In Asia "barano" agli esami usando gli occhiali smart: il caso
Gli studenti di alcuni paesi asiatici stanno usando gli occhiali smart per farsi aiutare dalla tecnologia durante gli esami, lo hanno scoperto i prof
La tecnologia è sempre più diffusa a scuola e non sempre in modo del tutto corretto. Sono sempre di più gli studenti che usano ChatGpt per farsi fare i compiti o comunque per velocizzare l’esecuzione di un esercizio. In Asia, però, sta emergendo un altro problema, diversi ragazzi e ragazze usano gli occhiali smart per barare agli esami.
Gli occhiali smart tra gli studenti in Asia
Gli occhiali smart, con l’integrazione dell’intelligenza artificiale generativa, si sono trasformati in un assistente invisibile che può suggerire le informazioni di cui si ha bisogno. Se ne sono accorti gli studenti asiatici dove questi oggetti starebbero registrando un boom delle vendite.
Gli occhiali smart si stanno diffondendo sempre più tra i banchi scolastici e universitari e i primi a essersene accorti sono i professori e i docenti.
Gli insegnanti hanno notato che gli studenti hanno iniziato a farsi aiutare dalla voce sintetica proveniente dalle lenti intelligenti anche durante gli esami.
In Corea del Sud sarebbero stato scoperti diversi casi di studenti che usano gli smart occhiali per poter barare negli studi. Come riporta il Corriere della Sera, per ben due volte in un solo mese, due giovani sono stati scoperti a copiare dai testi forniti loro dagli occhiali che indossavano durante un esame molto importante, quello per la valutazione delle competenze in lingua inglese, spesso necessario per trovare un posto di lavoro.
A Taiwan, invece, un professore ha notato che la montatura degli occhiali di un ragazzo emanava calore: stava cercando di farsi aiutare nell’esame di ammissione a una prestigiosa facoltà di medicina.
Come funzionano gli occhiali smart
Gli occhiali smart stanno diventando sempre più sofisticati con l’elettronica nascosta nella montatura e praticamente invisibile.
Come riporta la sezione Login del Corriere della Sera, ancora non è immediata l’associazione di sensori fotografici e sistemi di intelligenza artificiale all’interno di un occhiale, sono però stati aggiunti segnali per evidenziare quando si sta scattando una foto o registrando un video.
L’intelligenza artificiale integrata oltre ad ascoltare ciò che viene chiesto a voce, osservare il mondo dalla stessa prospettiva di chi indossa gli occhiali.
Un professore dell’università di Hong Kong di scienza e tecnologia (Hkust), Meng Zili, ha condotto un esperimento per capire come questi oggetti possono essere sfruttati agli esami. Il docente ha guardato il foglio di un esame di ingegneria elettronica e ha chiesto all’IA di svolgerlo. In autonomia, ha ottenuto un punteggio altissimo, tra i primi cinque della classe.
La proposta di un prof
Secondo Zili, comunque la soluzione non è vietare l’uso dell’IA, anche perché sarebbe impossibile, ma capire come integrarla davvero nei percorsi di studio per evitare che gli studenti diventino attori passivi del loro stesso percorso universitario.
Sud Corea e Taiwan, però, sembrano andare nella direzione opposta e stanno valutando, in una discussione tra ministero dell’Istruzione e vari uffici locali, misure che proibiscano dispositivi elettronici, tra cui gli occhiali smart, nelle aule d’esame.
In Cina invece già quest’anno, durante il difficilissimo esame di ammissione all’università, è stato imposto un controllo di tutti gli occhiali indossati dai 10 milioni di aspiranti studenti.