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ragazza con pc davanti al frigo IStock

Studiare con molto caldo in casa fa rendere meno?

Studiare con il caldo riduce la concentrazione e la memoria: quali sono gli effetti delle alte temperature e i consigli per rendere di più

Camilla Valerio

Camilla Valerio

GIORNALISTA ESPERTA DI QUESTIONI SOCIALI

Nata a Bolzano e cresciuta in giro per l’Italia sono una giornalista freelance e dottoranda in Scienze Politiche e della Comunicazione. Negli anni ho trasformato la passione per la scrittura e la divulgazione in un lavoro, occupandomi di cultura, questioni sociali e sport per diverse testate online.

  • Il caldo riduce concentrazione, memoria e tempi di reazione già a partire da 25-26 °C.
  • Oltre i 30 °C aumentano gli errori e diminuisce il rendimento nello studio.
  • Studiare nelle ore più fresche e mantenersi idratati aiuta a limitare gli effetti del caldo.

Per molti studenti l’estate coincide con il periodo di studio più intenso dell’anno. Tra gli esami universitari della sessione estiva e la preparazione alla maturità, trascorrere diverse ore sui libri durante le giornate più calde è inevitabile. Ma il caldo influisce davvero sul rendimento? La risposta è sì: numerose ricerche dimostrano che le alte temperature compromettono concentrazione, memoria e capacità di ragionamento. Conoscere gli effetti del caldo sul cervello e adottare qualche accorgimento può aiutare a studiare meglio anche quando il termometro supera i 30 gradi.

Effetto del caldo sullo studio

Le temperature elevate non provocano soltanto una sensazione di disagio, ma hanno conseguenze concrete sul funzionamento del cervello. Quando il caldo aumenta, l’organismo è costretto a utilizzare una parte delle proprie energie per mantenere costante la temperatura corporea. Questo processo lascia meno risorse disponibili per le funzioni cognitive, rendendo più difficile mantenere alta l’attenzione e affrontare attività che richiedono concentrazione.

Secondo uno studio condotto dalla Harvard T.H. Chan School of Public Health, gli studenti che vivevano e studiavano in edifici senza aria condizionata durante un’ondata di calore hanno mostrato tempi di reazione più lenti e una maggiore difficoltà nello svolgere test cognitivi rispetto ai coetanei che si trovavano in ambienti climatizzati. I ricercatori hanno osservato un peggioramento della memoria di lavoro, una riduzione della velocità di elaborazione delle informazioni e un aumento degli errori nei compiti che richiedevano precisione.

Gli esperti evidenziano inoltre che già a partire dai 25-26 °C si può registrare un progressivo calo dell’attenzione. Quando la temperatura supera i 30 °C, la concentrazione diminuisce ulteriormente e anche le capacità di calcolo e ragionamento risultano meno efficienti. Di conseguenza aumenta il tempo necessario per svolgere un esercizio, ricordare una definizione o risolvere un problema complesso.

Le materie che richiedono un elevato livello di astrazione, come matematica, fisica, economia o chimica, sono generalmente quelle che risentono maggiormente delle alte temperature. Anche lo studio di discipline teoriche può diventare più impegnativo, perché il cervello fatica a memorizzare nuove informazioni quando è sottoposto a stress termico.

Il caldo, però, non agisce soltanto durante le ore di studio. Le ondate di calore compromettono anche la qualità del sonno, aumentano irritabilità e livelli di stress e favoriscono una sensazione costante di affaticamento. Dormire male significa arrivare alla scrivania già stanchi, con minore capacità di attenzione e una memoria meno efficiente. È proprio la combinazione tra giornate torride, notti poco riposanti e ambienti scarsamente ventilati a incidere maggiormente sul rendimento scolastico e universitario.

Negli ultimi anni diversi studi hanno inoltre evidenziato come il cambiamento climatico e l’aumento della frequenza delle ondate di calore rappresentino una nuova sfida anche per il mondo della scuola. Temperature sempre più elevate rischiano infatti di compromettere le performance degli studenti, soprattutto negli edifici privi di sistemi di raffrescamento. Secondo i dati ministeriali, in Italia, solo il 6,5% circa degli edifici scolastici italiani è dotato di impianti di climatizzazione. In termini assoluti si tratta di 3.967 edifici su 61.307 censiti.

Come studiare meglio quando fa molto caldo

Anche se non è possibile eliminare completamente gli effetti del caldo, esistono alcune strategie che permettono di limitarne l’impatto sullo studio. Il primo consiglio è organizzare le attività nelle ore più fresche della giornata. Il mattino presto rappresenta generalmente il momento ideale per affrontare gli argomenti più complessi, mentre nelle ore centrali del pomeriggio può essere più utile dedicarsi al ripasso o agli esercizi meno impegnativi.

Anche l’ambiente in cui si studia ha un ruolo importante. Mantenere la stanza il più fresca possibile, chiudendo tapparelle e finestre durante le ore più calde e arieggiando la casa al mattino o alla sera, contribuisce a ridurre il disagio termico. Se disponibile, un ventilatore o un condizionatore possono migliorare ulteriormente il comfort e favorire la concentrazione.

L’idratazione è un altro elemento fondamentale. Con il caldo il corpo perde più liquidi e anche una lieve disidratazione può influire negativamente su attenzione, memoria e tempi di reazione. Bere acqua regolarmente durante lo studio aiuta a mantenere il cervello efficiente e a contrastare il senso di stanchezza.

È altrettanto importante concedersi pause frequenti. Dopo circa cinquanta minuti di studio, interrompere per qualche minuto permette di recuperare energie, rinfrescarsi e ridurre l’affaticamento mentale. Le pause diventano ancora più utili durante le giornate particolarmente afose, quando mantenere la concentrazione per periodi molto lunghi risulta più difficile.

Anche l’alimentazione può fare la differenza. Pasti leggeri, ricchi di frutta e verdura, aiutano a evitare quella sensazione di sonnolenza che spesso segue pranzi abbondanti. Infine, non bisogna sottovalutare l’importanza del riposo. Cercare di dormire un numero sufficiente di ore e rendere la camera da letto il più fresca possibile favorisce il recupero mentale e migliora la capacità di apprendimento nei giorni successivi.

Studiare con il caldo richiede quindi qualche accorgimento in più, ma non significa necessariamente ottenere risultati peggiori. Organizzare gli orari, creare un ambiente confortevole, idratarsi correttamente e rispettare i tempi di recupero permette di limitare gli effetti delle alte temperature. Le ricerche dimostrano che il caldo può ridurre le prestazioni cognitive, ma adottando buone abitudini è possibile continuare a preparare esami e verifiche in modo efficace anche durante l’estate.