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ragazza ascolta podcast IStock

Studiare con i podcast funziona davvero?

Le ricerche confermano che i podcast favoriscono motivazione e ripasso, soprattutto quando sono integrati con strategie di apprendimento attivo

Camilla Valerio

Camilla Valerio

GIORNALISTA ESPERTA DI QUESTIONI SOCIALI

Nata a Bolzano e cresciuta in giro per l’Italia sono una giornalista freelance e dottoranda in Scienze Politiche e della Comunicazione. Negli anni ho trasformato la passione per la scrittura e la divulgazione in un lavoro, occupandomi di cultura, questioni sociali e sport per diverse testate online.

  • I podcast rendono lo studio più flessibile e permettono di ripassare gli argomenti in qualsiasi momento della giornata.
  • Le evidenze scientifiche mostrano che sono efficaci come supporto, ma non possono sostituire libri, lezioni e appunti.
  • Per ottenere i migliori risultati è utile integrare l'ascolto con tecniche attive come prendere appunti, riassumere e ripetere i concetti.

I podcast sono diventati uno degli strumenti più utilizzati dagli under 35 per informarsi, approfondire un argomento e imparare qualcosa di nuovo. Sempre più studenti li ascoltano mentre camminano, sono sui mezzi pubblici o fanno attività quotidiane, trasformando i tempi morti in occasioni di apprendimento. Ma studiare con i podcast è davvero efficace? La ricerca suggerisce che la risposta è sì, a patto di considerarli un’integrazione allo studio e non un sostituto di libri, appunti e lezioni. Se progettati bene e utilizzati in modo attivo, i podcast possono favorire comprensione, motivazione e memorizzazione.

Perché i podcast possono favorire l’apprendimento

Uno dei principali punti di forza dei podcast è la loro flessibilità. A differenza di un video o di una lezione, possono essere ascoltati in qualsiasi momento e da qualsiasi dispositivo. Questo li rende particolarmente adatti a un apprendimento asincrono, cioè svincolato da orari e luoghi precisi.

Le ricerche mostrano che questa caratteristica aumenta la probabilità che gli studenti dedichino più tempo allo studio. Uno studio pubblicato su BMC Medical Education ha osservato che gli studenti universitari che utilizzavano podcast didattici dichiaravano di studiare più a lungo rispetto ai colleghi che non li utilizzavano e apprezzavano soprattutto la possibilità di ripassare gli argomenti nei momenti liberi. Tuttavia, i risultati agli esami non erano automaticamente superiori, a conferma del fatto che il podcast è uno strumento di supporto e non una scorciatoia per imparare.

Anche una scoping review pubblicata su Academic Medicine, che ha analizzato 62 studi sull’uso dei podcast nella formazione universitaria, arriva a conclusioni simili. I ricercatori evidenziano che gli studenti apprezzano i podcast per la loro praticità, la possibilità di riascoltarli e l’elevato coinvolgimento. Dal punto di vista dell’apprendimento, le evidenze disponibili mostrano che i podcast possono essere almeno altrettanto efficaci delle modalità tradizionali quando vengono inseriti all’interno di un percorso didattico ben progettato.

Il podcast non dovrebbe limitarsi a trasmettere contenuti, ma favorire una fruizione attiva. L’ascolto permette infatti allo studente di controllare il ritmo dell’apprendimento, mettere in pausa, tornare indietro e riascoltare i passaggi più complessi, adattando lo studio alle proprie esigenze.

Secondo diversi esperti di didattica digitale, il podcast favorisce inoltre un apprendimento più inclusivo. Per alcuni studenti, soprattutto quelli con difficoltà nella lettura o con bisogni educativi specifici, ascoltare una spiegazione può risultare più accessibile rispetto alla consultazione esclusiva di testi scritti. Allo stesso tempo, la componente narrativa rende spesso i contenuti più coinvolgenti e più facili da ricordare.

Un altro vantaggio riguarda la riduzione del carico visivo. Gran parte dello studio contemporaneo avviene davanti a uno schermo. Il podcast consente invece di apprendere attraverso il canale uditivo, offrendo una modalità diversa che può affiancare libri, dispense e video senza aumentare il tempo trascorso davanti a dispositivi digitali.

Quando i podcast funzionano davvero (e quando non bastano)

Il fatto che i podcast siano efficaci non significa però che sia sufficiente ascoltarli per imparare. La ricerca sull’apprendimento evidenzia infatti che la semplice esposizione alle informazioni produce risultati inferiori rispetto alle strategie che richiedono un coinvolgimento attivo. Ascoltare passivamente un podcast durante altre attività può essere utile per familiarizzare con un argomento, ma difficilmente basta per preparare un’interrogazione o un esame.

Per questo motivo molti esperti consigliano di utilizzare i podcast in momenti specifici del percorso di studio. Possono essere molto utili prima di affrontare un nuovo argomento, perché aiutano a costruire una prima rappresentazione mentale dei concetti. Sono altrettanto efficaci durante il ripasso, quando permettono di consolidare ciò che è già stato studiato attraverso libri e appunti.

Anche il modo in cui vengono realizzati influisce sulla loro efficacia. Una revisione della letteratura pubblicata su Medical Education evidenzia alcune caratteristiche ricorrenti nei podcast educativi di maggiore qualità: episodi relativamente brevi, struttura chiara, linguaggio semplice ma rigoroso, esempi concreti e una narrazione capace di mantenere alta l’attenzione.

La narrazione rappresenta infatti uno degli aspetti più interessanti. Lo storytelling, infatti, rende più semplice comprendere e ricordare concetti complessi. Un contenuto organizzato sotto forma di racconto o intervista stimola curiosità e attenzione molto più di una semplice lettura monotona di definizioni.

Naturalmente esistono anche alcuni limiti. Il podcast è uno strumento prevalentemente audio e non sempre è la soluzione migliore per tutte le discipline. Materie che richiedono grafici, formule matematiche, diagrammi o rappresentazioni visive possono beneficiare maggiormente dell’integrazione con immagini, video o testi. Inoltre, ascoltare un podcast mentre si svolgono attività particolarmente impegnative può ridurre la comprensione, perché l’attenzione viene divisa tra più compiti.

Per ottenere il massimo beneficio è quindi utile accompagnare l’ascolto con strategie attive: prendere appunti, mettere in pausa per riassumere con parole proprie ciò che si è appena ascoltato oppure utilizzare il podcast come punto di partenza per ripetere gli argomenti senza guardare il libro. In questo modo si sfruttano anche tecniche supportate dalla ricerca, come il retrieval practice, cioè il recupero attivo delle informazioni dalla memoria.

In definitiva, i podcast rappresentano uno strumento sempre più interessante per la didattica e per lo studio individuale. Le evidenze scientifiche mostrano che aumentano il coinvolgimento, offrono grande flessibilità e possono favorire l’apprendimento quando vengono utilizzati in modo consapevole. Non sostituiscono lo studio tradizionale, ma lo completano, offrendo un modo diverso di entrare in contatto con i contenuti. Più che chiedersi se funzionino meglio dei libri o delle lezioni, la domanda corretta è come integrarli in una strategia di studio varia e attiva. È proprio nella combinazione di ascolto, lettura, appunti e rielaborazione personale che i podcast esprimono il loro maggiore potenziale educativo.