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Test d'accesso università, giù i voti delle aspiranti matricole iStock

Test d'accesso università, giù i voti delle aspiranti matricole

La preparazione e i risultati degli studenti che tentano le prove per accedere all'università sono peggiorati negli ultimi due anni

Stefania Bernardini

Stefania Bernardini

GIORNALISTA

Giornalista professionista dal 2012, ha collaborato con le principali testate nazionali. Ha scritto e realizzato servizi Tv di cronaca, politica, scuola, economia e spettacolo. Ha esperienze nella redazione di testate giornalistiche online e Tv e lavora anche nell’ambito social

Affrontare i test d’ingresso all’università necessità di una preparazione che alcuni studenti iniziano ancor prima di aver terminato il percorso di studi delle scuole superiori. È una prova importante per i giovani che scelgono di seguire indirizzi accademici a numero chiuso, ma gli ultimi dati mostrano numeri poco positivi: i risultati dei ragazzi sono peggiorati in due anni.

I dati sui test d’ingresso all’università

Il consorzio interuniversitario Cisia, che prepara da anni i Tolc, ovvero i test d’ingresso usati da 61 atenei statali, ha presentato i dati sulla preparazione e i risultati degli studenti. Ne è emerso che, negli ultimi due anni, le performance delle aspiranti matricole sono peggiorate.

Calano i risultato in matematica, come poteva essere prevedibile, ma anche nella comprensione del testo e nella padronanza della lingua italiana.

Oltre la metà degli studenti immatricolati, pari al 56,3% ha sostenuto un test di ingresso o di orientamento. Durante il 2025 sono stati erogati 324.026 Tolc, di cui circa il 40% si è svolto nelle sedi universitarie in presenza. Un dato questo in aumento negli ultimi anni, dopo la parentesi del Covid: nei test in presenza c’è un maggiore controllo.

Il punto è che, rispetto al 2024, tutti i Tolc, tranne il test di Scienze politiche, segnano un calo del punteggio medio: dal -0,3 nel test di Ingegneria fino al – 2,3 degli aspiranti farmacisti, scende la performance nei test di Agraria, Psicologia, Economia, Studi umanistici, Biologia.

Nell’esame dei tre test a cui si è sottoposta la maggior parte degli studenti (Studi umanistici, Ingegneria e Economia) sono scesi i punteggi medi, rispetto agli ultimi due anni, nella comprensione del testo. Si è passati da una media di 16,86 nel test di studi umanistici nel 2023 a 16,45 nel 2025, in quello per l’accesso alle facoltà di Economia da 5,23 a 5,01 e di Ingegneria da 5,31 a 5,16.

I risultati del liceo Classico

Tra tutte le aspiranti matricole che hanno svolto i test d’ingresso, fanno eccezione i giovani che provengono dal liceo Classico.

In generale le prove confermano i risultati delle prove Invalsi con i liceali che ottengono i risultati migliori. Nel triennio 23-25 tutti i punteggi medi del test per le discipline umanistiche diminuiscono ma gli studenti del liceo classico migliorano e quelli dello scientifico restano stabili.

Nel test di Economia e di Ingegneria il calo nella comprensione del testo è rilevato anche in chi ha frequentato il liceo classico. Per quanto riguarda la matematica scendono i risultati del test di Economia mentre restano stabili quelli di Ingegneria. Nel complesso il calo registrato nella matematica è minore di quello nella comprensione del testo.

Il test più temuto all’università

Il problema del test d’ingresso è sentito in tutto il mondo e, se in Italia il più temuto resta quello per accedere alla Facoltà di Medicina, a livello globale l’esame di ammissione all’università che spaventa maggiormente è il Gaokao in Cina.

Ufficialmente noto come National higher education entrance examination (NCEE), il Gaokao si svolge ogni anno all’inizio di giugno, impegnando gli studenti per più giorni, da 2 a 4, a seconda della scelta delle materie.

Il sistema universitario cinese divide gli atenei in tre categorie a seconda del prestigio, i risultati al Gaokao determinano a quali università si potrà accedere e, conseguentemente, a quale carriera aspirare.