Social vietati agli Under 14, la mossa della Regione Veneto
Il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, ha proposto un blocco dell’uso di tutti i social network al di sotto dei 14 anni
Alcuni Paesi, come l’Australia, hanno già imposto il divieto dei social network ai minori di 14 anni. In Italia gli smartphone sono vietati anche nelle scuole superiori e il dibattito sull’uso tra gli adolescenti di chat e piattaforme di reti sociali virtuali è molto acceso. Da una regione italiana, il Veneto, arriva una proposta di legge sul tema.
La proposta della Regione Veneto sui social
Il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, ha rilanciato una proposta di legge per bloccare l’uso di tutti i social network ai ragazzi al di sotto dei 14 anni. L’iniziativa era stata firmata dal Governatore quando era ancora deputato lo scorso ottobre e ora l’ha riproposta in consiglio regionale.
Al Corriere della Sera, Stefani ha spiegato di non essere contrario di principio al loro utilizzo. "Ne vorrei limitare l’abuso e il ricorso sconsiderato a uno strumento che espone i bambini e i ragazzini a contenuti violenti senza alcun controllo o limite", ha detto.
Nella proposta di legge, oltre al divieto assoluto di utilizzare i social al di sotto dei 14 anni, è previsto il finanziamento di progetti di educazione all’uso delle reti per gli adulti e sanzioni per le piattaforme che non rispettano i limiti imposti dalla legge".
Da cosa nasce l’iniziativa su social e giovani
Il presidente del Veneto ha affermato che l’iniziativa è nata dalle "notizie che ci arrivano dalla cronaca" che sono terribili. "Penso al fenomeno delle baby gang, per esempio, e sono il segno di un disagio crescente. Di fronte a questi fatti siamo obbligati a cercare di capire che cosa succede nella realtà virtuale", ha evidenziato.
Stefani ha raccontato che andando in giro per il Veneto, un giorno si è ritrovato in un parco, "da sempre il luogo di maggiore aggregazione del paese", e di aver visto "decine di ragazzini che invece di giocare o discutere fra loro avevano gli occhi fissi sul cellulare nel silenzio più assoluto".
Questa scena è stata ciò che ha portato il Governatore a riflettere su quanto si sia superato "un limite".
Per far rispettare il divieto, sarebbe introdotto un sistema di verifica dell’identità digitale.
"Se per accedere a una piattaforma devi indicare un documento d’identità o il codice fiscale il controllo è efficace. Poi, sappiamo che ci può essere il modo per aggirare l’ostacolo – ha chiarito Stefani – ma il filtro funzionerebbe per la stragrande maggioranza dei ragazzi".
Cosa pensano i genitori del divieto per i social
La proposta di legge del presidente del Veneto sembra essere stata accolta positivamente dai genitori.
Stefani ha detto che sono soprattutto le madri e i padri a scrivergli "perché vivono sulla loro pelle il problema. Anche perché non è così semplice da affrontare. Come fai a vietare l’uso del cellulare a tuoi figli se tutti i suoi compagni lo utilizzano liberamente? È un tema intergenerazionale".
Il Governatore ha aggiunto che persino un neolaureato gli ha inviato un messaggio facendogli sapere che solo adesso che è cresciuto si è reso conto dei pericoli che ha corso da ragazzino e di sposare in pieno l’iniziativa che, invece, da ragazzino probabilmente non avrebbe gradito.