Stanze per studenti, affitti in calo: città più care e prezzi
I prezzi delle stanze singole scendono in Italia, ma con grandi differenze nelle città: dove gli affitti calano e dove invece continuano a salire
Il nuovo anno accademico si avvicina e per migliaia di studenti torna la ricerca di una stanza in affitto. Quest’anno, però, il mercato presenta una novità: i canoni medi delle stanze singole sono diminuiti del 6,2% in Italia rispetto a dodici mesi fa. Il dato non racconta però una situazione uniforme: mentre in alcune importanti città universitarie gli affitti sono scesi, in altre continuano a crescere anche a doppia cifra.
A svelarlo è l’ultima analisi di Immobiliare.it Insights, la quale sottolinea che a incidere sulla flessione nazionale è soprattutto una diminuzione della domanda, con i contatti medi per annuncio scesi del 19,8% e quelli complessivi diminuiti di quasi il 22% rispetto all’estate 2025.
- Milano resta la città più cara per gli studenti
- Le città dove gli affitti per studenti continuano a salire
- Dove gli affitti scendono: la classifica delle città
Milano resta la città più cara per gli studenti
Nonostante il calo del 3,8% rispetto a un anno fa, Milano rimane in cima alla classifica delle città italiane più costose per affittare una stanza singola, con un canone medio di 704 euro al mese. Un dato che è particolarmente significativo, poiché arriva dopo anni di forte crescita dei prezzi nel capoluogo lombardo.
Anche la domanda mostra però qualche segnale di raffreddamento: i contatti complessivi per gli annunci sono diminuiti di oltre il 14%, mentre la pressione della domanda sul singolo annuncio è rimasta sostanzialmente stabile, con un lieve aumento dell’1,5%.
A Milano, il quartiere più costoso è il Centro, dove una stanza costa mediamente 823 euro al mese, seguito da Porta Romana-Cadore-Montenero, con 812 euro, e Garibaldi-Moscova-Porta Nuova, con 807 euro. Per trovare le soluzioni più economiche bisogna invece guardare a Ponte Lambro-Santa Giulia, dove la media scende a 571 euro.
Milano non è però l’unico grande centro in cui il mercato sta cambiando. Roma, infatti, va nella direzione opposta: il prezzo medio delle stanze è aumentato del 7% nell’ultimo anno. Nel Centro Storico si arriva a 733 euro al mese, con un incremento del 9,1%, mentre Parioli-Flaminio raggiunge i 730 euro (+7,9%).
Le città dove gli affitti per studenti continuano a salire
Se Milano mostra i primi segnali di rallentamento, in altre città universitarie italiane il costo delle stanze continua invece ad aumentare. Pescara registra l’incremento più forte, con un +28,6% e un canone medio di 388 euro al mese. Seguono Trieste (+16,7%, 369 euro), Palermo (+13,6%, 315 euro), Bari (+12,2%, 426 euro), Genova (+11,9%, 408 euro), Pisa (+10,7%, 364 euro) e Pavia (+10,2%, 400 euro).
Particolarmente interessante è il caso di Genova, dove aumentano contemporaneamente prezzi, offerta e domanda. La disponibilità di stanze è cresciuta del 44,5%, mentre la pressione della domanda è salita del 12,3% e i contatti complessivi del 10,4%.
Dove gli affitti scendono: la classifica delle città
Il calo degli affitti interessa diverse città universitarie italiane, anche se con percentuali molto diverse. Tra le grandi città universitarie, oltre a Milano e a Padova (dove il prezzo medio scende dell’1,1%, a 496 euro), si registrano cali significativi anche a Bologna, dove il prezzo medio è sceso del 7,5% arrivando a 585 euro al mese. Il capoluogo emiliano perde così due posizioni nella classifica delle città più care.
Il ribasso più marcato si registra invece a Modena, dove il prezzo medio di una stanza singola è sceso del 19,3%, arrivando a 408 euro al mese. Segue Trento, con un -18,3% e un canone medio di 444 euro.
La flessione supera il 10% anche a Parma, dove una stanza costa in media 370 euro (-10,7%). Scendono poi gli affitti a Brescia (-7,9%, 478 euro) e Ferrara (-5,8%, 376 euro).
Tra le città più costose, invece, il calo riguarda Milano, che resta comunque la più cara d’Italia con 704 euro al mese (-3,8%), mentre
In queste città la riduzione dei canoni si accompagna spesso a un calo della domanda: a Bologna, per esempio, i contatti complessivi sono diminuiti del 25,5% in un anno, mentre a Trento la domanda è scesa del 37,6%. Un segnale del progressivo riequilibrio di un mercato che negli ultimi anni aveva visto crescere fortemente sia i prezzi sia la richiesta di stanze.
Riportiamo di seguito la classifica completa:
- Milano – 704 euro, -3,8%;
- Firenze – 627 euro, +3,3%;
- Roma – 615 euro, +7%;
- Bologna – 585 euro, -7,5%;
- Bergamo – 504 euro, +8,3%;
- Padova – 496 euro, -1,1%;
- Torino – 479 euro, +0,5%;
- Brescia – 478 euro, -7,9%;
- Verona – 473 euro, +0,1%;
- Venezia – 456 euro, +0,7%;
- Napoli – 447 euro, +0,5%;
- Trento – 444 euro, -18,3%;
- Bari – 426 euro, +12,2%;
- Modena – 408 euro, -19,3%;
- Genova – 408 euro, +11,9%;
- Pavia – 400 euro, +10,2%;
- Novara – 397 euro, +7,4%;
- Pescara – 388 euro, +28,6%;
- Ferrara – 376 euro, -5,8%;
- Parma – 370 euro, -10,7%;
- Trieste – 369 euro, +16,7%;
- Pisa – 364 euro, +10,7%;
- Siena – 351 euro, +0,4%;
- Latina – 325 euro, +1,9%;
- Palermo – 315 euro, +13,6%;
- Udine – 311 euro, +2,5%;
- Perugia – 301 euro, +7,5%;
- Messina – 285 euro, +3,9%;
- Catania – 284 euro, +8%;
- Ancona – 275 euro, +6,8%;
- Foggia – 259 euro, +4%;
- Catanzaro – 251 euro, +3%;
- Chieti – 240 euro, +5,2%.