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Smartphone vietati a scuola, cosa ne pensano gli italiani iStock

Smartphone vietati a scuola, cosa ne pensano gli italiani

Italiani sembrano essere favorevoli al divieto di utilizzo dei cellulari in classe e alla limitazione dell'accesso ai social per i minori di 15 anni

Stefania Bernardini

Stefania Bernardini

GIORNALISTA

Giornalista professionista dal 2012, ha collaborato con le principali testate nazionali. Ha scritto e realizzato servizi Tv di cronaca, politica, scuola, economia e spettacolo. Ha esperienze nella redazione di testate giornalistiche online e Tv e lavora anche nell’ambito social

Un’indagine condotta da SWG, KPMG e Ministero dell’Istruzione ha analizzato cosa pensano gli italiani del divieto di utilizzo dei cellulari in classe, della limitazione dell’accesso ai social network per i minori di 15 anni e dell’intelligenza artificiale (IA) a scuola. Sul tema degli smartphone i cittadini mostrano di essere favorevoli a vietarne l’uso in classe, positivo anche il giudizio sull’IA se l’uso è contestualizzato e gestito dagli insegnanti.

Cosa pensano gli italiani del divieto degli smartphone

Dai dati dell’indagine emerge che oltre 3 italiani su 4, ovvero il 76%, ritengono giusto vietare l’utilizzo dei cellulari in classe, una posizione netta che raccoglie consensi trasversali, dagli over 55 ai più giovani fino ai 34 anni.

In particolare, gli italiani si dichiarano d’accordo o totalmente d’accordo con l’ipotesi di estendere il divieto di cellulare anche nelle scuole secondarie di secondo grado (ex scuole superiori), un consenso particolarmente forte tra i genitori e gli over 55.

C’è anche un ampio favore (76%) verso la proposta italiana all’UE di bandire in tutta Europa l’utilizzo dei cellulari in classe fino ai 14 anni. Una posizione altrettanto chiara emerge sulla proposta di una legge per vietare l’accesso ai social a chi ha meno di 15 anni, con il 77% degli italiani favorevole. Questo include un significativo 68% dei giovani tra i 18 e i 34 anni.

Quali sono i pericoli degli smartphone per gli italiani

Secondo il sondaggio, gli italiani percepiscono numerosi pericoli associati all’uso incontrollato del cellulare da parte degli adolescenti.

Per il 73% c’è il rischio che i giovanissimi siano contattati e diano inizio a relazioni pericolose con sconosciuti; per il 72% possono essere condivise informazioni personali a scopi criminosi; il 71% porta al centro il problema dell’esposizione al cyberbullismo e il 69% a contenuti inappropriati come la pornografia.

È elevata anche la percezione di un uso compulsivo, indicato dal 70% degli intervistati, e lo sviluppo di sintomi di astinenza (66%), così come il rischio di isolamento sociale e perdita di relazioni fisiche (67%).

Paradossalmente, i pericoli legati direttamente alle prestazioni scolastiche, come la riduzione del tempo dedicato allo studio (61%) e il calo del rendimento (60%), sono meno indicati rispetto ad altri rischi più intrusivi nella sfera sociale e psicologica, pur rimanendo percezioni diffuse.

L’opinione su scuola e Intelligenza artificiale

Riguardo all’intelligenza artificiale, quasi la metà dei genitori e il 41% della popolazione ritengono che l’IA non dovrebbe in alcun modo entrare nel mondo della scuola. Tuttavia, le posizioni mutano significativamente di fronte a un utilizzo gestito dagli insegnanti in campo didattico.

Il consenso aumenta decisamente quando l’intelligenza artificiale viene proposta come strumento a supporto della didattica: il 71% concorda sull’importanza che il mondo della scuola si confronti sul tema dell’IA per trovare applicazioni utili a una didattica avanzata e personalizzata.

Il 68% crede che l’uso consapevole dell’IA da parte degli insegnanti possa creare contenuti didattici mirati per le necessità di ogni studente. Il 61% ritiene giusto utilizzare l’IA per aiutare i docenti a supportare gli allievi con maggiori difficoltà.

L’aspetto che invece preoccupa sull’uso delle nuove tecnologie riguarda il rischio che l’intelligenza artificiale, in mano agli studenti senza un controllo, possa disincentivare l’apprendimento e promuovere la ricerca di soluzioni semplici per i doveri scolastici, ovvero che possa essere utilizzata per copiare testi e soluzioni senza neanche leggere e comprendere il contenuto di ciò che è stato elaborato dall’IA.