Studente ucciso, metal detector a scuola: l'annuncio di Valditara
"Metal detector a scuola": dopo che uno studente di La Spezia è stato ucciso per una coltellata in classe, arriva l'annuncio del ministro Valditara
Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara sta valutando di installare metal detector a scuola. L’annuncio è arrivato all’indomani della morte dello studente di La Spezia, ucciso dopo essere stato accoltellato in classe da un suo compagno.
- Annuncio di Valditara sui metal detector a scuola dopo l'uccisione dello studente
- Valditara su cosa può fare la scuola contro la violenza giovanile
- Cos'ha detto Valditara su violenza giovanile e uso dei social
Annuncio di Valditara sui metal detector a scuola dopo l’uccisione dello studente
L’introduzione di metal detector negli istituti scolastici è una delle misure allo studio del ministro Giuseppe Valditara dopo l’omicidio del diciottenne accoltellato all’Istituto professionale Einaudi‑Chiodo di La Spezia da un compagno di classe.
“Quello che noi possiamo e dobbiamo fare, a mio avviso, in quelle scuole, diciamo, di maggior rischio, dove vi sono delle problematiche, è consentire al preside di installare, magari d’intesa con il prefetto, dei metal detector“, ha dichiarato il ministro in un’intervista a 4 di Sera Weekend su Rete 4.
All’episodio di La Spezia si aggiunge l’aggressione con un coltello ai danni di uno studente diciassettenne davanti al Liceo artistico Antonio Valente di Sora (Frosinone). Dopo la colluttazione, avvenuta all’uscita da scuola, il ragazzo è stato portato in ospedale e dimesso con una prognosi di dieci giorni.
Come si può arginare il fenomeno della violenza giovanile? “Innanzitutto, impedire radicalmente che i giovani usino le armi“, ha affermato Valditara. “Poi, insistere molto sulla responsabilità, sulla maturità, su una scuola che ti aiuti ad affrontare i problemi, una scuola che ripristini il senso dell’autorità, il rispetto verso l’autorità, un altro dei valori che sono stati devastati negli ultimi 50 anni. Se noi non facciamo una vera e propria rivoluzione culturale rischiamo che il coltello non si porti più a scuola, ma comunque si porti altrove”, ha concluso il ministro.
Valditara su cosa può fare la scuola contro la violenza giovanile
In un’intervista a La Nazione, Valditara ha ricordato le iniziative avviate durante il suo mandato: “Abbiamo introdotto l’educazione al rispetto, alle relazioni corrette, all’empatia affettiva nelle scuole e, con Indire, abbiamo avviato un percorso di formazione degli insegnanti su questi temi“.
Secondo il ministro, però, è fondamentale che a scuola si lavori anche “sull’aspetto motivazionale” perché “quando un ragazzo si sente valorizzato, i risultati sono positivi“, ha spiegato. “E questo lo vedo anche in quelle scuole in cui si ha a che fare con situazioni più complesse e con ragazzi con trascorsi difficili. Il compito del docente tutor è proprio questo: personalizzare la formazione per valorizzare i talenti di ogni giovane“, ha evidenziato.
L’inquilino di viale Trastevere ha ribadito la necessità di una “rivoluzione culturale” che abbia alla base il “rispetto verso l’autorità”. “Per cinquant’anni ci hanno insegnato che è ‘vietato vietare’. Ci hanno insegnato solo la cultura dei diritti e non anche quella dei doveri. Abbiamo
avuto paura a porre dei limiti, a dire dei no. Ma la scuola deve anche educare i ragazzi a superare le frustrazioni, le sconfitte, ad accettare i no, a rispettare i limiti“, ha puntualizzato Valditara.
Cos’ha detto Valditara su violenza giovanile e uso dei social
Infine, il ministro ha parlato della relazione tra violenza, social e giovani. “Voglio coinvolgere anche le famiglie nell’educazione all’utilizzo dei social il cui uso precoce è
devastante per ragazzi che possono entrare in contatto con sentimenti di odio e con suggestioni violente, con sfide estreme, situazioni di devianza, pornografia“.
Per questo, ha aggiunto, “ho voluto togliere il cellulare a scuola anche negli intervalli. E oggi i ragazzi mi ringraziano, mi dicono ‘siamo tornati a guardarci negli occhi’”, ha concluso Valditara.
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