Smartphone vietati anche durante le gite: il caso a Monfalcone
Un liceo italiano ha deciso che gli studenti dovranno lasciare gli smartphone a casa anche durante i laboratori, i progetti pomeridiani e le gite
Telefono sì o no a scuola? Il dibattito resta acceso e la tendenza sembra essere quella di non permettere di usare lo smartphone durante le lezioni anche durante gli intervalli. Ma quando si parte per una gita scolastica oppure si torna a scuola per un’attività pomeridiana o un laboratorio didattico, i ragazzi e le ragazze possono usare i loro dispositivi? Secondo un liceo italiano la risposta è no, per questo ha imposto il divieto a partire dall’anno scolastico 2025/2026.
Smartphone vietati in gita scolastica
Il liceo Scientifico “Michelangelo Buonarroti” di Monfalcone in Friuli Venezia Giulia, con la comunicazione n. 964, datata 18 agosto 2025, ha fatto sapere che dal 1° settembre 2025, studenti e studentesse non potranno usare i loro smartphone e ogni altro dispositivo personale durante qualsiasi attività e momento scolastico.
Il divieto è assoluto, senza deroghe, e include lo stop all’uso dei telefoni da parte dei ragazzi e delle ragazze anche durante gli intervalli, gli spostamenti, i laboratori, i progetti pomeridiani e le gite scolastiche.
Il Dirigente Scolastico professore e ingegnere Vincenzo Caico, con la direttiva, ha scelto di andare oltre la mera applicazione burocratica della circolare ministeriale n. 3392 di giugno.
Il testo del ministero dell’Istruzione e del Merito ha introdotto il divieto di utilizzo di smartphone e dispositivi personali in tutte le scuole italiane a partire dall’anno scolastico 2025/2026, il liceo di Monfalcone ha ampliato il divieto spiegando perché gli studenti non devono usare i dispositivi personali.
Cosa cambia al liceo di Monfalcone
Fino all’anno scolastico 2024/2025, il regolamento del liceo Scientifico di Monfalcone ha consentito l’uso dei dispositivi personali sia durante le lezioni, previa autorizzazione del docente e per fini didattici, sia negli intervalli.
In un certo senso si è seguita la strada della mediazione tra il divieto assoluto e la libertà totale, in linea con la prassi di molte scuole italiane.
Dal 1° settembre 2025, gli smartphone, insieme a tablet, auricolari e qualsiasi altro dispositivo personale, non potranno essere utilizzati in nessuna circostanza della vita scolastica e il divieto varrà anche per le attività esterne come le visite didattiche, i progetti pomeridiani e le assemblee.
Dietro alla decisione vi è una prativa educativa come ha spiegato il preside Caico. La sua direttiva ha dato un respiro culturale e umano al provvedimento ministeriale.
“Quante volte, mentre tutto attorno accadeva, noi eravamo altrove, con il pollice che scorreva sullo schermo senza ricordare dopo cosa abbiamo visto?”, ha scritto Caico nella circolare.
La spiegazione del divieto nella circolare
Il tono della circolare del liceo di Monfalcone è quello di una lettera alla comunità scolastica. “Mettere via lo smartphone a scuola significa restituire profondità a ciò che facciamo: ascoltare davvero, capire meglio, discutere con più energia, costruire opinioni solide”, si legge nel testo.
“La concentrazione non è solo una dote scolastica: è una life skill, una competenza per la vita” si spiega nel documento sottolineando come “senza schermi di mezzo, le conversazioni diventano più vere: ci accorgiamo delle sfumature, del tono della voce, del silenzio quando serve”.
Il Preside Caico evidenzia che se i dispositivi personali “vengono utilizzati in maniera compulsiva per controllare notifiche, leggere notizie, scorrere reel e post sui social, diminuiscono la capacità di concentrazione nelle attività che richiedono attenzione prolungata, generano false gratificazioni o ansia immotivata, creano ostacoli nei rapporti tra le persone”.
Il divieto imposto dalla circolare non ha quindi l’intento di demonizzare la tecnologia, ma persegue l’obiettivo di allenare le nuove generazioni a usarla consapevolmente, inclusa l’intelligenza personale, riconoscendo che esistono momenti e spazi, come la scuola, in cui è più utile per la crescita personale liberarsi dal bombardamento di informazioni per recuperare un contatto diretto con le persone che ci sono intorno e la realtà non virtuale.
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