Test di italiano e tedesco a 4 anni in Alto Adige: la proposta
Sta facendo discutere la proposta del partito autonomista dell'Alto Adige per migliorare le competenze linguistiche nelle scuole dell’infanzia tedesche
Ci sono territori italiani, in particolare al confine, in cui si parlano due lingue, per esempio tedesco o francese insieme all’italiano. In Alto Adige sta facendo discutere una proposta della Südtiroler Volkspartei, il partito autonomista dell’Alto Adige, per migliorare le competenze linguistiche nelle scuole dell’infanzia tedesche, introducendo dei test linguistici.
La proposta dei test linguistici ai bambini di 4 anni
Il 5 dicembre il Comitato direttivo della Stella Alpina ha approvato un pacchetto di misure, elaborato da un gruppo di lavoro del quale fa parte anche l’assessore provinciale all’Istruzione e alla Cultura tedesca Philipp Achammer, con il quale si vogliono introdurre dei test linguistici per i bambini di quattro anni, da ripetere nei due anni successivi.
In pratica, a partire dai 4 anni, i piccoli verrebbero sottoposti a un esame di accertamento della conoscenza del tedesco e dell’italiano con l’obiettivo è individuare eventuali difficoltà linguistiche in età prescolare.
Sono previsti, tra l’altro, corsi obbligatori per colmare le lacune; sanzioni per i genitori che ignorano le raccomandazioni e più personale nelle scuole con una presenza importante di “non tedeschi”.
Le misure dovrebbero essere varate in primavera dal Consiglio provinciale.
Al pacchetto si aggiunge anche la proposta dell’anno zero oppure del quarto anno di asilo per chi arriva “da fuori” e non sa il tedesco.
La promozione nella classe successiva sarebbe concessa solo dopo la verifica di un’idonea conoscenza linguistica.
In Alto Adige vige il principio dell’insegnamento nella lingua madre. Esistono perciò scuole di lingua tedesca, italiana e ladina.
Per il segretario della Svp Harald Stauder, le misure “sono concrete, realizzabili e rappresentano un rafforzamento che tiene conto del diritto all’istruzione di tutti”.
Contrari alla proposta sono invece i Verdi con la portavoce Cornelia Brugger che ha affermato: “La lingua cresce nella vita quotidiana. Nel gioco. Nelle relazioni. Non con i test, e tantomeno all’età della scuola dell’infanzia”.
Secondo la consigliera comunale, già educatrice della scuola dell’infanzia per testare i bambini, “serve il consenso delle famiglie. Ma, soprattutto, i test a chi giovano? Servono personale preparato, gruppi più piccoli e costante supporto di figure socio-pedagogiche”.
Le sanzioni ai genitori e le altre proposte
Come riporta il Corriere della Sera, oltre alla proposta degli esami di lingua, ampiamente sostenuta anche dalla Junge Generation (l’organizzazione giovanile della Svp), sono stati proposti piani educativi individuali, sanzioni per i genitori che non assistono i figli in questo percorso, coinvolgimento di associazioni per estendere l’offerta formativa e prestazioni economiche aggiuntive per gli insegnanti delle scuole nei contesti geografici più critici, come la Bassa Atesina.
Viene inoltre sconsigliato di passare da un asilo italiano a una scuola elementare tedesca o viceversa, per incoraggiare un percorso uniforme.
Cosa succede in altri länder tedeschi
L’assessore provinciale all’Istruzione e alla Cultura tedesca Philipp Achammer ha evidenziato che il modello è “già presente in molti Länder tedeschi” e sarebbe “utile per programmare gli investimenti nelle scuole e fare in modo di intervenire sapientemente dove si presentino le necessità”.
Sempre secondo Philipp Achammer “l’offerta didattica e pedagogica in Alto Adige è molto buona. Allo stesso tempo, le sfide sono grandi, e il quadro generale sta diventando sempre più complesso”.