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Studente ucciso, nuovo sfogo di Schettini: "Stiamo impazzendo?"

Il nuovo sfogo di Vincenzo Schettini, il celebre prof de 'La fisica che ci piace', sul caso dello studente ucciso a scuola: "Stiamo impazzendo?"

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA SOCIO-CULTURALE

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

La morte dello studente 18enne ucciso a scuola a La Spezia continua a scuotere il Paese e ad alimentare il dibattito pubblico sulla violenza giovanile. A intervenire con uno sfogo carico di dolore e indignazione è stato ancora una volta il prof Vincenzo Schettini: “Stiamo impazzendo?”. Le sue parole pongono interrogativi che vanno oltre il singolo fatto di cronaca e chiamano in causa l’intero sistema educativo, dalla scuola alla famiglia.

Sfogo di Schettini sul caso dello studente ucciso a scuola a La Spezia

“Ma stiamo impazzendo?! Uccidere a scuola, in cosa stiamo sbagliando?“. È con queste parole che Vincenzo Schettini ha aperto il suo intervento in un video pubblicato su Instagram. Uno sfogo che nasce dalla rabbia e dall’incredulità per l’ennesimo episodio di violenza estrema tra giovanissimi. “Oh, ma dove arriveremo?”, ha incalzato il professore, visibilmente scosso. “Un ragazzo non può essere accoltellato a morte in una scuola. Questa cosa non può succedere“.

Il docente ha evidenziato che la vicenda del ragazzo accoltellato da un compagno di classe all’Istituto professionale Einaudi-Chiodo di La Spezia non è un fatto isolato: “Non è la prima volta che si sente parlare a scuola di violenza nei confronti di altri ragazzi, nei confronti degli insegnanti”. Una deriva che, secondo Schettini, è sotto gli occhi di tutti e che non può più essere ignorata. “Oh, ma stiamo scherzando?! In quante città i ragazzi, le baby gang, girano con i coltellini?“.

Il professore ha collegato questi episodi a un disagio più profondo che attraversa le nuove generazioni: “La rabbia, la solitudine, gli episodi di violenza stanno aumentando“. E proprio per questo, ha sottolineato, è necessario che qualcuno se ne faccia carico: “Ne dobbiamo prendere coscienza, soprattutto noi adulti”. Un appello che richiama quello che aveva lanciato il 17 gennaio ai genitori: “A casa parliamo con i figli, ascoltiamoli, educhiamoli. Perché è nostra la responsabilità di fare questo. È nostra la responsabilità di farli crescere”.

Qual è la colpa degli adulti secondo prof Schettini

Vincenzo Schettini ha proseguito: “Dobbiamo chiederci una volta per tutte se abbiamo sbagliato ad abbassare la guardia, noi a scuola come professori e a casa come genitori“.

Secondo il docente, negli anni si è perso qualcosa di fondamentale nel rapporto educativo: “Si è smesso di dire no“. Un cambiamento che, a suo avviso, ha avuto conseguenze profonde. “Con quei no, in famiglia si litigava, si discuteva, ci si scontrava con i genitori. E attraverso quello scontro si cresceva”. Schettini ha rivendicato il valore educativo del limite e del confronto, ricordando che oggi molti adulti sono “grati che ci hanno educato in quella maniera”.

Anche il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, proponendo di installare metal detector a scuola, ha detto che “bisogna ripristinare il valore del no, delle regole, dell’autorità”.

Per Schettini, educare significa offrire ai ragazzi “regole, educazione, dialogo, amore” e “non farli sentire soli”.

La responsabilità, però, non riguarda solo le famiglie. Schettini ha chiamato in causa anche la scuola e se stesso come insegnante: “La colpa più grande ce l’abbiamo noi grandi, e io come professore mi metto in mezzo a questa storia”.

Il rischio, ha spiegato, è quello di essere travolti dalla routine scolastica: “Perché a scuola si corre, i programmi, le interrogazioni, e non ci si ferma a dire a questi figli: parliamo”. Un invito chiaro a rallentare e a rimettere al centro le persone: “Parliamo ai nostri figli, ai nostri studenti, del rispetto della vita degli altri“, ha insistito Schettini ricordando che l’educazione di oggi costruisce la società di domani. “Perché presto questi nostri figli saranno anche loro genitori”, ha concluso.

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