Smartphone, Novara choc: "Lascereste fumare un bimbo di 10 anni?"
Daniele Novara in un video su Facebook ha spiegato che bisogna regolamentare l'uso degli smartphone in Italia da parte dei minori e non solo vietare
Il pedagogista Daniele Novara è intervenuto nuovamente in merito alla questione delicata degli smartphone spesso dati in mano troppo presto a bambini piccoli. In un video pubblicato sulla sua pagina Facebook, l’esperto ha lanciato una provocazione, con una frase choc che spiega l’urgenza con la quale si deve intervenire per regolamentare l’utilizzo dei dispositivi elettronici. Lascereste fumare un bimbo di 10 anni o fareste guidare l’auto a una ragazzina di 12 anni, si legge nella didascalia che accompagna la clip. Ovviamente no: e allora perché dare loro in mano uno strumento potenzialmente pericoloso come lo smartphone senza saperlo utilizzare o avere l’età giusta per comprenderne i rischi?
Vietare i cellulari, perché secondo Novara non serve
Daniele Novara, fondatore della prima scuola senza voti nella sua Piacenza, in un video pubblicato su Facebook, che lo ritrae ospite di una trasmissione televisiva, ha spiegato che il mero divieto dell’uso dei cellulari non serve molto. Proprio il verbo “vietare” è sbagliato. Bisognerebbe riflettere bene su cosa è necessario fare per salvaguardare i minori dai rischi di un uso precoce degli smartphone e degli altri dispositivi elettronici collegati alla rete.
“Vietare secondo me è il termine sbagliato”, ha spiegato il pedagogista piacentino, aggiungendo che, in realtà, la questione è un’altra: “Si tratta di regolamentare, come abbiamo fatto per 100.000 altre questioni”. Novara ha sottolineato che in casi come questi “la società cerca di organizzarsi in funzione dei suoi cittadini, dei diritti dei suoi cittadini“. In questo caso i minori, quindi l’attenzione deve essere massima.
La frase choc di Daniele Novara sugli smartphone
Daniele Novara, che insieme ad Alberto Pellai ha lanciato un appello al Governo e al Parlamento per regolamentare l’uso degli smartphone fino ai 14 anni e dei social fino ai 16 anni, ha spiegato che come è stato possibile per altre situazioni rischiose individuare una via risolutiva, lo stesso si può fare in questo caso. Ad esempio il pedagogista ricorda che si può trovare una soluzione per l’utilizzo dei telefonini “come è stato fatto con l’alcol, come è stato fatto col tabacco”.
“È ovvio che i ragazzi continueranno a usare improvvidamente l’alcol e il tabacco”, ha svelato l’esperto in pedagogia, ma grazie a una regolamentazione chiara e seria, “i genitori potranno appellarsi a una norma sociale, a una norma comune, a una legge. Non semplicemente fare degli spiegoni, della retorica, delle insistenze, degli appelli che regolarmente cadono nel vuoto”, ha poi aggiunto.
Di cosa hanno bisogno i genitori italiani secondo Novara
Daniele Novara ha concluso il suo intervento spiegando di che cosa hanno bisogno le famiglie italiane, per poter crescere bambini e ragazzi consapevoli e per aiutarli a gestire meglio una situazione che potrebbe facilmente sfuggire di mano.
“Insomma, i genitori hanno bisogno che la società si metta al loro fianco e specialmente i nostri ragazzi hanno bisogno di tornare a fare una vita normale”. Questa la conclusione del pedagogista che rappresenta un vero e proprio appello alle autorità per regolamentare l’uso degli smartphone e dei social, magari seguendo l’esempio di Paesi esteri che hanno già deliberato in materia.
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