Salta al contenuto
Il ministro Giuseppe Valditara Ipa

Social vietati agli adolescenti, Valditara fissa il limite d'età

Il ministro Giuseppe Valditara vuole seguire l'esempio australiano e vietare agli adolescenti l'uso dei social entro un determinato limite d'età

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

Seguendo l’esempio di altri Paesi, come l’Australia, anche in Italia si vorrebbe introdurre un divieto di utilizzo dei social da parte degli adolescenti. Lo stesso ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha proposto un limite d’età, sotto il quale impedire che i ragazzi possano accedere a queste piattaforme digitali. Per il titolare del dicastero di viale Trastevere è anche molto importante introdurre a scuola e in famiglia il concetto di “educazione digitale“.

Valditara e il limite d’età per l’uso dei social

Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha proposto di limitare l’uso dei social network agli adolescenti, commentando la scelta dell’Australia di mettere un blocco per gli under 16. In un’intervista con Il Foglio ha spiegato: “La scelta dell’Australia di vietare i social ai minori di 16 anni, responsabilizzando ancora di più le piattaforme che offrono questi servizi, va nella direzione giusta”.

Secondo Valditara in Italia si potrebbe introdurre un divieto analogo: per lui la soluzione migliore sarebbe vietare l’uso dei social ai ragazzi con meno di 15 anni, come suggerito anche da una proposta di legge bipartisan di iniziativa parlamentare. Per il ministro gli adolescenti sono vulnerabili di fronte a tali strumenti divitali: “È certamente pericoloso lasciare minori non ancora strutturati soli di fronte a piattaforme progettate per creare dipendenza”.

L’importanza dell’educazione digitale secondo il ministro

Valditara è consapevole che un solo divieto legislativo non è una risposta al problema, perché “vietare non basta. Se pensiamo che una legge, da sola, risolva il problema, stiamo solo spostando la responsabilità”. Il ministro ha spiegato che ci sono degli investimenti nell’educazione digitale degli studenti, presente anche nelle nuove Linee guida sull’educazione civica.

È anche fondamentale coinvolgere le famiglie: “I genitori devono sapere che cosa fanno i figli online, quali rischi ci sono”. Lo stato può fissare dei limiti d’età per legge, ma spetta poi alle famiglie fare in modo che il divieto venga applicato e rispettato. “Senza una corresponsabilità educativa dei genitori quei limiti resteranno sulla carta”.

Dall’Australia l’esempio di divieto di accesso ai social

L’Australia è stato il primo Paese al mondo a introdurre il divieto di accesso ai social media per i minori di 16 anni. L’esempio di questa nazione ha portato anche altri governi a seguire la rotta indicata: Danimarca, Norvegia e Malaysia vorrebbero adottare un divieto analogo, mentre l’Unione Europea ha approvato una risoluzione sul tema e il governo di Londra sta studiando il modello australiano.

La normativa riguarda tutte le piattaforme digitali più famose (come Youtube, TikTok, Facebook, Snapchat, Instagram, X, Reddit, Twitch e Threads). Gli under 16 che avevano accesso a tali social non possono più entrare con i loro account, mentre le società sono obbligate a impedire che vengano fatte nuove registrazioni che violano la legge.

Chi non bloccherà l’accesso agli utenti con meno di 16 anni rischia di dover pagare multe fino a 49,5 milioni di dollari australiani, che equivalgono a circa 28 milioni di euro. Nessun provvedimento, invece, è stato pensato per gli utenti che cercano di aggirare la normativa.

Resta sempre aggiornato: iscriviti al nostro canale WhatsApp!