Spese università 2025: come funziona lo sconto per gli studenti
Come funziona lo sconto sulle spese universitarie per gli studenti: anche per il 2025 sono previste detrazioni fiscali, agevolazioni e borse di studio
Studiare all’università può avere costi molto elevati, ma anche per il 2025 sono previste diverse agevolazioni. Gli studenti e le loro famiglie, infatti, possono beneficiare della detrazione fiscale delle spese universitarie, oltre a borse di studio e contributi mirati. Vediamo nel dettaglio come funziona lo sconto per gli universitari e quali sono i sostegni pensati per promuovere il diritto allo studio.
- Come funziona la detrazione delle tasse universitarie
- Quanto si può detrarre dalle spese universitarie 2025
- Cosa sapere sulle borse di studio e le agevolazioni universitarie
Come funziona la detrazione delle tasse universitarie
La principale agevolazione fiscale prevista per gli studenti è la detrazione del 19% sull’Irpef per le spese universitarie sostenute nel corso dell’anno, che viene effettuata al momento della dichiarazione dei redditi.
La detrazione è prevista per le spese sostenute per la frequenza di corsi di laurea, master, dottorati, istituti tecnici superiori o corsi Afam, purché erogati da università o istituti riconosciuti, pubblici o privati.
Le spese detraibili includono:
- le tasse di immatricolazione e iscrizione, anche per studenti fuori corso;
- i costi dei test di ingresso;
- il contributo per la ‘ricognizione’, da corrispondere per riattivare la carriera universitaria dopo un’interruzione;
- le soprattasse per esami e tesi;
- le spese per i tirocini formativi attivi (TFA) e per i corsi finalizzati all’acquisizione dei CFU per l’insegnamento.
Non sono invece detraibili:
- i contributi pagati all’università pubblica relativamente al riconoscimento del titolo di studio (laurea) conseguito all’estero;
- le spese relative all’acquisto di libri scolastici, strumenti musicali, materiale di cancelleria,
viaggi ferroviari e di vitto e alloggio necessarie per consentire la frequenza dell’università.
Quanto si può detrarre dalle spese universitarie 2025
La detrazione del 19% delle spese universitarie è calcolata sull’intera spesa sostenuta se l’università è statale. Per le private (telematiche comprese), invece, si applicano tetti massimi stabiliti annualmente dal ministero dell’Università e della Ricerca, in base all’area disciplinare e alla zona geografica dell’ateneo.
Al momento, sono disponibili gli importi previsti per la dichiarazione dei redditi 2025 (anno di imposta 2024). In base alle tabelle riportate dall’Agenzia delle Entrate, chi frequenta corsi di laurea triennale, magistrale o a ciclo unico:
- in area medica, può detrarre fino a 3.900 euro per gli atenei privati al Nord, 3.100 euro al Centro, 2.900 euro al Sud e nelle Isole;
- in area sanitaria, il tetto resta a 3.900 euro al Nord, ma scende a 2.900 euro al Centro e a 2.700 euro al Sud;
- corsi tecnico-scientifici prevedono un massimo di 3.700 euro al Nord, 2.900 euro al Centro e 2.600 euro al Sud;
- per l’area umanistica e sociale, il limite è di 3.200 euro al Nord, 2.800 euro al Centro e 2.500 euro al Sud.
Per i corsi post-laurea (master, dottorati, specializzazioni), i tetti sono: 3.900 euro al Nord, 3.100 euro al Centro e 2.900 euro al Sud.
Questi importi includono anche le spese per test di ammissione e imposte di bollo. Se uno studente sostiene più corsi o test nello stesso anno, si applica il tetto più alto tra quelli previsti. Stessa cosa vale in caso di cambio di corso o facoltà.
La detrazione spetta per intero fino a 120mila euro di reddito complessivo. Oltre questa soglia, decresce progressivamente fino ad azzerarsi a 240mila euro.
Cosa sapere sulle borse di studio e le agevolazioni universitarie
Oltre alle detrazioni fiscali, gli studenti possono contare su borse di studio e contributi economici. Per l’anno accademico 2025-2026, uno studente fuori sede può ricevere fino a 7.072,1o euro, un pendolare fino a 4.132,85 euro e chi studia nella propria città fino a 2.850,26 euro. In presenza di condizioni economiche particolarmente svantaggiate, l’importo può arrivare a 8.133 euro.
Le soglie Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) e Ispe (Situazione patrimoniale equivalente) sono state aggiornate per ampliare la platea dei beneficiari: oggi è possibile accedere alle borse di studio con un reddito familiare fino a 27.948,60 euro e un patrimonio che non superi i 60.757,87 euro.
Queste agevolazioni sono gestite dalle regioni e dagli enti per il diritto allo studio, e spesso includono anche servizi come alloggio e mensa universitaria gratuiti.
Infine, esistono ulteriori sostegni per gli studenti universitari, come il bonus affitto per fuori sede con un Isee inferiore a 20mila euro (importo massimo 279,21 euro). Per chi non ci rientra, è comunque prevista la detrazione fiscale sui contratti di locazione intestati a studenti domiciliati in un comune distante almeno 100 chilometri da quello di residenza. In questi casi, è possibile detrarre il 19% dell’importo massimo deducibile, fissato a 2.633 euro, con un beneficio fiscale che può arrivare a circa 500 euro. Anche in questo caso, la detrazione è riconosciuta integralmente per i nuclei familiari con reddito fino a 120mila euro, mentre si riduce progressivamente per chi ha un reddito compreso tra 120mila e 240mila euro.
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