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Il sociologo e psichiatra Paolo Crepet Ipa

Svolta Crepet a scuola: "Vogliono convincerci non sia possibile"

Lo psichiatra Paolo Crepet in un suo intervento ha spiegato cosa ragazzi e ragazze dovrebbero studiare a scuola e di cosa, invece, si può fare a meno

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

Lo psichiatra e sociologo italiano Paolo Crepet è tornato a parlare di formazione ed educazione e, in particolare, di cosa bisognerebbe studiare a scuola e di cosa si potrebbe fare a meno. Nel suo intervento ha spiegato anche qual è il rischio che stiamo correndo con l’intelligenza artificiale, che sta cambiando i nostri comportamenti e i nostri atteggiamenti, ma anche quale dovrebbe essere il ruolo della famiglia nella società moderna.

Cosa si dovrebbe fare a scuola secondo Crepet

Lo scrittore sta portando a teatro un nuovo monologo, dedicato alla libertà, all’immaginazione, alla paura di pensare con la propria testa. Come riportato in un articolo pubblicato su La Nazione, Paolo Crepet ha raccontato qual è la cosa che studenti e studentesse dovrebbero apprendere a scuola.

Come spiegato in modo approfondito nel suo monologo teatrale, Crepet, che spesso ha dato la colpa alla scuola per le condizioni di vita dei ragazzi, ha affermato: “Sono sempre più convinto che almeno nelle ore di scuola si possa fare a meno di certe cose e riscoprire un po’ di manualità, per ricominciare a pensare in modo diverso. Gli uomini più potenti del mondo vogliono convincerci che non sia possibile perché ormai il mondo deve funzionare così. E allora pensarla in maniera diversa diventa quasi un reato“.

Perché l’IA per Crepet ci rende diffidenti

Nel corso del suo intervento, Paolo Crepet ha spiegato che “c’è un problema generale di sospensione della democrazia. Ci sono cambiamenti nella scuola, nell’università, nella formazione delle notizie. Se chiedi qualcosa a un motore di ricerca, la prima risposta te la fornisce l’intelligenza artificiale, per andare a cercare tu notizie sui siti suggeriti devi andare avanti, rifiutare la prima risposta e proseguire“. Già in passato era stato abbastanza critico sull’uso dell’intelligenza artificiale.

Secondo lo psichiatra si tratta di un vero e proprio “atto di dissenso. E tutto questo porta sfiducia, perché non sai più se una notizia è vera o se è un filmato creato con l’intelligenza artificiale. Così, non ci fidiamo più. Siamo costretti a essere diffidenti. È un periodo molto complicato”, ha concluso l’esperto.

Qual è il ruolo importante della famiglia secondo Crepet

Nel suo intervento Crepet ha sottolineato che in questo scenario, nel quale la tecnologia non ci rende sempre liberi, “la famiglia avrebbe un ruolo importante , ma mi sembra arresa”. Lo psichiatra, che in passato ha usato toni forti nei confronti della nuova generazione di genitori, ha spiegato meglio a cosa si riferisce: “Stiamo parlando di adulti che comunque sono nati con questi dispositivi. Magari non avevano lo smartphone ma un signore di 45 anni ha visto un mondo che funzionava così già alle elementari. Non vale più il discorso di altre generazioni che hanno fatto altre cose”.

Crepet ha concluso il suo intervento svelando che il rischio è quello di potersi “sentirsi un po’ eretici. Ed è quello che cerco di dire, cercando di superare la retorica falsa di chi dice che ‘le cose sono sempre andate in questo modo’, perché non è vero. E non può comunque essere una scusante”.

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