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Sinner bocciato all'esame per la quarta volta: il retroscena

Dopo la vittoria a Wimbledon 2026, Jannik Sinner ha svelato un particolare retroscena: è stato bocciato per la quarta volta a un esame

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

Jannik Sinner ha svelato un retroscena che ha fatto sorridere il pubblico durante la tradizionale cena di gala dopo la sua vittoria a Wimbledon 2026. Il numero uno del tennis mondiale ha raccontato di essere bocciato, per la quarta volta, all’esame per la patente della. Ma in cosa consiste?

Cos’ha detto Sinner sulla sua bocciatura all’esame per la moto

La domanda sorge spontanea: è più facile trionfare a Wimbledon che superare l’esame per la patente della moto? Per la stragrande maggioranza delle persone la risposta sarebbe ‘no’, ma questo non vale per Jannik Sinner. Il campione, che di vittorie sul Centre Court ne ha collezionate ben due, non è riuscito a ottenere la patente dopo quattro tentativi.

Lo ha raccontato lui stesso durante la Champions Dinner di Wimbledon 2026, dove con ironia ha ammesso: "Prima di partire per Londra sono stato bocciato all’esame per il patentino della moto. È la quarta volta, forse è meglio se gioco a tennis".

Come funziona l’esame per la patente della moto

Ma è davvero così difficile conseguire la patente per la moto? La risposta, come dimostra il caso di Sinner, è ‘dipende’. Da cosa? Beh, sia dalla licenza che si vuole conseguire sia, soprattutto, dalla preparazione del candidato.

Per prima cosa, esistono percorsi differenti a seconda del tipo di patente che si vuole ottenere, che variano in base all’età e alla potenza del mezzo che si intende guidare. Le patenti per motocicli si dividono in quattro categorie:

  • patente AM, conseguibile dai 14 anni e che permette di guidare ciclomotori fino a 50 cc o 4 kW con velocità limitata a 45 km/h;
  • patente A1, che si può ottenere dai 16 anni e che consente di guidare moto fino a 125 cc e 11 kW;
  • patente A2, disponibile dai 18 anni per moto fino a 35 kW, con specifici limiti sul rapporto peso/potenza;
  • patente A, che consente di guidare qualsiasi moto e si può conseguire dai 20 anni se si possiede la A2 da almeno due anni, oppure direttamente dai 24 anni.

Chi non è già in possesso della patente B, ovvero quella per la guida dell’auto, deve per prima cosa affrontare l’esame teorico, che consiste in un quiz ministeriale di 30 domande a risposta "vero o falso". Il tempo a disposizione è di 25 minuti e la prova si supera con un massimo di tre errori. Per iscriversi è necessario presentare domanda direttamente alla Motorizzazione o tramite autoscuola, sostenendo i costi previsti per l’iscrizione al test (26 euro) e per la visita di idoneità (16 euro). In caso di bocciatura, è possibile ripetere il test dopo 30 giorni e comunque entro 6 mesi, altrimenti bisogna ripetere il procedimento.

Superata la teoria si ottiene il foglio rosa, valido 12 mesi, che permette di esercitarsi con la moto della categoria scelta e di accedere all’esame pratico. Quest’ultimo si svolge su strada e verifica la capacità del candidato di guidare in sicurezza e nel rispetto del Codice della strada.

Se la prova pratica non viene superata, è possibile ripeterla una sola volta, dopo un mese e un giorno, entro la scadenza del foglio rosa. Qualora anche il secondo tentativo fallisse, si può richiedere il riporto dell’esame teorico, ottenendo altri sei mesi di validità del foglio rosa e due ulteriori possibilità di sostenere la prova pratica.