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Laureata dedica prof che la umiliava iStock

Si laurea e dedica la tesi alla prof che l'umiliava: il messaggio

Una neo laureata ha pubblicato su TikTok la dedica della sua tesi alla prof del liceo che l'aveva disprezzata, il messaggio della studentessa

Stefania Bernardini

Stefania Bernardini

GIORNALISTA

Giornalista professionista dal 2012, ha collaborato con le principali testate nazionali. Ha scritto e realizzato servizi Tv di cronaca, politica, scuola, economia e spettacolo. Ha esperienze nella redazione di testate giornalistiche online e Tv e lavora anche nell’ambito social

Una delle pagine più belle della propria tesi di laurea è quella riservata alla dedica. Di solito i laureandi nominano, in quella pagina, delle persone care che li hanno supportati durante il percorso di formazione, per esempio i genitori, gli amici, o un docente particolarmente significativo. Una ragazza, invece, ha scelto di dedicare il suo lavoro accademico a una persona che l’aveva umiliata a scuola, lanciando un messaggio a molti giovani.

La dedica alla prof che l’umiliava

Una studentessa laureanda ha deciso di parlare di un episodio che è accaduto quando frequentava il liceo e che l’ha particolarmente segnata.

Durante una lezione di matematica, la sua prof le aveva detto una frase in particolare che le è rimasta impressa per anni: “Ah, ma allora lo sai usare il cervello“.

Queste parole possono sembrare una battuta, ma la studentessa probabilmente, all’epoca, si era sentire incapace e poco intelligente.

La giovane ha quindi deciso di dedicare la sua tesi di laurea alla sua ex docente di matematica, ricordando la frase che le aveva rivolto.

Il video su TikTok e il messaggio della laureanda

L’immagine della pagina con la dedica della tesi di laurea è stata pubblicata in un video su TikTok, insieme a quella della laureanda con la corona d’alloro.

Nella dedica si legge: “Ah, ma allora lo sai usare il cervello! (F.G., docente di matematica)”. Poi sotto: “Ai mai visti. Ai derisi, agli esclusi. Io vi vedo”. La ragazza, arrivata alla laurea, si è voluta prendere una rivincita e ha lanciato un messaggio ad altri giovani che potrebbero ricevere critiche dai loro prof.

Nel didascalia del video ha infine aggiunto: “Gente così sa fare tutto, tranne che insegnare“.

Lo studio sui maltrattamenti a scuola

Nel 2024 sono stati pubblicati i dati di uno studio condotto da Vittorio Lodolo D’Oria, medico specialista esperto in malattie professionali dei docenti. L’analisi si chiama “Presunti maltrattamenti a scuola” e ha mostrato come in 10 anni in Italia sono stati denunciati oltre 400 insegnanti.

Lo specialista ha analizzato articoli, studi e pubblicazioni comparsi sul web dal 2014 al 2024, scoprendo che per maltrattamenti ai danni degli alunni sono stati denunciati 404 insegnanti, quasi tutte donne. La maggior parte delle denunce sono avvenute all’interno delle scuole di infanzia italiane.

Lo studio ha mostrato che i casi denunciati sono aumentati gradualmente, raggiungendo un picco nel 2019. Dall’analisi emerge che due denunce su tre riguardano scuole che si trovano in piccoli centri. E il 43% dei casi è concentrato nel Meridione. Il medico ha indagato anche l’età degli insegnanti coinvolti: circa il 60% ha più di 50 anni.

Allo stesso tempo sono aumentati anche i casi di aggressioni fisiche ai danni dei docenti. Sempre nel 2024 il capo della Polizia Vittorio Pisani ha riportato che dall’1 gennaio 2023 al febbraio 2024, in Italia “all’interno delle scuole medie superiori ci sono stati 133 casi di aggressione fisica denunciati, con gli insegnanti che sono andati in ospedale a farsi refertare”.

La violenza può essere fisica o verbale e viene commessa sia dai giovani che dagli adulti. L’episodio portato alla luce dalla laureanda di TikTok riaccende il dibattito sul linguaggio da usare all’interno delle scuole e su quanto una frase possa colpire uno studente o una studentessa.