Studenti atleti, c'è un "doppio vantaggio" a scuola: lo studio
Uno studio statunitense ha scoperto che gli studenti-atleti frequentano di più le lezioni scolastiche: in Italia non esistono ricerche analoghe
Fare sport fa bene, soprattutto ai giovani. I benefici, però, non riguardano solo la salute di mente e corpo, ma anche il rendimento scolastico e la frequenza alle lezioni. Per gli studenti-atleti, che praticano un’attività sportiva mentre sono impegnati a studiare, esiste un "doppio vantaggio", che è stato spiegato da uno studio condotto negli Stati Uniti d’America. Per l’Italia, purtroppo, non ci sono ricerche analoghe, ma si può comunque fare una considerazione in merito all’importanza di praticare sport da studenti.
Qual è il doppio vantaggio a scuola per gli studenti-atleti
L’American Enterprise Institute ha condotto uno studio coinvolgendo circa 262mila studenti delle scuole superiori dell’Indiana, negli Stati Uniti d’America. Dai dati è emerso le attività extracurricolari strutturate possono influenzare molto la frequenza scolastica.
Gli studiosi, infatti, hanno scoperto che il tasso di assenze generale è del 6,5%, ma se si va ad analizzare la situazione degli studenti-atleti, che fanno parte di squadre sportive scolastiche, la situazione migliora. Ragazzi e ragazze che praticano sport a livello agonistico vanno a lezione con maggiore frequenza, abbassando il tasso di assenze. L’assenteismo cronico è molto ridotto in questo gruppo di studenti e studentesse: si passa dal 22,9% di chi non pratica attività sportiva agonistica al 10% circa di chi fa parte della categoria degli studenti-atleti.
Il "doppio vantaggio" emerso dall’indagine non riguarda solo il fatto che questi ragazzi e queste ragazze sono maggiormente presenti a lezione durante tutto l’anno scolastico. La loro frequenza migliora ed è anche più alta nei periodi nei quali si allenano o sono impegnati in gare e competizioni. Le assenze diminuiscono di circa 0,97 punti percentuali fuori stagione e di altri 0,88 durante la stagione sportiva. Alla fine l’effetto complessivo è pari a quasi il 20%.
Secondo gli esperti, il fatto che gli studenti-atleti siano più presenti nei mesi di competizioni sta ad indicare che non solo sono tra gli allievi più motivati, ma anche che la pratica sportiva li invoglierebbe a dare sempre il massimo. L’effetto è maggiore negli studenti e nelle studentesse che provengono da famiglie economicamente meno fortunate o che appartengono a minoranze etniche. In questi casi le assenze si riducono in modo ancora più evidente.
I ricercatori hanno svelato che i motivi di una maggiore frequenza degli studenti-atleti sono da individuarsi negli obblighi di idoneità sportiva, nelle regole delle squadre, nel senso di appartenenza che si crea e nella pressione positiva che si respira nei gruppi sportivi.
Il legame tra sport scolastico e frequenza in Italia
Per quello che riguarda la situazione in Italia, non esistono nel nostro Paese studi analoghi, che abbiano analizzato il legame tra sport scolastico e frequenza. I dati Istat, però, ci informano che l’attività sportiva è molto diffusa nelle fasce più giovani, diminuendo tra i 15 e i 17 anni, quando l’impegno scolastico diventa maggiore. Inoltre, ci sono differenze nell’offerta sportiva delle scuole, con discrepanze notevoli tra le diverse regioni.
Anche se non esistono ricerche che possano approfondire questo tema, è evidente come la partecipazione alle lezioni degli studenti e il senso di appartenenza all’istituto scolastico siano maggiori laddove esistono maggiori possibilità di vivere lo sport in strutture dedicate e con programmi adeguati.