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Studenti pentiti iStock

Studenti pentiti della scuola scelta: gli indirizzi "peggiori"

Un'indagine di AlmaDiploma ha analizzato cosa pensano i diplomati della loro scelta sulla scuola superiore, il 44,7% cambierebbe indirizzo

Stefania Bernardini

Stefania Bernardini

GIORNALISTA

Giornalista professionista dal 2012, ha collaborato con le principali testate nazionali. Ha scritto e realizzato servizi Tv di cronaca, politica, scuola, economia e spettacolo. Ha esperienze nella redazione di testate giornalistiche online e Tv e lavora anche nell’ambito social

La scelta della scuola superiore a tredici anni è complessa e spesso influenzata dal giudizio degli insegnanti e dei genitori. Al termine delle scuole medie, non tutti hanno le idee chiare su quale percorso sia il più adatto alle proprie abilità e anche a preparare per il futuro percorso accademico o lavorativo. Un’indagine annuale ha confermato che quasi la metà dei diplomati non rifarebbe l’indirizzo per il quale ha ottenuto il diploma.

Cosa pensano i diplomati della scuola scelta

Ogni anno il rapporto AlmaDiploma illustra cosa pensano i diplomati della scuola superiore scelta. Nel 2025 si conferma il tasso di insoddisfazione, anche se leggermente in calo rispetto all’anno precedente.

Il 44,7% dei diplomati 2025 cambierebbe scuola, contro il 47,8% dei diplomati 2024. Nel 2022, invece, i diplomati che si dichiaravano pronti a rifare esattamente la stessa scelta di 5 anni prima erano più di quelli di oggi: il 55,2% contro il 54,7% dei diplomati 2025.

In pratica, poco meno della metà dei neo maturati, cambierebbe indirizzo se potesse tornare indietro di cinque anni.

Gli indirizzi “peggiori”

Nonostante sia la tipologia di scuola che da anni attira un numero sempre maggiore di iscritti, il liceo linguistico è tra gli indirizzi che la maggior parte degli studenti non risceglierebbe. Solo il 45% dei ragazzi tornerebbe a frequentare questo percorso.

I più insoddisfatti sono però gli studenti degli istituti professionali: il 50,9%, più della metà, ritiene che la scelta sia stata insoddisfacente sia per poi trovare uno sbocco lavorativo che per tentare di fare l’università.

Tornando al liceo linguistico, i pentiti sono addirittura il 54,1%.

Le scuole con il maggior gradimento

Dal rapporto, guardando ai dati generali si licei, professionali e tecnici, emerge che i più convinti della strada intrapresa sono gli studenti dei tecnici di cui il 55,6% dei diplomati ha ammesso che tornerebbe nella stessa scuola da cui è appena uscito. Fra i liceali la percentuale è leggermente più bassa e si ferma al 55,2%.

Stando invece ai numeri dei singoli indirizzi, nonostante il costante calo di iscrizioni, il liceo classico è in assoluto la scuola che ottiene il maggior gradimento da parte degli studenti alla fine degli studi. Due diplomati su tre, il 61,8% si sono dichiarati pronti a rifare la stessa scelta, mentre solo il 37,7% ha detto di aver cambiato idea e che non tornerebbe assolutamente a studiare latino e greco.

Un elemento da segnalare è però che, rispetto alle altre scuole, il liceo classico è quello che in assoluto registra più abbandoni durante i primi anni delle superiori a favore di altri licei meno impegnativi, come quello delle scienze umane o il linguistico. Resta il fatto che chi invece termina tutti e cinque gli anni tra vocabolari di latino e greco, dopo il diploma dimostra un gradimento molto alto del percorso scelto, anche più alto di quello dello scientifico che è al 58,1% che pure attira un quarto degli studenti italiani.

Bene il liceo artistico che si ferma al terzo posto con il 54,5% dei diplomati che tornerebbe a frequentarlo. Più della metà, il 52,5%, sceglierebbe nuovamente il liceo delle scienze umane che è il quarto tra i licei con il tasso di gradimento più alto da parte di chi ha appena terminato il percorso di studi delle superiori.