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Stranieri in classe, cosa prevedevano le circolari di Mattarella

Cosa prevedevano le circolari di Sergio Mattarella quando era ministro dell'Istruzione sugli studenti stranieri per classe citate da Giorgia Meloni

4 min di lettura

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha citato in televisione due circolari emanate dal capo dello Stato Sergio Mattarella quando era ministro dell’Istruzione, tra il 1989 e il 1990, in merito agli studenti stranieri nelle classi delle scuole italiane. Ma cosa prevedevano queste circolari?

Cos’ha detto Meloni sulle circolari di Mattarella sugli studenti stranieri

Dopo l’annuncio di Giorgia Meloni sull’intenzione del Governo di introdurre per legge un tetto del 30% al numero degli studenti stranieri per classe, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, inaugurando il nuovo anno scolastico ad Amatrice, ha ricordato che "la scuola è la leva più efficace di integrazione".

Le parole del capo dello Stato sono state interpretate come una risposta all’iniziativa del Governo. "Personalmente non la leggo così", ha commentato Meloni ospite di Cinque minuti su Rai 1.

Secondo la premier, nel suo discorso Mattarella "ha per l’appunto detto che la scuola deve superare i ghetti". Meloni ha aggiunto: "Il ghetto è chiaramente molto più semplice se tu prendi un bambino straniero che non parla la nostra lingua e lo metti in una classe in cui la maggior parte degli studenti non parla la nostra lingua. Questo è il ghetto. Mentre creare una distribuzione più equa nelle classi serve proprio a impedire che un ragazzo straniero e quelli italiani possano sentirsi dentro un ghetto".

Meloni ha proseguito: "Il presidente della Repubblica parla di superare l’incomunicabilità. E qual è la base per superare l’incomunicabilità? La lingua. Tant’è che noi parliamo di una migliore distribuzione dei ragazzi stranieri che non parlano la nostra lingua".

Infine, la presidente del Consiglio ha ricordato le circolari sul tema firmate da Mattarella quando guidava il ministero dell’Istruzione: "Tra l’altro il presidente della Repubblica, quando era ministro dell’Istruzione, redigeva circolari che più o meno invitavano a non concentrare ragazzi stranieri nella stessa classe. Perché è una misura di buon senso".

Cosa prevede la circolare 301/1989 sull'"inserimento degli stranieri nella scuola"

La prima circolare ministeriale sugli studenti stranieri firmata da Sergio Mattarella è la numero 301 dell’8 settembre 1989, denominata "Inserimento degli stranieri nella scuola dell’obbligo: promozione e coordinamento delle iniziative per l’esercizio del diritto allo studio".

La nota partiva da una premessa: "L’immigrazione è fenomeno che esiste da tempo ma che, negli ultimi anni, ha assunto dimensioni quantitative e connotazioni qualitative che rendono necessario, da parte della scuola, una attenta considerazione ed una serie di interventi intesi a garantire alla generalità degli immigrati l’esercizio del diritto allo studio ed a valorizzare le risorse provenienti dall’apporto di culture diverse nella prospettiva della cooperazione fra i popoli nel pieno rispetto delle etnie di provenienza".

E ancora: "La condizione primaria per realizzare le giuste condizioni di tutela giuridica e di dignità personale per il lavoratore immigrato e per la sua famiglia non può che fondarsi sulla uguaglianza delle opportunità formative: essenziale punto di partenza è, quindi, la scolarizzazione dei giovani immigrati nella fascia dell’obbligo".

Per quanto riguarda la distribuzione degli studenti stranieri nelle classi, si legge: "Ove si presentino più alunni immigrati da uno stesso Paese e con analogo livello culturale, potrebbe essere didatticamente proficuo inserirli in una medesima classe, tenendo conto che sarà bene non superare le quattro-cinque unità".

Gli organi collegiali competenti degli istituti, "previa valutazione di specifiche esigenze e situazioni, indicheranno le soluzioni comunque più opportune, avendo cura di promuovere la partecipazione degli alunni in questione alle attività globali della classe, per evitare che essi rifluiscano in un piccolo gruppo che certamente si segnalerà per forme progredenti di isolamento".

Cosa prevede la circolare 205/1990 sulla scuola e gli alunni stranieri

La seconda circolare a firma Mattarella sul tema è la numero 205 del 26 luglio 1990, intitolata "La scuola dell’obbligo e gli alunni stranieri. L’educazione interculturale".

Nella circolare si legge: "Al momento dell’ingresso nella scuola italiana, si pone l’esigenza di una ricognizione della situazione di partenza dell’alunno straniero ad un duplice fine: a) determinazione della classe d’iscrizione; b) elaborazione di un percorso formativo personalizzato. Fin da questo primo momento i capi d’istituto promuoveranno la collaborazione della scuola con le famiglie e con le comunità interessate".

La circolare ricordava inoltre che "gli alunni stranieri sono prima di tutto alunni: bambini e bambine, ragazzi e ragazze, con le loro individualità e differenze, fra le quali l’appartenenza ad una diversa etnia si colloca come una delle variabili da prendere in considerazione, senza tuttavia escludere gli opportuni accertamenti sul piano motorio, cognitivo e socio-affettivo che sono alla base di una corretta azione programmatoria per tutti gli alunni".

Richiamando la precedente circolare 301/1989, il documento ribadiva: "L’assegnazione alle classi è effettuata, ove possibile, raggruppando alunni dello stesso gruppo linguistico che, comunque, non devono superare il numero di cinque per ogni classe".

Al riguardo, specificava ancora la circolare, "sembra opportuno ripartire gli alunni stranieri in ragione di qualche unità soltanto per classe, al fine di agevolarne la naturale integrazione linguistica con gli alunni italiani, mentre può essere utile costituire gruppi anche superiori alle cinque unità nei momenti di specifiche attività linguistiche".

Inoltre, la circolare raccomandava di intensificare, "per quanto possibile", le attività di sostegno linguistico nella fase iniziale dell’anno scolastico.