Temptation Island a scuola: per Gramellini c'è un "unico rischio"
Per Massimo Gramellini c'è un unico rischio che corriamo nel far vedere a scuola "Temptation Island": ecco la risposta alla provocazione di Galiano
Massimo Gramellini è intervenuto sulla proposta del professor Enrico Galiano, che aveva lanciato una provocazione, chiedendo di far vedere Temptation Island a scuola. Il reality show, che si presenta come un "viaggio nei sentimenti", per il docente e scrittore friulano rappresenta una lezione perfetta su cosa sono le relazioni tossiche. Per Gramellini c’è un unico rischio che si potrebbe correre nel mostrare questo format televisivo a studenti e studentesse.
Gramellini e il rischio di far vedere Temptation Island a scuola
Nella sua rubrica sul Corriere della Sera, "Il Caffè di Massimo Gramellini", in un intervento intitolato "Trumptation Island", lo scrittore, giornalista e conduttore televisivo ha riflettuto che per un giorno non si parla di Donald Trump, ma "di cose serie: Temptation Island". Lo ha fatto citando prof Enrico Galiano, che "ha proposto di farlo vedere a scuola, adottandolo come libro di testo per il corso di educazione sentimentale".
Secondo Massimo Gramellini, "l’idea è meno paradossale di quanto sembri" perché "Temptation non mostra l’amore come dovrebbe essere, ma come spesso è: gelosia, possesso, manipolazione, vittimismo, mancanza di rispetto (oddio, non staremo di nuovo parlando di Trump?)", ha scherzato Gramellini, tornando poi al tema del reality.
"Il falò di confronto — quel momento in cui i due partner in crisi conversano occhi negli occhi e budella nelle budella — è quanto di più simile a un’udienza di separazione mi sia mai capitato di vedere in tv", ha svelato Gramellini, aggiungendo: "Quest’anno furoreggia una certa Soraya che, davanti a masse oceaniche di guardoni, ha rinfacciato a tale Cristian di non toccarla da mesi e di restare con lei solo perché gli fa comodo lavorare nell’azienda del padre".
Lo scrittore ha osservato che "vista da casa senza filtri, una scena del genere è pornografia dei sentimenti allo stato puro e provoca, al massimo, qualche sorrisino di superiorità". Ma andando a vivisezionarla "in classe assieme a un insegnante, forse i ragazzi prenderebbero consapevolezza della sua pericolosità e saprebbero riconoscerla nelle loro vite".
Per Gramellini, però, c’è un rischio che si corre, come ogni volta che uno svago viene "trasformato in materia di studio". Il rischio è che" una volta portato in classe anche il programma televisivo più seguito dai giovani venga loro a noia".
La proposta di Galiano di portare Temptation Island in classe
In un intervento su IlLibraio, Enrico Galiano aveva spiegato perché farebbe vedere "Temptation Island" nelle scuole. Il programma condotto da Filippo Bisciglia, secondo il professore, è "una gara a chi è più trash, chi più cringe o chi più semplicemente irricevibile. E non stiamo parlando di una nicchia, di un reality visto da quattro gatti insonni alle due di notte: parliamo di numeri enormi". Tra i giovani, poi, lo share è davvero molto alto.
Galiano si è domandato se "davvero vogliamo che tutti guardino quelle scene senza che nessuno aiuti a decifrarle" e se davvero si vuole "lasciare che passino così, come semplice intrattenimento, come trash, come roba da commentare ridendo su X o nelle chat degli amici". Perché in quel programma "a voler guardare bene, c’è un catalogo sterminato di tutto quello che in una relazione dovrebbe far scattare un allarme".
Secondo il docente delle scuole medie alcune scene del reality show, se fermate nel momento giusto e spiegate bene, potrebbero valere "più di dieci slide sulle relazioni tossiche" e diventare un utile materiale didattico per affrontare con studenti e studentesse il tema dell’educazione sentimentale.