Studenti dormono a scuola dopo notti sui libri: il video è virale
Gli studenti dormono durante l'ora di educazione fisica: il video diventa virale e riaccende il dibattito sui troppi compiti e verifiche a maggio
Sta facendo il giro del web il video pubblicato su TikTok in cui si vedono alcuni studenti delle superiori che dormono in palestra durante l’ora di educazione fisica.
Qual è la causa della loro stanchezza? La colpa sarebbe da ricondurre al forte carico di studio richiesto agli alunni nel mese di maggio, quello che chiude l’anno scolastico, ma che troppo spesso si trasforma in una corsa contro il tempo per finire i programmi, tra compiti in classe e interrogazioni di fine anno.
- Gli alunni dormono durante la lezione: il video virale
- La soluzione di prof Galiano su compiti e verifiche a maggio
Gli alunni dormono durante la lezione: il video virale
Il video diventato virale mostra chiaramente come per alcuni studenti l’ora di educazione fisica si sia trasformata in quella del riposino: in un angolo della palestra, infatti, i ragazzi hanno creato una sorta di ‘culla’ fatta di materassini, disponendo anche un "muro" con gli stessi per avere maggiore privacy. All’interno, distesi, si vedono alcuni alunni delle scuole secondarie intenti a dormire, mentre poco distante il prof e gli altri studenti stanno facendo lezione.
Leggendo i commenti al video, viene chiarito che questi studenti stanno cercando di recuperare le notti insonni passate a studiare per sostenere i numerosi compiti in classe e le interrogazioni di fine anno che si accumulano solitamente nel mese di maggio. Un utente ha chiesto incredulo se il docente se ne fosse accorto e lasciasse fare senza problemi, e la risposta è affermativa: c’è tanto da studiare e anche i prof capirebbero la situazione.
La soluzione di prof Galiano su compiti e verifiche a maggio
Il caso degli studenti addormentati in palestra alimenta il dibattito sul rischio di burnout scolastico nell’ultimo mese di lezioni, sul quale si è espresso anche prof Galiano in un recente video pubblicato sul suo profilo Instagram, offrendo una possibile soluzione.
Secondo il docente di italiano e scrittore, il problema delle tante verifiche concentrate a maggio non dipende tanto dai singoli insegnanti, quanto da un modo di valutare che spesso confonde il percorso annuale con il risultato finale. Rispondendo sui social a una mamma che lamentava l’eccesso di compiti in classe e interrogazioni nelle ultime settimane di scuola, il docente ha spiegato la differenza tra valutazione formativa e sommativa, paragonandole rispettivamente alle singole partite di un campionato di calcio e alla classifica finale.
Dopo otto mesi di lezioni, secondo Galiano gli insegnanti hanno già elementi sufficienti per valutare il percorso degli studenti e non dovrebbero trasformare maggio in una continua corsa ai voti: "A fine maggio, lo sai come è andato il campionato di ogni singola squadra. Non ho bisogno della partita finale di tutte per capire che punteggio dare", ha commentato il professore.
Pur non escludendo del tutto verifiche e interrogazioni, prof Galiano ha proposto una possibile soluzione: riservare questo periodo soprattutto a prove di recupero per chi ne ha bisogno (due prove, per esempio per consentire agli studenti di evitare i debiti scolastici) e a occasioni di miglioramento. In questo modo si eviterebbe di creare ulteriore pressione sugli studenti. "Se vogliamo insegnare ai ragazzi a organizzarsi, diamo prima di tutto noi il buon esempio e organizziamoci prima noi", ha concluso il docente.