Studenti in crisi dopo il test di Medicina: la lezione di Burioni
Dopo le critiche, arriva la lezione di vita di Roberto Burioni agli studenti in crisi dopo il test di Medicina: il messaggio del virologo ai giovani
Roberto Burioni torna a parlare dei test di Medicina, ma questa volta lo fa per ‘consolare’ gli studenti in crisi che temono di perdere un anno. Dopo le critiche, arriva la lezione di vita del noto virologo per rincuorare i giovani angosciati dal giudizio e dalla competizione.
- La lezione di Burioni agli studenti in crisi dopo il test di Medicina
- Il consiglio di Burioni agli studenti che vogliono fare Medicina
- Cos'ha detto Burioni sul boom di bocciati a Medicina
La lezione di Burioni agli studenti in crisi dopo il test di Medicina
“Ho letto con preoccupazione il fatto che gli studenti, a causa del timore di non essere stati ammessi a medicina, stanno vivendo questo momento con grande angoscia e addirittura con propositi suicidi. Io non so chi vi abbia messo in testa questa competizione e questa fretta, ma posso tranquillizzarvi: vi auguro di essere ammessi, ma perdere un anno non è neanche lontanamente una tragedia“. Inizia così l’ultimo post pubblicato il 13 dicembre su Facebook da Roberto Burioni in merito agli esami del semestre filtro di Medicina.
Dopo il boom di bocciati alla prima sessione, molti studenti si sono detti preoccupati per i risultati del secondo appello, che saranno pubblicati il 23 dicembre. Alcune associazioni studentesche hanno denunciato che il semestre filtro ha generato molto stress negli studenti. Per esempio, Ilaria Vinattieri, una delle studentesse dell’Unione degli universitari (Udu) che hanno contestato la ministra Bernini ad Atreju, ha detto all’Adnkronos che tra gli aspiranti medici “c’è chi pensa al suicidio, chi si è massacrato. È pesante. Abbiamo raccontato di ragazzi in preda agli attacchi di panico“.
Per questo Burioni, che nei giorni scorsi non ha risparmiato critiche nei confronti delle “ridicole lagnanze” degli studenti bocciati al primo appello, ha voluto lanciare un messaggio ai giovani.
Il virologo ha raccontato: “Io stesso, dopo la laurea, ho iniziato una specializzazione. Dopo alcuni mesi mi sono accorto di avere fatto una scelta sbagliata e mi sono dimesso, ‘perdendo un anno‘. Questo anno ‘perso’ non solo non ha fatto alcuna differenza pratica, ma è stato un anno utilissimo per orientarmi e decidere la mia strada”.
Il consiglio di Burioni agli studenti che vogliono fare Medicina
Burioni ha spiegato che “in molti Paesi estremamente competitivi, come per esempio gli USA, è normalissimo prendersi un anno di pausa (viene chiamato ‘gap year’) prima di entrare alla Medical School per girare il mondo, fare volontariato o semplicemente chiarirsi le idee sul proprio futuro”.
Da qui il suo consiglio: “Ricordate: nessuno vi rincorre, ci vuole il tempo che ci vuole e uno dei più bravi professori della mia Università la laurea l’ha presa a oltre 30 anni, perché prima di capire che la sua strada era la medicina ha fatto 4 anni di ingegneria”.
Infine, ha parlato della pressione che, in certi casi, arriva dalla famiglia. “E se i genitori proiettano su di voi la loro frustrazione (lo vedo accadere spessissimo!), mandateli a quel paese, perché la vita è la vostra”, ha concluso Roberto Burioni nel suo post.
Cos’ha detto Burioni sul boom di bocciati a Medicina
I risultati del primo appello del semestre filtro di Medicina, introdotto dalla riforma Bernini in sostituzione del tradizionale test di ingresso, stanno facendo molto discutere. Gli esami, infatti, hanno registrato un elevato numero di bocciati, soprattutto in Fisica. Si stima che tra i partecipanti solo il 10-15% abbia superato tutti e tre i test propedeutici (oltre a Fisica, Chimica e Biologia).
Ma per Burioni, gli studenti che si sono lamentati della difficoltà delle prove dovrebbero “non perdere tempo in ridicole lagnanze e mettersi a studiare“.
Parlando dei quesiti del secondo appello, in un altro post il medico ha affermato che lui avrebbe superato i test “al quarto anno di liceo insieme a tutti i miei compagni di classe”. Anche in quel caso, ha invitato gli studenti a “lamentarsi di meno e studiare MOLTO di più“.
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