passato anni a studiare per ricoprire un determinato ruolo. Il prof influencer Daniele Coluzzi si è lasciato andare a uno sfogo che riguarda la polemica su I promessi sposi a scuola.

L’accusa di prof Coluzzi sulla conoscenza

Prof Coluzzi ha pubblicato un video sui social con la didascalia: "Ci autodistruggeremo. Forse andrà bene così".

L’insegnante ha chiesto quanto i docenti siano stati declassati negli ultimi anni e quanto contino poco "in questa società tremenda che stiamo costruendo?".

Il prof si è sfogato contro chi critica gli insegnanti che mandano avanti la scuola pubblica. "Per voi non contiamo nulla – ha detto – perché tutti vi sentite in diritto, da chi fa l’avvocato, a chi fa il panettiere, a chi fa il commercialista, venite tutti a dirci come dobbiamo fare il nostro lavoro: lo sapete voi".

Al centro del video campeggia la scritta: "la conoscenza non conta più niente". Nel prosieguo del video si capisce a cosa fa riferimento questa frase.

"Noi abbiamo studiato anni, abbiamo anni di esperienza sulle spalle, ma lo sapete voi come dobbiamo stare in classe, come dobbiamo proporre un testo", ha spiegato Coluzzi evidenziando come la preparazione e la conoscenza di un insegnante non sia tenuta minimamente in conto da chi critica il loro operato pur non avendo alcune esperienza nell’ambito della scuola.

Lo sfogo sulla preparazione di un prof di Lettere

"Vedo creator che parlano di tutt’altro e poi si mettono a parlare di scuola e di Promessi sposi", è lo sfogo di prof Coluzzi che si chiede come sia possibile entrare in un dibattito così tecnico.

"Non avete le competente. Voi pensate veramente che noi professori di Lettere facciamo il club del libro nella vita? E che quando diciamo una cosa o esprimiamo un’opinione, anche qui sui social, la stiamo esprimendo in base ai nostri gusti del tutto opinabili?", ha evidenziato aggiungendo che "noi abbiamo studiato, ci siamo presi delle lauree, dei master, facciamo convegni, facciamo webinar. Ma quante ore voi avete dedicato alla questione Manzoni?".

Lo sfogo di Coluzzi ha infatti fatto seguito a persone sui social che lo hanno attaccato riguardo alla sua idea sui Promessi Sposi e su come debba essere insegnato.

Premettendo che "neanche io ho la verità in tasca", Coluzzi ha chiesto "come fate ad avercela voi?" e "perché mi dovete venire a insultare su come voglio insegnare I promessi Sposi in classe?".

Il dibattito su I promessi sposi

Il dibattito su I promessi sposi a scuola è nato dopo la pubblicazione della bozza delle nuove Indicazioni nazionali per i licei (ex programmi scolastici), in cui si legge che il celebre romanzo di Alessandro Manzoni non è più un "classico contemporaneo" invitando gli insegnanti a rimandare la lettura al quarto anno di scuola.

La notizia ha subito diviso l’opinione pubblica con il ministro dell’Istruzione e del Merito che è intervenuto spiegando che i Promessi Sposi erano stati introdotti nei programmi scolastici negli anni Settanta dell’Ottocento, appunto per essere affiancati come classico contemporaneo, ai manoscritti del Cinquecento.

Valditara ha chiarito che "al secondo anno del biennio, a discrezione dell’insegnante, in alternativa al romanzo di Manzoni sarà pertanto possibile far leggere integralmente agli studenti altri libri meno complessi dal punto di vista linguistico, rimandando la lettura dei Promessi sposi, in forma integrale o per brani, al quarto anno del percorso di studio, quando si affronta la letteratura dell’epoca di Manzoni".

L’argomento ha generato polemica con molte persone, anche non vicine al mondo della scuola, che hanno espresso la propria opinione elogiando o criticando la proposta del ministro.