Smartphone vietati a scuola: arriva il chiarimento di Valditara
Arriva un nuovo chiarimento del ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara sul divieto degli smartphone a scuola: ecco cosa ha detto
Durante un’intervista, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha fatto un ulteriore chiarimento in merito al divieto degli smartphone a scuola, che da quest’anno scolastico sarà previsto anche alle superiori.
- Il chiarimento del ministro Valditara sugli smartphone vietati a scuola
- Cosa prevede la circolare sul divieto dei cellulari a scuola
- La polemica della Cgil sul divieto degli smartphone a scuola
Il chiarimento del ministro Valditara sugli smartphone vietati a scuola
Giuseppe Valditara è stato ospite della puntata del 9 settembre di Dieci minuti su Rete4 per parlare delle novità del nuovo anno scolastico. Durante il suo intervento, il ministro ha parlato anche del divieto dell’uso degli smartphone nelle scuole di ogni ordine e grado.
A chi dice che sarebbe meglio indirizzare gli studenti a un uso corretto e responsabile dei dispositivi tecnologici piuttosto che vietarli, Valditara ha risposto: “Attenzione, noi abbiamo previsto, nelle nuove Linee guida sull’educazione civica, l’educazione all’uso corretto del cellulare, dell’intelligenza artificiale. Abbiamo speso 2 miliardi e 100mila per digitalizzare le scuole. Nell’anno scolastico 2021/2022 c’era un device ogni sei studenti, nell’anno scolastico che sta per iniziare ce ne sarà uno ogni due studenti. Però – ha aggiunto – noi vogliamo salvaguardare la salute dei nostri ragazzi. E vogliamo salvaguardare la qualità degli apprendimenti“.
Ma gli studenti possono portate a scuola il cellulare? Il ministro ha chiarito: “Si può portare il cellulare a scuola, ma si lascia nel cassettino, nella borsa“. Quindi, si può portare “ma per le ore di scuola il cellulare non va utilizzato”, ha specificato.
In una precedente intervista del 6 luglio a RaiNews, Valditara aveva dato indicazioni anche sull’uso dello smartphone durante la ricreazione: “La nostra indicazione è molto chiara: si entra in classe e si deposita il cellulare, si esce da scuola e si riprende“. Dunque, anche durante le pause dalle lezioni, all’interno degli istituti non si potranno utilizzare gli smartphone.
Cosa prevede la circolare sul divieto dei cellulari a scuola
La circolare numero 3392/2025, firmata dal ministro Valditara lo scorso 16 giugno, prevede “anche per gli studenti del secondo ciclo di istruzione il divieto di utilizzo del telefono cellulare durante lo svolgimento dell’attività didattica e più in generale in orario scolastico“.
Il provvedimento ministeriale ha imposto solo il divieto, lasciando alle singole scuole il compito di prevedere le misure necessarie per farlo rispettare e le sanzioni per i trasgressori.
Le strategie adottate dagli istituti scolastici italiani sono diverse. In molti casi si è deciso di diversificare il tipo di infrazione e le relative sanzioni, che aumentano in base alla gravità del comportamento e alla recidiva: si va dal semplice richiamo alla sospensione.
La polemica della Cgil sul divieto degli smartphone a scuola
La decisione di vietare il cellulare a scuola è stata contrastata da più parti. Tra le voci più critiche, c’è quella della Flc Cgil. “La soluzione prospettata dal ministro per far fronte a un problema complesso come quello della eccessiva dipendenza degli adolescenti dai dispositivi elettronici è profondamente sbagliata, diseducativa e di fatto impraticabile“, ha detto la segretaria del sindacato Gianna Fracassi.
A suo avviso, il ministro “ha infatti solo l’intento demagogico di propagandare l’assunzione di una misura, quando in realtà l’uso dei cellulari in classe è già regolato in tutte le scuole da precise disposizioni che ne vietano l’impiego per fini personali o ricreativi, e questo il ministro dell’Istruzione non può non saperlo”.
“Sarebbe invece necessario – ha continuato Fracassi – promuovere nelle scuole maggiore consapevolezza e spirito critico nell’utilizzo di questi strumenti anche fuori dalle mura scolastiche, senza privare studenti e docenti degli innegabili vantaggi e delle infinite potenzialità derivanti dall’utilizzo didattico degli smartphone in classe”.
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