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Matteo Bassetti Ipa

Test di Medicina: il consiglio di prof Bassetti sul "fallimento"

Il professore universitario Matteo Bassetti è intervenuto sul numero di bocciati al Test di Medicina, dando sui social una lezione sul fallimento

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

Il professore, ricercatore e divulgatore medico-scientifico Matteo Bassetti è intervenuto in merito al nuovo Test di Medicina e, in particolare, al numero di bocciati tra gli studenti che si sono presentati al primo e al secondo appello del semestre filtro. Su Facebook il docente universitario ha voluto dare un consiglio a tutti coloro che non ce l’hanno fatta, dando una vera e propria lezione sul fallimento: non è sempre una cosa negativa, si può anche imparare molto dai propri errori.

Prof Bassetti e la bocciatura al Test di Medicina

Il professore universitario, che è stato un grande sostenitore della riforma dell’accesso a Medicina, convinto che fosse assolutamente necessario cambiare modalità di accesso, in un video su Facebook ha voluto affrontare il tema della bocciatura. A scuola o a un esame come quello del semestre filtro delle facoltà di Medicina, secondo lui non bisogna sempre vedere in un voto negativo un fallimento, perché dietro quell’esperienza c’è molto di più.

“Una bocciatura a scuola o ad un esame non deve essere visto come un fallimento, ma come un’opportunità”, ha spiegato Matteo Bassetti nella didascalia che accompagna il video, aggiungendo poi: “Cadere per poi rialzarsi è un grave insegnamento per migliorarsi“.

Bassetti spiega chi sono le nuove generazioni

Il video di Matteo Bassetti su Facebook è iniziato con una spiegazione di chi sono le nuove generazioni di ragazzi e di ragazze, abituate a una vita più facile rispetto a chi li ha preceduti.

“Le nuove generazioni, quelle che hanno anche partecipato al semestre aperto, che si sono lamentate delle cose come andavano, sono una generazione di ragazzi che ha avuto veramente tutto”, ha spiegato il docente universitario, facendo una riflessione che spesso fa anche in famiglia.

“Io dico spesso, anche parlando con i miei figli, che sono di quella generazione, che sono la generazione dei cento pacchetti di figurine Panini. Cioè io quando ero bambino arrivavano uno o due pacchetti di figurine massimo, quando proprio la domenica ce n’erano cinque. Oggi loro sono stati quelli che compravano le scatole da cento pacchetti. Tutto più facile“.

Perché per Bassetti il fallimento è un tabù

Proprio di fronte a questa caratteristica delle nuove generazioni, per i giovani oggi non è facile accettare un fallimento, in questo caso scolastico. Anche perché, come svelato da Matteo Bassetti, “questi ragazzi hanno anche una forte pressione per il successo, che gli deriva dai genitori, rendendo il fallimento un tabù insormontabile”.

Il docente universitario si è soffermato a spiegare che cos’è un tabù insormontabile: “Cosa vuol dire insormontabile? Vuol dire che i genitori mettono su questi ragazzi pressione, rivedendo e riversando sui ragazzi magari anche delle frustrazioni che loro hanno”.

Come possono le nuove generazioni fare invece tesoro di questi piccoli passi falsi compiuti nel loro percorso di crescita? Secondo Matteo Bassetti “cadere può essere uno straordinario momento per la formazione del nostro carattere, per poter poi rialzarsi. Allora non vediamo sempre il fallimento come un momento negativo. Qualche volta il fallimento può essere un momento positivo per la ripartenza e quindi se magari qualcuno non ha passato il test, magari era un modo per studiare di più la volta dopo, impegnarsi di più o magari rivedere il proprio carattere”.

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