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Stelle cadenti: la lezione di fisica di prof Schettini IPA

Stelle cadenti, dove vederle: lezione di fisica di prof Schettini

Prof Vincenzo Schettini, con la sua lezione di fisica sulle stelle cadenti, ha spiegato cosa sono in realtà, come si formano e come avvistarle

Francesca Pasini

Francesca Pasini

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Content Writer laureata in Economia e Gestione delle Arti e delle Attività Culturali, vivo tra l'Italia e la Spagna. Amo le diverse sfumature dell'informazione e quelle storie di vita che parlano di luoghi, viaggi unici, cultura e lifestyle, che trasformo in parole scritte per lavoro e per passione.

Torna come ogni anno l’appuntamento con le stelle cadenti, scie luminose che durante le notti di metà agosto ci portano con il naso all’insù per esprimere un desiderio. In realtà, però, quelle che i più fortunati riescono ad avvistare nella notte di San Lorenzo e quelle vicine, non sono vere e proprie stelle.

Ma di cosa si tratta? Lo ha spiegato prof Vincenzo Schettini in una breve video-lezione pubblicata sulla pagina social del suo format “La fisica che ci piace”, svelando anche come si formano e dove volgere lo sguardo per avvistarle.

Cosa sono le stelle cadenti

Le scie luminose tipiche dei giorni di metà agosto, in realtà, non sono stelle. Ce lo spiega prof Schettini con una lezione di fisica che racconta esattamente come si formano. Innanzitutto, all’interno del Sistema Solare esistono molte regioni dello Spazio che contengono detriti spaziali. In tale contesto, la Terra, che compie ogni anno la stessa traiettoria intorno al Sole (il moto di rivoluzione), attraversa ogni volta queste regioni.

“Tra il 9 e il 13 agosto passiamo attraverso lo sciame delle Perseidi – ha spiegato il docente e divulgatore culturale impegnato anche nei teatri di tutta Italia -, che non sono altro che detriti lasciati dalla cometa Swift-Tuttle durante il suo ultimo passaggio del 1992″.

Prof Schettini spiega come si formano le stelle cadenti di agosto

Come si formano, quindi, quelle che noi chiamiamo stelle cadenti? I detriti rilasciati dalla cometa Swift-Tuttle entrano ad alta velocità nell’atmosfera e quando questo accade “si dice che sublimano, ovvero si trasformano da pezzettini di solido a gas, proprio perché fanno attrito con l’atmosfera stessa”, ha spiegato prof Schettini.

La conseguenza di questo processo, chiamato ablazione, è la luce emessa da tali detriti, “che noi vediamo come scia luminosa”, ha aggiunto il prof di fisica, che con il suo format ha avvicinato una materia tanto ostica a giovani e adulti grazie a un linguaggio semplice e immediato, supportato da esperimenti realizzati con oggetti di uso quotidiano.

Dove vedere le stelle cadenti

Come ogni estate ci prepariamo a distenderci sui prati di montagna o sulle spiagge, al buio e lontani da fonti luminose che rendono meno visibili le scie di meteore delle Perseidi (anche se la Luna quest’anno disturba la vista poiché il 9 agosto era piena). Ma esiste anche un’area dello spazio in cui indirizzare il nostro sguardo: prof Schettini ha spiegato che per vederle “non cerchiamo a caso nel cielo, ma guardiamo la costellazione di Perseo, appena sotto Cassiopea, la zona in cui le stelle formano una sorta di zig-zag che ricorda una W o una M. E mi raccomando esprimiamo un desiderio!”, ha concluso il docente.

I giorni di picco, in cui è più probabile avvistare queste scie luminose a cui affidiamo i nostri desideri? Nelle notti del 12 e 13 agosto (meglio nella seconda metà di nottata), come affermato anche da Gianluca Masi, astrofisico, divulgatore e curatore scientifico del Planetario e Museo Astronomico di Roma, in un’intervista al Corriere della Sera.

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