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Prof Vincenzo Schettini Ansa

Studente ucciso a La Spezia, l'appello di Schettini ai genitori

Il professor Vincenzo Schettini ha commentato sui social quanto successo a La Spezia, dove uno studente è stato ucciso a scuola: ecco il suo appello

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

Youssef Abanoud Safwat Roushdi Zaki, chiamato da tutti i suoi amici “Abu“, è il giovane ragazzo di 18 anni che è stato ucciso da un compagno di scuola a La Spezia. La sua storia ha scosso tutto il Paese e in merito a questo omicidio è intervenuto sui social anche il professor Vincenzo Schettini: lui non ha parole di fronte a “un figlio ammazzato a scuola”. Il docente, diventato popolare sui social con i suoi video divulgativi, ha voluto lanciare un appello ai genitori.

Le parole di prof Schettini sullo studente ucciso a scuola

Vincenzo Schettini “non ha parole” di fronte alla tragedia che si è consumata in Liguria e sulla quale si sono espressi anche altri docenti “famosi”, come Andrea Maggi ed Enrico Galiano. Youssef Abanoud Safwat Roushdi Zaki era un ragazzo di soli 18 anni: nato in Egitto, viveva in Italia da anni con la famiglia. “Abu”, come lo chiamavano gli amici e i compagni di classe, era uno studente tranquillo, che frequentava l’Istituto tecnico Einaudi-Chiodo di La Spezia. Sarebbe diventato artigiano elettricista, ma un compagno di scuola ha fermato per sempre tutti i suoi sogni. Zouhair Atif lo ha accoltellato a scuola venerdì 16 gennaio 2026: lo conosceva, anche se non andavano in classe insieme. Il movente? A scatenare l’aggressione che ha portato alla sua morte sarebbe stata una foto scambiata con una ragazza.

“Un figlio ammazzato. A scuola”, ha scritto sui canali social de La Fisica Che Ci Piace il professor Vincenzo Schettini, che insegna fisica alle scuole superiori. “Comportamenti sempre più violenti tra giovani, questo è sotto gli occhi di tutti noi da un po’ di tempo”, ha poi aggiunto il docente, sottolineando ” che è inaccettabile che un ragazzo rischi la vita in un luogo dove TUTTI dovremmo sentirci al sicuro“.

Cosa si dovrebbe fare a scuola per aiutare gli studenti

Di fronte a quello che è accaduto a La Spezia, secondo prof Schettini bisognerebbe fermarsi un attimo per prendere fiato e per riflettere su quanto sta accadendo tra le nuove generazioni. In classe gli insegnanti dovrebbero parlare con studenti e studentesse, per cercare di comprendere come sia potuta succedere una cosa del genere e per riflettere sulla deriva che le relazioni sociali stanno subendo.

“A scuola, ogni tanto fermiamo i programmi e apriamo il dialogo con i ragazzi perché, mai come oggi, ci stiamo impoverendo nelle relazioni e i primi a pagare sono loro, i giovani”, ha spiegato il docente pugliese, profondamente scosso dall’omicidio avvenuto in Liguria, nel quale sono rimasti coinvolti giovanissimi che avrebbero potuto essere suoi studenti.

In merito alla questione è anche intervenuto Valditara, parlando di metal detector: una soluzione che ha lasciato senza parole prof Galiano.

L’appello di Vincenzo Schettini a tutti i genitori

Di certi argomenti, però, non si dovrebbe discutere solo in classe. Molto si potrebbe fare anche a casa, in famiglia: per questo motivo prof Schettini ha deciso di lanciare un appello a tutti i genitori, affinché ragazzi e ragazze possano non sentirsi soli di fronte a situazioni che potrebbero essere più grandi di loro.

“A casa parliamo con i figli, ascoltiamoli, educhiamoli. Perché è nostra la responsabilità di fare questo. È nostra la responsabilità di farli crescere”, ha concluso nel suo intervento sui social prof Schettini, seguitissimo non solo dai giovani, ma anche dai loro adulti di riferimento.

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