Social vietati a under 16: Valditara passa la palla al Parlamento
Il ministro Giuseppe Valditara in merito al divieto di uso dei social da parte degli under 16 ha annunciato che la parola adesso è del Parlamento
Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara è sicuro che un divieto dell’uso dei social tra gli adolescenti è la strada da intraprendere anche in Italia, prendendo esempio da tantissimi altri Paesi del mondo che hanno già legiferato in merito. L’ultima parola, però, spetta al Parlamento e il titolare del dicastero di viale Trastevere ne è consapevole. Ecco cosa ha detto Valditara in merito alla scelta di vietare i social agli under 16 e quali sono gli esempi che si potrebbero seguire guardando all’estero.
Social vietati agli under 16, le parole di Valditara
Giuseppe Valditara è tornato a riflettere sul tema del divieto di utilizzo dei social da parte degli adolescenti a margine di una conferenza stampa della Lega dedicata al referendum sulla giustizia. Questa è stata l’occasione per ribadire la sua posizione sulla questione, ma il ministro dell’Istruzione e del Merito ha anche ricordato che ora la palla passa al Parlamento, che dovrà decidere se accogliere o meno il disegno legge già presentato.
"Da tempo io sostengono che si debba estendere il divieto", ha spiegato Giuseppe Valditara riferendosi alla volontà di impedire agli under 16 di utilizzare i social nel nostro Paese. Secondo lui questa strada è quella da seguire "anche in Italia, l’ho già detto tante volte". Il ministro ha poi ricordato che "c’è un disegno di legge in Parlamento, decide il Parlamento".
Valditara vorrebbe seguire l’esempio australiano
Commentando la scelta di altri Paesi di mettere un blocco all’uso dei social da parte degli adolescenti, Giuseppe Valditara ha spiegato che questa decisione "va nella direzione giusta". Anche in Italia si potrebbe intraprendere un percorso simile, vietando queste piattaforme ai ragazzi con meno di 15 anni, idea contenuta nella proposta di legge bipartisan di iniziativa parlamentare presentata.
Secondo il ministro dell’Istruzione e del merito questi strumenti digitali non sono sicuri perché gli adolescenti sono vulnerabili: "È certamente pericoloso lasciare minori non ancora strutturati soli di fronte a piattaforme progettate per creare dipendenza". Valditara ha anche sottolineato che "vietare non basta. Se pensiamo che una legge, da sola, risolva il problema, stiamo solo spostando la responsabilità".
Bisogna, quindi, investire nell’educazione digitale degli studenti ed è fondamentale coinvolgere anche le famiglie: "Senza una corresponsabilità educativa dei genitori quei limiti resteranno sulla carta".
I Paesi dove i social sono vietati agli adolescenti
Sono già tanti i Paesi in Europa e nel resto del mondo che hanno già vietato i social media ai minori di 16 anni. La prima nazione è stata l’Australia che ha imposto tale divieto per legge. Altri governi vorrebbero seguire questa rotta: l’Unione Europea ha già approvato una risoluzione e sono diversi gli Stati del vecchio continente che hanno proposto leggi sul modello australiano.
In Francia l’Assemblea Nazionale ha approvato la proposta di legge per vietare l’accesso ai social network ai minori di 15 anni: l’idea è sostenuta dal presidente Emmanuel Macron e dovrà passare all’esame del Senato.
Nel Regno Unito il premier Keir Starmer ha detto che potrebbe arrivare una legge per proteggere i minori dai pericoli dell’uso e dell’abuso dei social: l’ipotesi è quella di un divieto agli under 16. Dello stesso parere è anche il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez che ha promesso che la Spagna vieterà l’uso dei social ai minori di 16 anni, obbligando le piattaforme ad avere sistemi di verifica dell’età che funzionino. Anche in Danimarca si vieteranno tali piattaforme ai minori di 15 anni, come annunciato dal premier danese Mette Frederiksen.