Salta al contenuto
Il cantante Geolier Ansa

Studente fan di Geolier "mortificato" all'esame di terza media

Uno studente, fan del rapper napoletano Geolier, si è sentito mortificato dalle parole di una professoressa della commissione durante il suo esame di terza media. La vicenda è emersa grazie alla mamma del ragazzo, che ha scritto una lettera nella quale ha raccontato cosa è accaduto a suo figlio. All’alunno era stato chiesto chi fosse il suo cantante preferito e lui ha risposto che era l’interprete di "I p’ me, tu p’ te", singolo che ha permesso al rapper di arrivare secondo a Sanremo 2024. Il giudizio della docente di Musica è stato molto severo.

Prof mortifica il fan di Geolier all’esame di terza media

Uno studente di terza media dell’Istituto Comprensivo "Antonio De Curtis" di Aversa, in provincia di Caserta, in Campania, è stato mortificato dalla professoressa di Musica. L’insegnante, quando ha scoperto che ascoltava Geolier, ha usato delle parole poco gratificanti nei suoi confronti.

La passione del ragazzo per il cantante campano è venuta fuori in seguito a una domanda sulle sue preferenze musicali. L’alunno ha risposto sinceramente che ascoltava la musica del rapper e a quel punto la docente ha espresso un giudizio molto duro, secondo quanto riferito dalla madre dell’alunno.

La lettera della mamma dell’alunno di terza media

A denunciare quanto accaduto durante l’orale dell’esame di terza media è stata la madre del ragazzino. "Durante il colloquio gli è stato chiesto chi fosse il suo cantante preferito. Lui ha risposto serenamente e con sincerità che il suo artista preferito è Geolier", ha svelato la donna, aggiungendo che "a quel punto è intervenuta la docente di Musica, la quale ha affermato che ‘Geolier è la rovina di questa società’ e che rappresenta ‘l’antitesi della musica‘".

La mamma dello studente ha spiegato: "Alla prof di musica non è piaciuta la risposta. Non si possono liquidare i gusti personali di un ragazzo con affermazioni che possono essere percepite come denigratorie e mortificanti". Poi ha aggiunto: "Al di là delle opinioni che ciascuno può legittimamente avere su un artista, su un genere musicale o sul fenomeno culturale che esso rappresenta, ritengo che un simile giudizio espresso durante un esame e rivolto a uno studente sia inopportuno".

Per lei "un conto è stimolare il senso critico attraverso il confronto e l’argomentazione; altro è liquidare i gusti personali di un ragazzo con affermazioni che possono essere percepite come denigratorie e mortificanti". Il giovane ha reagito con sorpresa e disagio "soprattutto perché stava semplicemente rispondendo a una domanda che gli era stata posta dalla commissione".

La signora, nella sua lettera, ha sottolineato che la scuola dovrebbe "essere un luogo in cui gli studenti si sentono liberi di esprimere le proprie preferenze e le proprie idee senza il timore di essere giudicati o ridicolizzati". Lei ha fortemente voluto rendere pubblica questa storia non per "alimentare polemiche personali nei confronti della docente coinvolta, ma per aprire una riflessione sul ruolo educativo degli insegnanti e sull’importanza di mantenere, soprattutto durante un esame, un atteggiamento rispettoso ed equilibrato nei confronti degli studenti". La lettera si chiude con questo appello.