Salta al contenuto
Stipendi dei laureati iStock

Stipendi in Italia: perché la laurea triennale "non paga"

Un report dell'Ocse ha svelato che in Italia chi consegue una laurea triennale non ha un vantaggio remunerativo: ecco il confronto con gli altri Paesi

3 min di lettura

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

  • In Italia la laurea triennale garantisce un vantaggio salariale molto contenuto.
  • Solo il 60% dei diplomati prosegue gli studi universitari dopo la maturità.
  • La spesa pubblica per studente è inferiore alla media dei Paesi OCSE.

I dati relativi agli stipendi dei lavoratori in Italia delineano un quadro caratterizzato da alcune criticità. Alcune categorie di lavoratori, infatti, registrano un vantaggio salariale più contenuto rispetto a quello osservato in altri Paesi. In particolare, il vantaggio salariale associato alla laurea triennale è più contenuto rispetto alla media Ocse. Perché la laurea triennale "non paga"?

Gli stipendi dei laureati in Italia

L’Ocse ha pubblicato il rapporto "Education at a Glance 2026", che analizza anche alcuni aspetti dell’istruzione nei Paesi dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. Dall’analisi è emerso che in Italia sono diminuiti i Neet (acronimo che sta per Not in education, employment or training), cioè i giovani che non lavorano, non studiano e non seguono corsi di formazione. Nella fascia di popolazione tra i 18 e i 24 anni sono scesi dal 30% al 16% tra il 2015 e il 2025. I giovani senza diploma di Maturità nella fascia 25-34 anni, invece, sono diminuiti dal 26%al 19%.

Il vantaggio salariale associato all’istruzione terziaria, però, è in Italia più contenuto rispetto alla media Ocse. Secondo i dati resi noti dal report, per i lavoratori a tempo pieno con istruzione terziaria (3+2) è del 35% in più rispetto a chi ha il solo diploma di scuola superiore: la media a livello internazionale è del 54%. Il vantaggio salariale associato alla laurea triennale è invece molto contenuto: è solo del 4% rispetto a chi ha conseguito il diploma di scuola secondaria superiore.

Quanti sono gli studenti iscritti all’università

Il rapporto ha analizzato anche cosa fanno i diplomati dopo aver concluso l’istruzione secondaria di secondo grado. In Italia, un anno dopo il diploma il 60% ha scelto di iscriversi a un corso di laurea di primo o di secondo livello. L’1%, invece, frequenta un percorso di istruzione post-secondaria non terziaria o terziaria a ciclo breve e lo 0,2% è iscritto a un altro percorso di istruzione secondaria di secondo grado o a un diverso programma di istruzione. Il 38%, infine, non è iscritto ad alcun percorso di istruzione. Tra coloro che non hanno scelto di continuare gli studi, il 44% è occupato.

Se si confrontano i dati con quelli degli altri Paesi Ocse nei quali è stato possibile fare una rilevazione di questo tipo, i diplomati iscritti a un corso di laurea di primo o di secondo livello sono il 35%, mentre gli iscritti a un percorso di istruzione post secondaria non terziaria o terziaria a ciclo breve sono il 13% e gli iscritti a un altro percorso di istruzione secondaria di secondo grado o a un diverso programma di istruzione il 10%. Infine, il 42% non è iscritto ad alcun percorso di istruzione.

Qual è la spesa pubblica per studente in Italia

Il rapporto ha evidenziato che in Italia la spesa pubblica per l’istruzione, dal livello primario fino all’istruzione post-secondaria non terziaria, è scesa dal 2,8% al 2,7% del PIL tra il 2015 e il 2023. La media nei Paesi dell’Ocse è del 3,2% nel 2015 e del 3,1% nel 2023. In quegli stessi anni, la spesa per l’istruzione terziaria è aumentata dallo 0,8% allo 0,9% del PIL (la media Ocse è dell’1,2% nel 2015 e dell’1,1% nel 2023).

La spesa pubblica per studente cresce con il livello di istruzione. Nella media OCSE, raggiunge il livello più elevato nei percorsi di istruzione terziaria. In Italia la spesa pubblica rappresenta una quota minore della spesa totale rispetto alla media internazionale. Era pari a 9.709 dollari USA nel 2023 (il 62% della spesa totale nei livelli di laurea triennale e superiori): nella zona Ocse, invece, era pari a 16.405 USD (il 68% della spesa totale).